giovedì, Febbraio 29, 2024

Vacanze alle porte: come superare la Paura di viaggiare da Soli

«Prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di non tornare più»

Irene Grandi

Dopo un anno di fatiche, corse, tempi stretti e scadenze, finalmente arriva l’estate e si programmano le vacanze. Ma arriva il dilemma per molte persone: 

Dove vado se sono solo?

La condizione di non essere in coppia, soprattutto dopo i quarant’anni, magari con la recente chiusura di una relazione sentimentale, rende un momento socialmente riconosciuto come relax, una situazione a forte impatto ansiogeno.

La scelta automatica è spesso quella di stare a casa, applicare quindi l’evitamento come strategia per fronteggiare la situazione ansiogena, e forse attivante uno stato di tristezza, vuoto, inettitudine. 

Come uscire da questa impasse?

Essere bloccati tra il desiderio di spensieratezza e la paura di sprofondare nei ricordi o di non riuscire a sintonizzarsi emotivamente su ciò che si sente, può rendere la scelta davvero difficile. E a volte, lasciar passare il tempo e arrivare sotto data sembra essere la cosa più semplice.

Per capire come uscire da questo stato, bisogna prima capire cos’è a bloccarci: 

“Stare con me stesso in modo autentico, rallentare i ritmi, sintonizzarmi su ciò che mi piace… ha senso solo se condiviso 

e se sono in relazione con qualcuno?” 

Se così fosse, forse si dovrebbe riflettere sulle proprie modalità di vivere le relazioni affettive, e sulla quota di dipendenza che potenzialmente si colloca su questi aspetti. 

Le cause dell’ansia da partenza.

Probabilmente si può sentire ansia quando ci si prepara a un’esperienza nuova, un‘esperienza inaspettata e in parte magari non voluta. Invece di operare una scelta per sé, viene percepita come una scelta consequenziale a degli accadimenti della vita. 

“Ma se pensassi per un secondo che invece di far vincere la paura vincesse il coraggio? Che cosa potrebbe succedere, 

a che cosa potrei andare incontro?”

Alcuni buoni motivi per cogliere l’opportunità di un viaggio da soli.

Un viaggio rappresenta sempre una scoperta. È un confronto con gusti, sapori, profumi, paesaggi, persone. Porta ad allargare orizzonti e ad ampliare la propria prospettiva di vita.

Sicuramente viaggiare da soli aumenta il senso di autoefficacia personale e migliora la capacità di costruire relazioni umane, aspetto oggi fortemente deficitario data l’estrema digitalizzazione, che tra l’altro rende faticoso l’approccio con gli altri.

Sintonizzarsi su ciò che piace, che incuriosisce, ascoltare questa parte di sé e legittimarla senza alcun vincolo è, per molti che sperimentano il partire da soli, una grande scoperta: 

“Ho fatto ciò che volevo!”

Inoltre viaggiare da soli permette di essere maggiormente ricettivi e permeabili a vedere nell’altro una risorsa, a essere più aperti al contatto anche solo con un sorriso.

Come puoi vincere i momenti di ansia e turbamento emotivo.

Se riesci a partire e durante il viaggio provi momenti di ansia, di tristezza, e senti un dialogo interno che continua a ripeterti “ma chi me l’ha fatto fare?”, puoi riuscire a stare dentro l’esperienza socializzando con chi incontri, rimanendo sul qui e ora, focalizzando la consapevolezza sul significato dell’esperienza che stai vivendo. Scrivere un piccolo diario di bordo aiuterà a non sentirti solo, avendo con te il miglior compagno di sempre: te stesso!

Ricorda che per stare bene con qualcuno devi prima stare bene con te stesso, se sei il primo ad annoiarti, a sentire insofferenza quando passi del tempo da solo, cosa potrebbe sentire chi si avvicina? 

Investire del tempo su di te, saper stare nel silenzio, nella tristezza, ma anche scoprire che puoi essere sereno, felice e curioso da solo, è un buon punto di partenza per essere maggiormente in grado di vivere relazioni future appaganti, basate sulla realizzazione personale e non sul bisogno dell’altro.

Quindiviaggiare da soli è un investimento.

Buona estate! 

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