lunedì, Settembre 7, 2026

Strani occhi del mare 

Prima della bianca neve, ancora blu!

L’inverno che arriva e l’autunno che incalza fanno desiderare nuovamente il tepore e il blu della bella stagione, il desiderio di andare in posti insoliti, affascinanti, a volte anche inquietanti, di una bellezza antica e quasi enigmatica. Allora perché non scegliere i blue hole (doline marine)?  Grandi voragini dove il celeste non ha più nemmeno un Pantone che può definirlo. Sono fosse oceaniche rotonde che ricordano occhi, gli occhi del mondo. Un’evasione affascinante, una trasferta insolita, insomma, per rituffarsi appieno nella stagione appena passata. Questi buchi si formano nei periodi delle ere glaciali, grazie al processo di carsismo, come accade per le grotte sulla terraferma. Quando i livelli del mare erano più bassi, l’acqua piovana (più acida a causa dell’anidride carbonica) erose le rocce calcaree creando grotte sotterranee. Con il successivo innalzamento dei livelli del mare queste grotte si sono allagate. Il tetto di esse è crollato, dando vita a queste profonde voragini sottomarine.

Se la curiosità di visitarle ha preso il sopravvento, ci si può recare al Great Blue Hole nel Lighthouse Reef, in Belize. Si tratta di una dolina larga 300 metri e profonda 124 metri, forse la più famosa nel suo genere. Per le sue caratteristiche è considerata uno dei luoghi più belli al mondo per il diving; non a caso, il navigatore ed esploratore Jacques Yves Cousteau amava farvi immersioni.

Il secondo più grande al mondo è il Dragon Breath Hole e si trova nel Mar Cinese Meridionale

È noto anche come Sansha Yongle Blue Hole ed è, con i suoi 301 metri di profondità,  la dolina più profonda conosciuta al mondo. Ci sono molte curiosità da evidenziare per chi vuole fare questa esperienza e ama il mare. Oltre venti specie di pesci e creature marine sono state scoperte durante le prime esplorazioni, grazie all’uso dei robot subacquei. La vita si concentra nei primi cento metri, perché sotto a questa soglia l’acqua diviene priva di ossigeno. Quindi, dal punto di vista biologico, la parte più profonda di un Hole è praticamente sterile. 

Più facilmente raggiungibile dall’Italia è il Blue Hole di Dahab in Egitto, lungo la costa del Mar Rosso. È uno dei siti di immersione più iconici e affascinanti del mondo. La dolina è profonda circa 100 metri e larga 150, circondata da una barriera corallina ricchissima di vita e di colori sgargianti. Dall’alto, sorvolando l’area, lo si vede come un cerchio blu intenso che si staglia tra le acque turchesi tipiche della costa del Sinai. C’è da notare che il viaggio per arrivarci da terra è altrettanto suggestivo, in quanto si vive l’esperienza del passaggio nel deserto. 

Ritornando in luoghi remoti, immancabile è il Dean’s Blue Hole alle Bahamas. Immaginiamo di trovarci in una sabbia bianca, circondata dalla natura selvaggia e incontaminata. Davanti a noi l’Oceano che si apre in un cerchio perfetto di blu profondo, un abisso di oltre 200 metri che si spalanca come una porta verso l’ignoto, a pochi passi dalla riva di Long Island. Qui il tempo sembra fermarsi, con il richiamo solo degli uccelli e della brezza. L’acqua così limpida improvvisamente scompare e lascia posto a un blu che non ha paragoni, dove la luce viene inghiottita come per incanto. Adesso si è sopra a una caverna misteriosa, a una cattedrale sommersa. Questa è la sensazione che si prova e che attira così tanti visitatori e subacquei: il misto di meraviglia e sgomento.

Scoperto invece di recente è il Taam Ja’ Blue Hole in Messico, che pare essere il più profondo mai trovato. Si trova nella Baia di Chetumal nello Yucatán, sulla costa sud-orientale della penisola. L’acqua è calma, ma proprio lì dove il mare sembra tranquillo, si apre un abisso che sfida ogni immaginazione. Il suo nome, infatti, in lingua maya significa “acqua profonda” e non potrebbe esserci definizione più evocativa. La sua bocca è quasi perfettamente circolare ed è larga circa 150 metri; la sua profondità è da record, perché supera i 420 metri. Che segreti potranno celarsi sotto una coltre così impenetrabile. Il fondo resta un mistero, e forse è collegato a una rete di grotte e tunnel che si perdono sotto la penisola dello Yucatán. 

Questi Blue Hole, insomma, sono il simbolo di quanto ancora poco conosciamo del mondo e di quanto ci sia ancora da esplorare; di sicuro con uno spirito di avventura forte e tanto coraggio. Sono luoghi misteriosi, di cui si raccontano molte leggende come quella che riguarda gli impatti di meteoriti e mondi alieni. La sensazione per i visitatori che vi si recano è quella di avere a che fare con qualcosa di più grande di loro, un richiamo irresistibile dell’ignoto, di ciò che si può ipotizzare ma non è dato scoprire del tutto.  E allora a chi ama le condizioni estreme, a chi vuole ritardare il periodo del freddo, a chi è affascinato dal mondo dei pionieri, buon viaggio nel blu dipinto di blu. 

Other Articles