giovedì, Settembre 29, 2022

I ritardatari: patrimonio dell’umanità.

Nell’accezione comune, essere dei ritardatari procura spesso un senso di frustrazione in chi è additato a tale, e contemporaneamente vuole essere espressione di severa critica da parte di chi invece punta il dito verso costoro.

In realtà cosa sarebbe il mondo senza noi ritardatari?

Noi, che viviamo in perenne debito di tempo, che prendiamo gli aerei, i traghetti ed i treni all’ultimo minuto, regalandoci la magia dell’adrenalina che ci fa sentire vivi; noi che raggiungiamo i luoghi di appuntamento infrangendo spesso e volentieri numerosi articoli del codice della strada, solo per recuperare minuti preziosi e garantendo così il posto di lavoro ai probi della polizia locale; noi che anche quando siamo puntuali, consapevoli di questa condizione, iniziamo per coerenza a rallentare ogni nostra azione sino a riequilibrarci nella nostra dimensione del ritardo…

Noi che veniamo additati come odiati untori dal tribunale della Santa inquisizione dei Puntuali, ossia gli instancabili predicatori che sopravvivono professando il sacro verbo del: “La non puntualità è una mancanza di rispetto”… Ecco sì voi, proprio voi. 

Vi siete mai chiesti che cosa sarebbe un mondo senza noi ritardatari? 

Lo so che istintivamente vi verrebbe da rispondere che sarebbe un mondo migliore, ma sbagliate!

Ricordatevi che il ritardo non colpisce soltanto taluni soggetti cronici (come il sottoscritto) ma prima o dopo assale chiunque e quando meno ve lo aspettate assalirà anche voi. Proprio voi che oggi vi ritenete i paladini del cronometro Svizzero.

Quando capitano queste situazioni, a cui noi siamo da sempre abituati, si crea in voi un grandissimo disagio, un disagio che a noi ritardatari non sfiora minimamente, dal momento che abbiamo imparato a convivere sin dalla nascita con questa patologia. 

Voi invece no, ne soffrite, vi tormentate, vi innervosite e non riuscite a perdonarvelo, quindi andate in frustrazione poiché non riuscite a sopravvivere alla vostra non puntualità. E a quel punto cosa fate? 

Chiedete aiuto a noi. Vi aggrappate disperatamente all’unica via d’uscita per la vostra coscienza, elaborando “puntualmente” sempre la stessa risposta —replica che risulta peraltro più stucchevole di qualsiasi ritardo mai esistito nel pianeta —, ovvero attribuite la colpa all’incolpevole ritardatario cronico!

Esempio

Se il ritardatario cronico si presenta in ritardo ad un qualsiasi genere di appuntamento, ovviamente tuoni e fulmini si abbatteranno sul povero tapino per fargli pesare la responsabilità del fatto.

Se il ritardatario però, per divine congiunture astrali, dovesse presentarsi per una volta puntuale all’appuntamento, mentre il precisino incredibilmente non fosse ancora presente, indovinate di chi sarà la colpa? Sempre di noi ritardatari anche se siamo arrivati puntuali… e l’accusa infamante sarà sempre la solita: “sapevo che tanto saresti arrivato in ritardo e quindi me la sono presa comoda”.

Ma allora perché quando invece il puntuale… è puntuale, e noi si arriva in ritardo, veniamo sgridati e non ci viene detto “tanto si sapeva che saresti arrivato in ritardo”?

La morale 

Cari amici puntuali, noi siamo l’alibi perfetto per coprire le vostre mancanze.

Noi siamo la giustificazione ai vostri insuccessi, ai vostri saltuari fallimenti nella puntualità.

Da oggi riflettete su questo cari precisini delle lancette e portateci maggior rispetto.

La luce esiste perché c’è il buio, il caldo esiste perché c’è il freddo, e voi puntuali brillate sempre e scaldate il mondo perché ci siamo noi ritardatari a farvi fare bella figura… sempre.

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