giovedì, Febbraio 29, 2024

Tu sai mantenere un segreto?

Nella quotidianità, capita più volte di incontrare qualche amico o qualche persona che vede in noi il suo depositario di contenuti non condivisibili con altre persone: i segreti.

Fin da piccoli siamo cresciuti con il “diario dei segreti”, dove annotavamo tutto ciò che nessun altro poteva sapere, ben conservato con il lucchetto e con una magica chiave a prova di scasso… O almeno ci piaceva pensare così; ci faceva sentire “al sicuro”. Ma perché l’essere umano ha bisogno di etichettare parte dei suoi pensieri e dei suoi vissuti emotivi come “segreti”?

Da un punto di vista psicologico, possiamo riflettere se nella nostra esperienza di vita ci è capitato di essere più depositari di segreti o più bisognosi di depositare un segreto. E dove ci collochiamo racconta qualcosa di noi.

A volte i segreti vengono usati come modo per ottenere o valutare il valore sociale, come se fossero una prova per l’altro. Ma cosa dev’essere verificato in realtà? Ci sono persone che arrivano a inventarli pur di ottenere attenzione. Spesso è proprio questo che si cerca attraverso i segreti, l’attenzione dell’altro; mostrarsi interessanti e accattivanti, come se inventare qualcosa di curioso servisse a non diventare anonimi o peggio ancora invisibili. L’essere umano è spaventato dall’invisibilità e dal fatto di poter essere percepito come “neutro”, così a volte usa mezzi creativi pur di non inciampare in uno sguardo di questo tipo. Se una persona sceglie di inventarsi dei potenziali segreti solo per ottenere visibilità, possiamo sicuramente affermare che sia molto suscettibile al giudizio degli altri, il che non lo rende libero nell’espressione di sé.

A volte accade invece che la persona non si senta legittimata da se stessa ad avere dei segreti, non tanto per il contenuto in sé, quanto piuttosto per il timore di essere scoperta e per il correlato emotivo conseguente: la vergogna o l’imbarazzo. Probabilmente le radici di questa convinzione hanno una correlazione religiosa e culturale, dove si dev’essere “puri”, e le parti che potenzialmente sono viste come trasgressive non sono tollerate. Spesso in persone che hanno questo tipo di funzionamento, oltre ad anticipare la vergogna per essere stati smascherati, si attiva la colpa di mostrare al mondo “chi sono in realtà”, per disattendere quindi un’immagine sociale che stavano portando avanti. Ma chi l’ha detto che una persona non può avere parti contraddittorie? 

Ci sono almeno quattro buone motivazioni per proteggersi attraverso i segreti e tenere la chiave per se stessi. Vediamoli insieme.

  1. Produttività

Avere un segreto rende produttivi. Ciò si lega al concetto di eustress, quindi a quella condizione che possiamo definire ansia positiva. L’eustress è la tensione che ci spinge verso il raggiungimento dell’obiettivo, del nostro progetto, e se teniamo segreto quest’obiettivo non disperdiamo energie e risorse preziose per lo scopo. A volte poi non condividere abbassa l’attesa sociale, che ha un effetto sabotante. Sentire la pressione esterna, l’aspettativa delle persone con le quali abbiamo condiviso l’intento, può tornarci indietro con l’effetto boomerang e rendere più ostica una scalata che da soli potrebbe essere più agevole.

  1. Contaminazione emotiva e cognitiva

«Colui al quale confidate il vostro segreto, diventa il padrone della vostra libertà». F. de La Rochefoucauld

A volte un po’ colti dall’entusiasmo e un po’ per leggerezza, scegliamo di condividere il nostro segreto con qualcuno che invece di sostenerci e motivarci, con espressioni, riflessioni, silenzi, battute, attiva in noi una reazione diametralmente opposta a quella che ci aspettavamo. Ecco allora che iniziamo a vacillare (c’è da dire che a volte questo effetto è accentuato da caratteristiche di insicurezza personale, a causa della quale l’opinione altrui ha una grande valenza per le nostre scelte).

Il confronto con l’altro che magari ci aspettavamo fosse di rinforzo, attiva in noi paure e dubbi sul senso del progetto. Ne vale la pena?

Certo gli estremismi non sono mai una buona scelta, il confronto è un atto di crescita anche quando l’altro si pone in opposizione, ma i segreti sono merce rara e vanno depositati in luoghi emotivi e cognitivi “protetti e sicuri”.

  1. Spazio individuale

Soprattutto nelle relazioni di coppia, avere dei segreti può essere funzionale, perché preserva l’individuo dalla fusionalità. In particolare, nelle fasi iniziali della relazione, dove l’innamoramento attiva il desiderio e bisogno di condividere “tutto con l’altro”, si rischia di scivolare in meccanismi relazionali di fusione che possono, in personalità con caratteristiche dipendenti, essere potenzialmente rischiosi. Voler sapere tutto dell’altro potrebbe essere rivelatore di insicurezze personali; essere capaci di mettere confini e quindi tenere per sé qualche segreto, non è mancanza di fiducia verso l’altro, o menzogna, ma è protezione per se stessi e chiarezza nel mantenere la propria individualità a prescindere dalla relazione: mantenere anche il valore dell’uno e dell’altro separatamente, che è diverso dall’essere solo ”due”!

  1. La crescita interiore

Avere dei segreti è una leva per la nostra autostima, perché ci permette di affrontare delle scelte con convinzione e senza l’autorizzazione da parte degli altri. Nel caso avessimo commesso qualcosa di imperdonabile, custodire questa scelta dentro di noi ci permette di crescere attraverso la comprensione e la legittimazione per ciò che sentivamo e che pensavamo in quel momento della nostra vita: ci permette di dare senso all’esperienza. Inoltre, se oggi ci riconoscessimo in una scelta diversa, essa ci permetterebbe di confrontarci con l’illusione della perfezione e la bellezza dell’essere umano, ricco di sfaccettature e imperfezioni.  Custodire un segreto diventa quindi un’opportunità di rinnovamento e linfa vitale per la nostra autostima.

Dopo questa breve disamina, direi che ognuno di noi può fare un piccolo bilancio personale, e scegliere in che modo riorientare la propria scelta tra l’assoluta condivisione e la rete protettiva di qualche segreto.

Ricorda, la scelta di condividerlo è solo tua.

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