sabato, Settembre 5, 2026

Umberto Tozzi

Umberto Tozzi ha dato l’addio alla sua lunga carriera dal vivo in Italia al Gran Teatro Geox di Corso Australia di Padova. L’artista torinese, tra i più popolari al mondo, con 80 milioni di dischi venduti, vincitore di un Golden Globe, nominato ai Grammy Awards, vincitore al Festival di Sanremo nel 1987 con Si può dare di più — insieme a Gianni Morandi ed Enrico Ruggeri — e due volte al Festivalbar, ha concluso in Veneto il tour L’ultima Notte Rosa The Final Show lungo la Penisola, affiancato da ospiti a sorpresa e amici di una vita quali Marco Masini, Raf, Laura Pausini e i The Kolors. 

«Ho finito il mio percorso nella Città del Santo dove è nata mia moglie Monica», ci ha confessato il settantaquattrenne cantante e chitarrista pop-rock. «Amo la sua architettura e le specialità enogastronomiche locali, e conosco bene anche il dialetto». 

Cosa ha provato a esibirsi in altri luoghi simbolo della regione, Piazza San Marco a Venezia e l’Arena di Verona?

Ogni palco è stato per me fonte di grande gioia. Momenti unici vissuti in scenari straordinari, dove ho concentrato tutta la mia energia. Accompagnato dalla mia band che vanta una sezione ritmica molto rock’n’roll, una di fiati e di archi, e dei coristi, ho ripercorso il meglio della mia carriera iniziata oltre cinquant’anni fa, con una scaletta che comprendeva non solo i brani più famosi, come Gloria, Stella stai, Tu, Gente di mare, ma anche quelli che io reputo più belli e interessanti. 

C’è un brano a cui è più legato? 

È difficile sceglierne uno, perché ognuno rappresenta un momento diverso della mia vita. Però, quando canto certi pezzi storici, sento l’entusiasmo che arriva dal pubblico, come se non appartenessero più soltanto a me, ma alle persone che li hanno fatti diventare parte della loro storia. 

Si aspettava che la sua celebre canzone Ti amo venisse scelta per uno spot dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina? 

No, ma sono onorato di poter vedere un mio brano come colonna sonora di un video di un momento di storia importantissima come sono le Olimpiadi. 

Le piace lo sport? 

Ho sempre amato il calcio, che ho praticato anche nella Nazionale Cantanti diventando capocannoniere, poi il tennis e il nuoto; adesso mi tengo in forma andando in palestra. 

Ha avuto dei modelli? 

Inizialmente i Beatles e Lucio Battisti; nella mia epoca sono nati degli artisti bravissimi che si ascolteranno a lungo e spero anch’io di far parte di questo gruppo. 

Adesso inizia una nuova fase della sua vita: Gloria

Mi sono tuffato anima e corpo come direttore artistico in questo nuovo musical, con la regia di Andrea Maia e Toni Fornari che lo hanno scritto con Vincenzo Sinopoli: ci saranno 21 mie canzoni, tra cui quella del 1979 da cui prende il nome, e il filo conduttore sarà una storia d’amore originale che mi auguro trovi il gradimento di una platea multigenerazionale. 

Di cosa parla? 

Gloria è una giovane ragazza talentuosa che desidera diventare una cantante di successo. Per raggiungere il suo sogno vivrà conflitti familiari, una relazione sentimentale, tradimenti, complotti, rinunce. Lei ama brillare sotto i riflettori, canta con entusiasmo travolgente conquistando tutti con il suo sorriso. Vuole vivere senza limiti, seguendo il ritmo del cuore e della musica. 

Ha concluso i casting? 

È stato un lavoro molto stimolante: è bello vedere come giovani artisti siano riusciti a interpretare e fare proprie le mie canzoni. Spero di aver messo insieme un grande staff di giovani artisti che possa portare avanti nel tempo l’avventura. 

Quando ha capito che Valeria Mancini poteva essere la protagonista? Mi ha colpito subito la sua autenticità, la personalità e la presenza scenica, oltre alla sua vocalità; spero di aver individuato in lei il personaggio che, in realtà, non ha mai avuto un volto. 

Quando andrà in scena? 

La prima è prevista il 23 Ottobre di questo autunno al Teatro degli Arcimboldi di Milano, l’anno prossimo verremo in tournée anche a Vicenza. Spero di poter portare lo spettacolo nella versione in inglese anche all’estero; chissà magari anche a Broadway. 

Sicuro che non le mancheranno i live? 

Il sipario si è abbassato, ma l’amore per la musica non si spegnerà mai.

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