giovedì, Luglio 18, 2024

Viva gli indiani Sioux, abbasso il Generale Custer. 

In questa Società corrotta, ipocrita, opportunista, falsa, materialista, invidiosa, meschina, rancorosa, frustrata, grigia ed egoista che abbiamo sin qui costruito, dichiarare oggi che la cosa più bella nella vita sia dire sempre la verità, è soltanto mero esercizio di falsa retorica. La verità, a ben guardare, non esiste più in niente.

Partendo dal nuovo detersivo che finalmente cancella ogni tipo di macchia, pensate ora alle merendine industriali che ci vengono da anni spacciate per prodotti di alta qualità, pensate ancora alle promesse dei politici, a quelle che abbiamo ricevuto da giovani innamorati, pensate poi all’inquinamento sempre ben accolto in nome del profitto, e pensate alla sincerità dei rapporti che intercorrono nel lavoro, oppure a quella tra moglie e marito, tra genitori e figli, tra parenti, tra amici. 

Pensate a quante volte ci sono state presentate persone e informazioni importanti nel nome della verità e della qualità, quando verità e qualità in realtà erano poi del tutto inesistenti. 

Durante il nazismo veniva compiuto l’orrendo olocausto, ma la maggioranza del popolo tedesco ed europeo non ne erano consapevoli. L’informazione di Stato parlava di campi di lavoro (Arbeit macht frei, “il lavoro rende liberi”). Incubi lontani? Purtroppo no. Si trattava di narrazioni pilotate che anche oggi però esistono continuamente. Solo per citare alcuni esempi, concentriamoci sulla psicosi che si è mediaticamente voluta creare con la pandemia del Covid, per andare poi alla guerra in Ucraina utile in primis a mille speculazioni in campo energetico e alimentare a opera dei potenti. Si punta ancora il dito storico su taluni dittatori di Stati sovrani, ma non si racconta mai che il Leader libico Gheddafi ad esempio ci teneva ben chiusa la porta dell’immigrazione dal continente africano intero verso l’Europa. Si puntò nuovamente il dito sul dittatore iracheno Saddam Hussein per azzerare quel Paese (l’Iraq) nel nome di fantomatiche armi chimiche che mai furono trovate (un caso che entrambi i Paesi fossero tra i più ricchi produttori di petrolio?). Oggi sempre più attuale il conflitto drammatico tra Israele e Palestina nel nome di una confortevole e diplomatica narrazione USA/Europea che però tralascia aspetti e tematiche importantissime per una corretta informazione che possa meglio comprendere quel dramma. Così la cosiddetta verità d’informazione, sfiora a volo radente solamente alcune delle mille guerre e tragedie nel mondo che ci vengono raccontate con altrettante verità “addomesticate”.

Abbiamo costruito una Società di cartone sulle palafitte piantate in un mare di ipocrisie. Un mare la cui alta marea tutto sommerge ormai con inquietante normalità e senza più sorprenderci, in una lenta ma inesorabile abitudine nel riuscire a vivere in apnea, pensando che il respiro della verità in fondo non sia più necessario.

Mentre imperversa la televisione spazzatura, la Verità, un termine che fa rima con sincerità, è ormai diventata merce rara e preziosa. Tanta verità e sincerità luccicano come l’oro intorno alle nostre vite, ma ben guardando non si tratta di oro, bensì di freddo ottone lucidato a dovere per abbagliare la mente.

Molti tra noi si accontentano probabilmente di una vita lucente come l’ottone, rinunciando a cercare l’oro vero, l’oro dei pensieri puliti e più spontanei, l’oro dei comportamenti leali, dei rapporti congiunti a un obiettivo comune, a una progettualità capace di riportarci a un mondo migliore. 

Queste non sono riflessioni pessimiste, questo significa semplicemente osservare da una finestra introspettiva e comprendere come abbiamo ridotto questo mondo. 

Il pessimismo è sterile negatività, il realismo critico è il punto di partenza per un nuovo inizio per chi come noi ha avuto la fortuna di nascere da questa parte del mondo.

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