Alzi la mano chi non lo ama… chi dopocena non si mangia un cioccolatino… chi per Pasqua non sogna l’uovo più goloso o di farsene una giusta scorta a cui attingere in casa e da regalare… chi resiste in ufficio quando qualcuno offre caffè e cioccolatino.
Fondente, al latte, bianco, in praline, in tazza, nei dolci, in tavolette, il cioccolato in tutte le sue varianti e forme è un alimento davvero speciale e universale, che nutre il palato e la mente come pochi altri cibi sanno fare. Oggi allora andiamo a conoscerlo più da vicino.

Un po’ di storia
Il cioccolato così come lo conosciamo oggi non esisteva prima del XVI secolo. Nell’antichità, presso le culture Maya e Azteche, esisteva il cacao, che veniva tostato, macinato e battuto per ottenere una bevanda amara, tonificante e schiumosa chiamata Xocolatl. Queste popolazioni credevano che il cacao fosse un dono divino: lo utilizzavano nei rituali, lo bevevano ai banchetti regali, lo davano ai soldati come ricompensa dopo le battaglie, e ne usavano i semi come valuta di scambio più preziosa dell’oro. I primi europei a entrare in contatto con il cacao furono gli uomini di Cristoforo Colombo, e successivamente il cioccolato fu introdotto in Europa nel 1520. Nella sua forma originale era una bevanda amara, fatta con mais, miele e pepe, per cui veniva adoperata solo in medicina per alcuni disturbi. In seguito, grazie alla sapienza di alcuni frati gesuiti, questi ingredienti vennero sostituiti con zucchero di canna e vaniglia, che resero il cacao una bevanda dolce e gustosa (dalla quale deriva la nostra odierna cioccolata calda).
Si iniziò a diffondere dalla Spagna, alla Francia, all’Inghilterra, e molte nazioni iniziarono a creare le proprie piantagioni nelle regioni equatoriali. Nel 1828, il chimico olandese Coenraad Johannes Van Houten scoprì che, trattando i semi di cacao con sali alcalini, si otteneva una polvere di cacao molto più facile da mescolare. Nasceva così il cacao in polvere (o cacao olandese). Nel 1847, Joseph Fry scoprì che aggiungendo alla polvere di cacao il burro di cacao fuso, ne usciva una pasta modellabile, che poteva essere versata in uno stampo e fatta solidificare: il cioccolato moderno.
Cioccolato sensoriale
Ogni morso di cioccolato può essere un’esperienza multisensoriale. La croccantezza iniziale si fonde in crema vellutata, il gusto avvolge la bocca e la mente, con sfumature di gusto che vanno dal terroso all’amaro, al dolce, al burroso a seconda della tipologia. Troppo spesso forse lo consumiamo solo per il piacere dolce momentaneo o per golosità, senza la calma e la concentrazione per apprezzarne davvero tutta la bontà e la complessità dei sapori che si possono aprire al palato e all’olfatto. Approfittando del periodo di Pasqua, perché non proviamo a scegliere e poi degustare del buon cioccolato con più lentezza e curiosità? Da soli o in compagnia, usando naturalmente moderazione nelle quantità e consapevolezza, sarà sicuramente un momento di nutrimento positivo.
Tra magia e scienza
Quando mangiamo del cioccolato proviamo qualcosa di particolare: non solo un piacevolissimo e irresistibile sapore, ma anche un momentaneo stato di conforto, piacere e benessere nell’umore. Scienza o magia? Questa esperienza non è solo questione di gusto. Dietro al fascino del cioccolato esiste una complessa alchimia neurobiologica, che agisce sul cervello influenzando il nostro benessere psicologico. Quando assaporiamo del cioccolato, il nostro cervello risponde producendo specifici neurotrasmettitori, tra cui la feniletilammina, che può essere considerata come una sostanza simil-anfetaminica naturale, che stimola il cervello a produrre un’endorfina, un peptide oppioide che dà la sensazione di benessere. La feniletilammina stimola il corpo ad avere più energia, a contrastare l’umore basso, e a modulare il rilascio di dopamina. È anche la sostanza che il cervello produce quando siamo attratti da una persona: non a caso il cioccolato è associato all’amore e alla seduzione. Il cioccolato inoltre è ricco di triptofano, un amminoacido essenziale che il nostro organismo utilizza per produrre serotonina, il neurotrasmettitore che stimola la serenità, l’equilibrio, e riduce l’ansia e lo stress. Si aggiunge poi la presenza di teobromina, un alcaloide che ha un leggero effetto euforizzante e stimolante, e una piccola quantità di caffeina, che offre un lieve effetto energizzante.
Cioccolato e salute
Il cioccolato, in dosi e tipologie giuste, può divenire non solo un piacere di gola, ma anche un alleato per la salute, in particolare il cioccolato fondente.Oltre alle componenti indicate sopra, esso è ricco di flavonoidi, antiossidanti naturali che favoriscono la circolazione sanguigna cerebrale e la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di adattarsi e di creare nuove connessioni neurali (capacità importantissima per la memoria, la risoluzione di traumi, il superamento di stress, e molto altro).Riduce il cortisolo, l’ormone che aumenta gli stati di stress e causa tutta una serie di conseguenze negative su corpo e mente; migliora la resilienza psicologica; favorisce il rilascio di endorfine, le stesse sostanze che produciamo dopo una risata, una sessione di sport o un’attività piacevole.Agisce sul sistema dopaminergico del cervello, che è collegato alla motivazione e al piacere: aiuta a ridurre gli stati di depressione e migliora la funzione cognitiva nelle persone anziane.Il consumo consapevole e moderato di cioccolato, può dunque trasformarsi in un piccolo rituale di piacere e di self-care.
Tuttavia potrebbe capitare che, in alcuni casi, il cioccolato “ sfugga di mano” e si trasformi da alleato della salute a nemico e danno del peso.Proprio per le sue caratteristiche infatti, questo alimento è uno tra quelli più spesso connessi con l’emotional eating, ovvero il mangiare in maniera malsana non per fame ma a causa di uno stato emotivo (stanchezza, ansia, tristezza, ecc.). Se ci accorgiamo di usare il cioccolato in questa modalità, è sempre bene consapevolizzarsi e riequilibrare il rapporto con questo prezioso cibo (iniziando a non tenerne scorte in casa, e magari rivolgendosi a un professionista della psiconutrizione, così che possa insegnare le strategie giuste per gestire fame ed emozioni).
To do
La chiave che collega il cioccolato al nostro benessere è la consapevolezza: saper scegliere un cioccolato di qualità, ricco di cacao, saper trovare il momento giusto per gustarlo con lentezza e attenzione, respirarne il profumo e assaporarne le declinazioni. Ecco, questo può trasformare ogni assaggio in un momento di autentica gratitudine.
Perché a volte, un pizzico di felicità può essere anche a portata di bocca.
«Voi sapete di che cosa è fatto il cioccolato?
È fatto di cacao, denso, forte, vellutato.
È fatto di abisso, scuro, profondo, avvolgente.
È fatto di sogni, estatici, leggeri, misteriosi».
Fabrizio Caramagna
