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Un amore per il cinema esplorato da bambina davanti alla telecamera del padre, poi sbocciato senza freni quando si trovò ad ammirare la poesia magistrale di Titanic.
Da allora ha divorato la bellezza del grande schermo, cercando di carpirne ogni piccola sfumatura.
Il cinema è la sua arte e ogni personaggio è per lei una vita da indossare.
Oggi Stella è alla ricerca della sua consacrazione, in ruoli sfidanti, complessi, capaci di farla emergere nel pieno del suo essere.
Ciao Stella, raccontaci un po’ di te. Com’è nata la tua passione per il cinema?

Da piccola quando arrivava il Natale io e mia cugina ci mettevamo davanti alla telecamera di papà e improvvisavamo siparietti divertenti per i parenti. Mi piaceva stare davanti alla telecamera, ma ancora non avevo capito che sarebbe stato amore.
L’amore è sbocciato più avanti, con il film Titanic. Mi sono innamorata dei costumi, delle scenografie, degli effetti speciali, delle musiche e ovviamente di Leonardo di Caprio.
Dopo quel film iniziai a divorarne altri. Ricordo che passavo ore davanti alla televisione, spesso non uscivo nemmeno con le amichette, ero incantata dalle storie che prendevano vita sullo schermo. I film erano un modo per viaggiare in mondi diversi e vivere avventure straordinarie.
Ti sei fatta conoscere nel mondo della moda, poi sei approdata nella recitazione. Ci racconti come è iniziato il tuo percorso artistico?
Ho iniziato con i concorsi di bellezza, Miss Italia e Miss Muretto, che fino a qualche anno fa erano veri e propri trampolini di lancio. I miei mi accompagnavano alle selezioni in giro per il Veneto. Poco dopo la maturità, da Cittadella mi sono trasferita a Milano, ho iniziato a lavorare bene come fotomodella, ma appena ho avuto la possibilità di fare spot pubblicitari, Sammontana, Guess, McDonald’s, Nespresso con George Clooney, è stato chiaro che la mia strada era il cinema: in quel momento ho capito che la recitazione mi permetteva di andare oltre l’apparenza e di esplorare l’interiorità dei personaggi. Mi sono trasferita a Roma e ho iniziato a studiare recitazione seriamente, in accademia, e ho preso una laurea in Lettere e Filosofia (Dams), ovviamente indirizzo Cinema [NdR ~ sorride].


La tua carriera offre molti aspetti affascinanti. Qual è quello che ti appassiona di più? Ci puoi svelare le tue emozioni, dal dietro le quinte fino al momento del “ciak si gira”?
Quello che mi appassiona di più è la trasformazione che avviene quando indossi i panni di un personaggio. Il processo che porta dal copione alla scena finale è magico. Dietro le quinte c’è un mondo fatto di studio, ricerca e collaborazione con i registi e gli altri attori. Ogni dettaglio contribuisce a costruire la realtà del personaggio. È come se il mondo intorno sparisse e rimanessero solo il mio personaggio e la sua storia. Quando arriva il momento del “ciak si gira” provo un misto di adrenalina, eccitazione ma anche paura, inevitabile quando sei nella stessa stanza con grandi nomi come Toni Servillo, Gabriele Salvatores, Pierfrancesco Favino, Danny Huston e Liev Schreiber.
Hai girato diversi film con noti registi italiani, oltre i citati ci sono anche Giovanni Veronesi, Paolo Virzì, Pupi Avati. C’è un’esperienza in particolare che ti porti nel cuore?
Ho avuto la fortuna di conoscere e lavorare con registi importanti che prima di tutto sono persone estremamente professionali, sensibili e autentiche.
Porto nel cuore sicuramente la notte sul set di Siccità, nel cast c’era anche Monica Bellucci; è stato bellissimo condividere il set con lei ed essere diretta, anche se per poco, dal mio regista preferito Paolo Virzì. Lavorare con lui è stato davvero speciale, ha una capacità straordinaria di creare un’atmosfera di fiducia sul set, che permette agli attori di esplorare e sperimentare senza paura.

Un’altra esperienza speciale è quella in Romeo è Giulietta. Essere diretti da Veronesi è un privilegio, se poi aggiungiamo anche il monologo recitato davanti a Sergio Castellitto — altro regista e attore che ammiro molto — insomma, è stato stupendo.
Che rapporto hai con la tua famiglia? C’è qualcuno in particolare che vorresti ringraziare per averti sostenuta nelle tue scelte di vita?
Il rapporto con la mia famiglia è molto forte e profondo. Sono sempre stati il mio punto di riferimento, la mia ancora di salvezza nei momenti difficili (che ci sono spessissimo) e la mia fonte di gioia nei momenti felici. Hanno sempre creduto in me e mi hanno sostenuta in ogni fase del percorso, anche quando ho deciso di intraprendere una carriera non proprio tradizionale come quella dell’attrice. Ecco, vorrei ringraziare mia sorella Alice, per avermi spronata senza mezze misure in alcuni momenti, e per farmi da spalla nei self tape (la nuova forma dei provini, quelli registrati in autonomia e poi inviati ai reclutatori).
Roma ti ha adottata ormai da tempo. Ma cosa ti manca di più della tua città?
Roma è il luogo dove ho costruito la mia carriera. Amo l’energia, la bellezza e la storia che si respirano in questa città unica al mondo; è pura magia, ma è estremamente caotica e fare qualsiasi cosa può diventare difficile. Caratterialmente magari sono caciarona, allegra, libera, ma amo follemente girare in bici o a piedi nella tranquillità del mio paese natale, Cittadella.
Sappiamo che sei una storica tifosa del Cittadella. Segui ancora la tua squadra del cuore?
Da molti anni non seguo più la squadra, però il mio papà, grande tifoso, mi tiene sempre aggiornata nel nostro gruppo famiglia su WhatsApp [NdR ~ sorride].
8) Abbiamo scoperto che sai suonare la chitarra classica. Cosa ami suonare e qual è il tuo genere musicale preferito?
Ho studiato chitarra alle scuole medie, strimpello ancora qualcosa in compagnia degli amici. Sono una persona eclettica e anacronistica, amo i grandi classici, Dalla, Battisti, Mina, De André per poi spaziare su Bob Marley, Cosmo, Myss Keta, insomma generi opposti. La musica è per me una fonte inesauribile di ispirazione e conforto, mi piace esplorarne le diverse sfaccettature.

9) Che cosa sogni per il tuo futuro?
Riuscire finalmente ad avere un ruolo da protagonista, la gavetta non finisce mai, in tutti i lavori, ma insomma qualche soddisfazione in più non mi dispiacerebbe. Mi piacerebbe esplorare ruoli sempre più complessi e sfidanti, quelli che mi possono mettere alla prova e far scoprire nuovi aspetti di me stessa.
10) Mantieni ben separata la vita privata dai riflettori, ma toglici una curiosità: hai una love story da rivelare?
È una storia curiosa: ho una relazione con Marco, il mio vicino di casa a Cittadella. Avete presente il film La finestra di fronte di Ferzan Özpetek, sempre per rimanere in tema cinema… ecco, letteralmente questo!
Andavamo allo stesso asilo, e ci conosciamo praticamente da quando siamo nati. Poi nel tempo abbiamo percorso strade diverse, fino all’anno scorso quando ci siamo ritrovati e innamorati.
11) Ci piacerebbe concludere con un tuo pensiero personale, un’idea, qualcosa da lasciare ai nostri lettori.
Mi piace pensare che la vita sia un viaggio fatto di scoperte, sfide e meraviglie, e che la chiave per viverla appieno sia la capacità di rimanere aperti e curiosi. Non dobbiamo avere paura di seguire i nostri sogni, anche se sembrano difficili o lontani. Ogni passo che facciamo, ogni piccola decisione che prendiamo, ci avvicina un po’ di più a ciò che desideriamo. La cosa più importante è restare fedeli a noi stessi e non smettere mai di credere nelle nostre capacità.
