domenica, Marzo 3, 2024

“Uno, Nessuno, Centomila filtri” 

e l’intelligenza artificiale a disposizione dei Social.

L’intelligenza artificiale (IA) si sta rivelando uno strumento essenziale, potente e invisibile nell’ecosistema dei social media. Gli algoritmi di IA vengono utilizzati per analizzare i dati degli utenti, personalizzare le esperienze e consigliare contenuti rilevanti. Questo permette alle aziende che sanno sfruttarne i benefici di migliorare l’efficacia delle loro strategie, comprendere meglio il pubblico di riferimento, personalizzare l’esperienza, identificare tendenze emergenti,  ottimizzare la distribuzione dei contenuti e il valore delle campagne pubblicitarie.

L’intelligenza artificiale ha un ruolo trasformativo non solo nel campo del marketing, ma anche nella percezione della realtà e di noi stessi. 

Chatbot e filtri, una tecnologica macchina di emozioni, senza cuore. 

L’IA ha, infatti, l’astuto potere di selezionare per noi e influenzare ciò che vediamo, come interagiamo e persino come ci identifichiamo attraverso i social media.

In particolare, i filtri di Instagram hanno acquisito una notevole popolarità, consentendo agli utenti di trasformare in tempo reale le proprie foto e creare l’immagine virtuale desiderata. Su TikTok è stato introdotto un discusso filtro iperrealistico chiamato Bold Glamour, che aderisce perfettamente ai tratti del volto e rende difficile distinguere realtà e finzione. Così, utilizzando molteplici filtri come delle maschere pirandelliane in movimento, si creano mille sfaccettature virtuali mentre noi diventiamo quell’uno, nessuno, centomila dal sapore digitale, per generare emozioni digitali.

L’associazione e la scia di dubbi sollevata dall’opera letteraria di Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila, trova un nuovo significato nella nostra epoca. Proprio come il protagonista del romanzo, anche noi oggi scopriamo e sperimentiamo una pluralità identitaria. I filtri dei social, in un certo senso, ci invitano a giocare con queste molteplici versioni di noi.

Quando modifichiamo la nostra immagine utilizzando i filtri, stiamo cercando di adattarci alle aspettative degli altri o di esprimere la nostra creatività? In che modo ciò influisce sull’autenticità e sulla percezione di noi?

Se da un lato la società prova a generare nuove narrazioni attorno alla body positivity, dall’altro lato l’intelligenza artificiale incentiva la paura del giudizio altrui nelle relazioni reali, e porta a rifugiarsi in certezze dal cuore tecnologico e freddo, per vivere emozioni digitali.

Mentre esploriamo l’intersezione tra l’IA, i filtri di Instagram e la nostra identità digitale, nelle strategie di marketing è fondamentale sfruttare i benefici dell’IA in modo etico, garantendo la protezione della privacy dei consumatori.

Con una consapevolezza critica e un utilizzo responsabile, possiamo infatti sfruttare appieno il potenziale di questo invisibile strumento nei social media, connettendoci con il pubblico in modo più significativo, migliorando la nostra presenza online senza perdere di vista l’autenticità.

L’intelligenza artificiale è un universo affascinante, dinamico e ricco di sorprese: un linguaggio nuovo, per certi versi complesso, ma dall’innegabile carisma tecnologico e dalla straordinaria potenzialità.

[Note, riferimenti bibliografici] 

Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila 

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