La prima citazione storica del nome Verdichio, con una sola C, risale al 1579 in un atto notarile locale e nel corso dei secoli è stato nominato come uno dei vitigni più pregiati delle Marche.
Trova sede in un territorio con colline dai tratti dolci dell’entroterra marchigiano che corrono parallele alla costa Adriatica, con un clima però continentale. La zona geografica si estende tra alcuni comuni della provincia di Matelica e parte del territorio della provincia di Ancona.
La denominazione ad oggi, Verdicchio di Matelica DOC e Verdicchio di Matelica Riserva DOCG, subirà a breve una modifica portando con sé non più il nome, confondibile del vitigno, ma dell’area di provenienza e modificandosi in Matelica DOC e Matelica Riserva DOCG.
I vigneti del Verdicchio di Matelica sono coltivati su terreni per lo più calcarei che conferiscono al vino finezza e qualità gusto-olfattiva. Si presenta come un vino di colore giallo paglierino, cristallino e con riflessi a volte verdi, al naso fruttato con note di mela, biancospino e mandorla, in bocca si riconosce per la sua sapidità caratteristica e per la sua persistenza.
Viene definito il “bianco vestito di rosso” proprio dai cittadini di Matelica, per le sue proprietà che lo rendono longevo e per l’evolversi in bottiglia.

Colore: giallo paglierino più o meno intenso con riflessi verdi
Sapore: secco, sapido, persistente
Volume Alcolico: minimo 11,5%
Da visitare nel centro storico di Matelica, per noi appassionati di vino, è il Foyer del Teatro, un connubio tra architettura classica e una proposta moderna e innovativa: l’unicità del luogo dove è possibile degustare tutti i vini dell’Associazione dei Produttori del Verdicchio di Matelica e di provare cocktail a base di vino.
Il Verdicchio si può sposare con diversi piatti, più il vino è persistente più il piatto che lo accompagna dovrà tenergli testa.
La sua morbidezza e la sua sapidità possono bilanciare un secondo piatto come un’orata al forno con patate novelle, la loro tendenza dolce andrà ad equilibrare le note più sapide del calice; in base alle erbe aromatiche utilizzate e alla modalità di cottura, possiamo scegliere una versione più strutturata con affinamento sulle bucce.
Viene abbinato con prodotti locali quali il Ciauscolo, il salame di Fabriano e il Prosciutto di Carpegna. Da provare anche con una tagliatella ai porcini freschi, un connubio che lascerà stupiti.
La temperatura di servizio può variare tra i 10 e i 12° C, il calice più indicato è un calice di media ampiezza.
Le cantine
Azienda Gagliardi

Fondata negli anni Cinquanta da Gino Gagliardi è una delle realtà più storiche del territorio: prima azienda imbottigliatrice della provincia, una delle prime aziende ad aver prodotto il Verdicchio a marchio DOC e prima ad ottenere il marchio DOCG. Lavora solo con uve di proprietà e limita l’utilizzo di solfiti.
L’azienda conta 11 ettari di cui 7,5 di Verdicchio, 1,5 di Merlot, 1,5 di Sangiovese e una piccola parte di Ciliegiolo. Tutte le lavorazioni vengono eseguite a mano.
Cantina Cavalieri

Eugenio e Gabriele Benedetti sono a capo dell’azienda Cavalieri, l’intera superficie è coltivata seguendo i principi dell’agricoltura biologica ed è composta da vigneti con un’età media di circa cinquant’anni. Il vino viene ottenuto con metodi tradizionali nel pieno rispetto del territorio. Il loro Gegè è ottenuto dalla vinificazione di uve provenienti esclusivamente da uno storico vigneto esposto a sud-ovest. Da provare.
Tenuta Grimaldi

Wine resort e winery tra le vigne del Verdicchio dove poter degustare il loro vino e rilassarsi a bordo piscina. Si estende su 30 ettari di prati, vigneti e bosco tra l’Appennino Umbro Marchigiano e la vallata dell’Esino. I vigneti sono coltivati secondo i principi di agricoltura biologica e si trovano fino a un’altitudine di 550 metri sul livello del mare, con un’esposizione nord-est. Le condizioni microclimatiche, associate alla presenza della marna-calcarea dei suoli, permettono di avere vini eleganti e finezza. I loro vigneti sono suddivisi in cru in base alle caratteristiche del terroir.
