martedì, Settembre 8, 2026

Federica Morello

[Si legge in 9 min. e 31 sec.]

Una storia fatta di passi concreti, di sogni coltivati con tenacia. Una forza travolgente ma gentile, che si muove con la consapevolezza di chi ha vera visione. Impresa, spettacolo, empatia, natura. E quella grinta da “Valhalla” che abbiamo amato in Ciao Darwin e oggi vorremmo riabbracciare. 
Federica non ha paura di essere tante cose insieme. Proprio come piace a noi.

Ciao Federica, benvenuta in VPOCKET! Sei la Ceo di F.emme Agency, che lavora nella gestione del personale per gli eventi: come è nata l’idea e cosa hai portato di tuo all’interno dell’agenzia?

Grazie di cuore per l’invito. F.emme Agency è nata da un bisogno personale profondo, quello di costruire qualcosa di mio, che riflettesse i miei valori e il mio modo di lavorare. Dopo anni vissuti tra eventi, hostessing e produzioni televisive, ho sentito il desiderio di creare un’agenzia che fosse pratica e concreta, ma anche umana, affidabile, vera. Ho fatto tanta gavetta prima di diventare quella che sono oggi; ho vissuto situazioni lavorative in cui non venivo trattata con rispetto, e questo mi ha segnata. Ma mi ha anche mostrato la preziosità dell’empatia. Ancora oggi, quando gestisco le mie ragazze, rivedo la Federica più giovane e mi ricordo quanto sia fondamentale trattare ognuno con attenzione, rispetto e umanità.  Nella mia agenzia ho portato anche la mia indipendenza (ho lasciato casa molto presto) e un pizzico di quel carattere da Leone che fino a oggi mi ha spinta a mettermi in gioco senza paura. F.emme Agency è un po’ la mia seconda pelle. È un modo per valorizzare le persone, dare opportunità concrete, e dimostrare che si può essere “professionali” con il cuore.

Nella tua esperienza c’è stato anche il ruolo di maestra di asilo. Cosa ti ha insegnato e cosa ti manca?

Fare la maestra d’asilo è stato, per certi versi, uno dei lavori più veri e profondi che io abbia mai fatto. Mi ha insegnato ad ascoltare. A rallentare, a guardare il mondo attraverso gli occhi dei bambini, dove ogni piccola cosa diventa meraviglia. È stato anche un esercizio continuo di pazienza, sensibilità e presenza: non puoi fingere con i bambini, loro “sentono” se ci sei davvero. Mi manca quella spontaneità, quella dolcezza quotidiana che ti entra addosso senza nemmeno accorgertene. Quel lavoro mi ha lasciato un’impronta che porto ovunque, anche nella mia agenzia. Il rispetto per i tempi degli altri, la delicatezza nel coordinare un gruppo, la consapevolezza che educare o guidare non significa mai imporsi, ma accompagnare.

Ti abbiamo vista nei panni di  “Valhalla” in Ciao Darwin. Qual è stato il momento più divertente che hai vissuto dietro le quinte? E quello più emozionante davanti alle telecamere?

Ciao Darwin è stata per me una tappa di grande impatto. Non solo per la visibilità, che è arrivata in modo improvviso, travolgente, ma anche perché è stato il primo vero salto al di fuori dalla mia comfort zone. Il momento più emozionante è stato senz’altro la prima volta che ho camminato su quel palco. Avevo sempre sognato quel momento, ma viverlo, con le luci, la musica, il pubblico, mi ha dato i brividi. Lì ho capito che ce l’avevo fatta. Il momento più divertente dietro le quinte? Senza dubbio le pre-puntate, quando ci trovavamo tutti insieme a mangiare la pizza prima di entrare in scena. Bonolis era con noi, e si è rivelato una persona splendida: empatico, umano, con una sensibilità che pochi hanno la fortuna di conoscere. Durante le prove ridevamo tantissimo, soprattutto quando c’era qualche imprevisto tecnico assurdo e lui ci guardava come se fossimo all’asilo! È stato bello vivere l’aspetto umano di un programma così grande.

Dopo l’esperienza di Ciao Darwin, cosa è cambiato in te?

Dopo la messa in onda, tutta la mia vita è cambiata. La gente ha iniziato a scrivermi, a fermarmi per strada, a chiamarmi “Valhalla” come se fossi uscita da un film. Ma quell’esperienza ha lavorato soprattutto nel mio “io” interiore.  Ho sempre creduto in me stessa, nel mio valore, nella mia presenza. La verità è che, anche se da fuori non sembrerebbe, ho sempre avuto una parte un po’ timida, che in certe situazioni mi faceva tirare il freno. Quando sono salita per la prima volta su quel palco, è come se avessi dovuto fare pace con quella parte di me. Ho scelto di non nascondermi, di esserci davvero. È stato un momento potente. Lì ho capito che coraggio non significa assenza di paura, ma mettersi in gioco nonostante la paura. Dopo Ciao Darwin sono salita su diversi palchi come presentatrice di sfilate ed eventi, affrontando la mia timidezza ogni volta un po’ di più. E chissà… forse questa esperienza sarà il trampolino per nuovi traguardi, che prima di essere “Valhalla” non avrei neanche immaginato.

Hai spaziato tanto a livello professionale, quale credi sia il filo conduttore?

La mia voglia di metterci il cuore in tutto quello che faccio. Ho fatto la maestra d’asilo, l’assistente politica, la modella, la coordinatrice di eventi, “Valhalla” sul palco di Ciao Darwin… e oggi guido una mia agenzia. Sembrano esperienze lontanissime, ma la costante è che in ogni ruolo ho scelto di esserci davvero, di prendermi cura delle persone e del progetto. Che fosse un bambino da rassicurare, una hostess da gestire, un cliente da sorprendere, un pubblico da emozionare. Oggi mi sento una donna completa, che ha saputo trasformare la sensibilità in forza e l’empatia in metodo. Mi piacciono i lavori che richiedono presenza, creatività, organizzazione… ma anche umanità. E poi c’è una cosa che non mi ha mai abbandonata: il desiderio di sfidarmi. Di mettermi alla prova, scoprire nuove parti di me, sviluppare attitudini che nemmeno sapevo di avere. Far crescere gli altri, e nel frattempo crescere anch’io.

Sappiamo che sei di Sanremo. C’è qualche angolo nascosto o abitudine che ti manca di più quando sei lontana da casa per lavoro?

Sanremo è la mia base. È il punto da cui parto e il posto in cui torno sempre. Ovunque proseguirà il mio percorso, resterà “la mia Sanremo”. Quando sono via per lavoro, mi mancano tante cose semplici; il mare a un passo da casa, la sardenaira (un nostro piatto tipico), i miei affetti, i miei gatti Nano e Leo, la mia sorellina di 10 anni, che ogni volta che torno si è fatta più grande. Quella quotidianità che può sembrare normale, ma dal valore enorme. Sanremo mi ha dato equilibrio. Mi ha insegnato ad amare il contatto con la natura, il tempo lento, gli spazi veri. È il posto in cui sento me stessa al cento per cento. Anche se viaggio spesso, anche se mi muovo tanto… è lì che voglio tornare.

Oltre al lavoro, quali sono le tue passioni più grandi? Quelle che ti fanno battere il cuore.

Sono quelle che mi riportano alle mie radici, a quella parte di me che resta anche quando non la mostro. Sono cresciuta in campagna, con una fattoria vera circondata da animali, silenzi, terra e cielo. Fino a diciotto anni la mia quotidianità era fatta di gesti semplici ma pieni di senso. Prendersi cura degli animali da bambini è il primo passo per imparare a prendersi cura delle persone da adulti, e questo ha sicuramente influenzato il mio modo di sentire. Ancora oggi, gli animali per me sono casa. Salvare un rospo per la strada o prendermi cura di un gatto abbandonato non è “fare qualcosa di buono”, è il mio modo naturale di stare al mondo. Poi c’è il contatto con la natura, con la terra. Quando posso torno a quel tipo di vita, anche solo per qualche ora. Infine c’è la creatività. Mi piace curare i dettagli, costruire idee, dare forma a qualcosa che prima non esisteva.

Qual è il tuo modo di staccare la spina da tutto? Quel qualcosa che ti concedi per ricaricare le energie.

Andare a cavallo. È una delle mie passioni più vere, quella che mi riporta subito a “terra”, nel senso più bello del termine. Ho fatto equitazione per otto anni e quando sono in sella, cambia tutto. La testa si svuota e il cuore si riempie. È come se ritrovassi subito un equilibrio naturale, quello che nella vita di tutti i giorni a volte si perde. Le passeggiate a cavallo nel bosco sono una delle esperienze più belle che si possano fare.  Se non ho modo, cerco comunque il contatto con la natura. Una passeggiata al mare, una giornata in montagna, qualche ora in silenzio con i miei gatti. Non ho bisogno di molto, ma di qualcosa che mi faccia sentire “fuori” dal rumore e “dentro” me stessa. 

Un consiglio da dare alle giovani ragazze che vogliono lavorare nel tuo settore. Cosa dovrebbero coltivare?

Direi loro una cosa molto semplice: fatevi trovare pronte, ma restate sempre voi stesse. È un settore che richiede energia, affidabilità, spirito pratico… ma anche tanta sensibilità. Spesso si pensa che basti essere belle o saper stare in piedi sui tacchi. In realtà serve molto di più: serve presenza mentale, capacità di gestire le situazioni, empatia verso il cliente e verso il team. Quello che io ho sempre fatto, e che mi contraddistingue, è metterci la testa e il cuore insieme. Essere precisa, puntuale, disponibile, curare i dettagli e risolvere i problemi senza fare drammi. E farlo con gentilezza, che per me è la vera forza, non una debolezza. C’è un biglietto che tengo ogni instante con me, nascosto nella cover del telefono: «La gentilezza non è un gesto, è uno stile di vita». Questa frase è l’emblema della mia vita. Mi rappresenta appieno, e mi ripaga ogni volta, soprattutto nel lavoro. Essere brave non basta. È come lo fai, è l’energia che ci metti, è il modo in cui ti relazioni con gli altri che ti fa ricordare. E poi c’è l’umiltà. Essere umili non significa non credere abbastanza in se stesse, ma riconoscere che si può fare di meglio. Che si può imparare, crescere, migliorare ogni giorno. È questa mentalità che ti apre le porte giuste, che ti fa apprezzare, che ti fa restare.

Raccontaci un sogno o un progetto, che non hai ancora realizzato.

In realtà di sogni ne ho tre… Il primo riguarda la mia parte più determinata: vorrei tornare in televisione con un reality show dinamico, uno di quelli che ti spingono fuori dalla comfort zone e ti mettono alla prova, fisicamente e mentalmente. Mi sento pronta per sfide importanti, per superare con coraggio i miei limiti e dimostrare a me stessa quanto io possa andare oltre.  Il secondo è di espandere sempre di più la F.emme Agency.  Voglio portarla ancora più in alto, con collaborazioni importanti, eventi più strutturati e un team sempre più solido. È il mio progetto del cuore, il frutto del mio impegno e della mia visione, se lo merita. Il terzo è costruire una famiglia. Lo metto per ultimo solo per una questione di tempi, non certo di valore. Sogno due figli, due cani lupi cecoslovacchi, una casa immersa nella natura e qualche animale da fattoria. Un luogo semplice ma pieno di senso, dove tornare alla versione più pura di me. Quella che viveva in campagna, si prendeva cura degli animali e trovava la felicità nei gesti quotidiani.

Grazie per aver fatto conoscere un po’ di Federica Morello, Valhalla di Ciao Darwin, Ceo di F.emme Agency, Maestra Federica, Signorina Morello, o come preferisco io, semplicemente Fede. Raccontarmi in tutte le mie sfumature è stato speciale. Vi abbraccio!

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