lunedì, Settembre 7, 2026

Vincere lo yo-yo degli stati d’animo

Per gran parte della mia vita ho cercato la saggezza e la sapienza nei libri.

Dopo averne letti migliaia, ho scoperto di aver sprecato tempo, soldi ed energie. 

La saggezza e la sapienza non sono racchiuse nei libri o nei sermoni. Se fosse così semplice, il Mondo vivrebbe in pace e in letizia. Purtroppo non è così. 

E allora da dove attingiamo saggezza e sapienza? 

Nella mia esperienza, ho tratto un vero insegnamento dalle persone che realizzavano ciò che professavano. Quindi, fatti, non parole. Testimonianza credibile, non teoria. Ma ancora di più mi ha aiutato la Natura.

Per esempio, osservare l’onda che si infrange sul bagnasciuga è stato più proficuo che immergermi in un trattato di filosofia, di leadership o di crescita personale. Perché l’onda è vera, spontanea, genuina. L’onda è uno spettacolo di ritmo, unità e umiltà.

In qualunque parte del mondo, lei riflette l’umore del mare. Non è mossa da egoismo, vanità, desiderio di successo. Testimonia la perfezione di un misterioso ordine intrinseco. L’onda procura pace. 

Quando osservo il suo incedere, penso all’incedere della vita. A volte tranquillo, a volte agitato, altre ancora tumultuoso. 

Ma a differenza degli esseri umani, l’onda non è alterata da stati d’animo. Non ha fretta, ansia, paura. L’onda semplicemente è. Non vive nel futuro o nel passato. Non immagina. 

Gli esseri umani, invece, subiscono lo yo-yo degli stati d’animo. Lo subiscono perché poco sanno sulla loro natura, sull’origine e lo scopo.

Pensate alla paura, il principe degli stati d’animo. Sappiamo forse cos’è la paura? Dove nasce? Cosa vuole dirci? Perché non smette mai di far sentire la sua voce? Vi cito la paura, ma potrei parlare di rancore, rabbia, risentimento…

Però mi chiedo: per vivere nella pace e nella serenità, non dovremmo prima scoprire chi siamo e come funzioniamo, rispetto all’imparare a costruire un ponte, progettare un circuito elettrico o stipulare un atto?

Dalla scuola elementare fino al dottorato, ci è stato insegnato di tutto tranne che a conoscerci. Non ci hanno insegnato nemmeno a riconoscere un’emozione. Quindi siamo sconosciuti a noi stessi. Siamo estranei a noi stessi. 

Gli stati d’animo ci plasmano ma non li sappiamo né controllare né gestire. L’unica cosa che possiamo fare è aspettare che se ne vadano.

E poiché non se ne vanno così in fretta, ogni giorno ci ritroviamo su un ottovolante che non smette mai di girare: paura, ansia, dubbio. Risentimento, rabbia, rancore. Vanità, invidia, gelosia. Desiderio di rivalsa. Procrastinazione, indecisione, pigrizia. Tristezza, sfiducia, delusione. 

Chi ne è estraneo? E chi non vorrebbe farne a meno? 

Oggi vogliamo capire come riconoscere questi stati d’animo, come affrontarli e come superarli.

Il messaggio essenziale che voglio darvi è questo: tutto nasce da un pensiero.

Ogni azione, ogni omissione e ogni intenzione sono la risultante di un pensiero. Il pensiero è la scintilla, il seme, l’incipit da cui tutto trae origine. 

Siamo nati da un pensiero divino. Siamo la risultante dei nostri pensieri. E il nostro futuro non è altro che l’oggettivazione dei nostri attuali pensieri. Significa che, se ogni giorno “penso di non essere all’altezza, non sarò all’altezza”. Se ogni giorno “penso di non essere degno, di non valere e di non meritare, la vita mi farà da specchio e mi restituirà esattamente ciò che penso di me”. Noi non otteniamo ciò che desideriamo; otteniamo ciò che crediamo vero.

Allo stesso modo, anche le emozioni, i sentimenti e gli stati d’animo sono generati da pensieri. 

La paura nasce da un pensiero; così come la rabbia, il rancore, il risentimento…

Per esempio: quando procrastiniamo, siamo sotto l’influsso di un pensiero che dice: “Non ho voglia”. Quando dubitiamo, subiamo un pensiero che dice: “Non so cosa fare”. Quando siamo gelosi, un pensiero ci ha appena detto: “Lo voglio anch’io”.

Quindi, noi — spesso, molto spesso — non viviamo nella realtà, ma nei pensieri, nel nostro modo di pensare, nella nostra mentalità.

Secondo messaggio: i pensieri vanno pensati, perché non tutti sono veri.

E questo è fondamentale. Poiché tutto nasce da un pensiero, se io mi bevo un pensiero falso, creerò un’emozione falsa, una sensazione falsa, uno stato d’animo falso.

Pensiamo ancora alla paura. Potrebbe venirci in mente: “Ho paura di perdere il lavoro”, “Di non guadagnare abbastanza”, “Di non farcela”. Ma questi pensieri sono assolutamente falsi. Sono falsi perché riguardano un futuro immaginario. Ma se ce li beviamo, dentro di noi si instaura la paura.

Ripeto cosa ho già detto in altri articoli: la paura non esiste nella realtà, è solo un pensiero immaginario riguardante un futuro immaginario. L’unica cosa futura di cui siamo assolutamente certi è la morte. Tutto il resto non è nel nostro controllo e non lo possiamo né programmare né pianificare, quindi è immaginario.

Solo se pensiamo i pensieri, possiamo stabilire se sono veri o falsi. E poiché siamo dotati di intelligenza, sensibilità e discernimento, possiamo farlo. Non ci è stato detto, insegnato o testimoniato, ma possiamo farlo, dobbiamo solo iniziare. Non ci manca nulla.

Se i pensieri ricevuti non sono veri, rifiutiamoli, e trasformiamoli in ciò che vogliamo che siano. Stabiliamo la visione, quella che sentiamo vera nel nostro cuore.

Allora, al pensiero che insinua: “Ho paura di perdere il lavoro, il denaro, gli affetti…”, potremo prima di tutto rifiutarlo.

Poi trasformarlo così: “Sono sicuro che ce la farò”.

Saremo liberi, e lo yo-yo sarà solo un gioco da adolescente, non una costrizione.

Other Articles