giovedì, Febbraio 29, 2024

Stefania Amodeo

Marketing manager

Lavorare con passione e per passione. Trasmetterla e motivare anche gli altri, soprattutto i giovani, a scegliere percorsi a volte magari meno facili, ma più appaganti. Mentre al centro rimane la Persona. È questa la filosofia di Stefania Amodeo, manager, giornalista e scrittrice con trent’anni di carriera sempre in ascesa nel marketing sia del manufactory che dei servizi. Ha curato per vari settori strategici più di 120 strutture da quattro e cinque stelle in Europa, la direzione marketing di 6 aziende internazionali e oggi da advisory strategico, ha messo a disposizione le sue conoscenze per la crescita delle imprese. A lei chiediamo qualche suggerimento. 

Come ha iniziato la sua carriera?

Ho iniziato a lavorare prima ancora di laurearmi, vendendo di tutto, dalle pentole, ai vestiti, ai viaggi. Sempre negli anni universitari ho seguito la mia prima passione, il giornalismo, ed ero nella redazione del tg di Telealto Veneto. Con i soldi che prendevo, viaggiavo. Sono stata negli Usa per alcuni mesi. Dopo la laurea ho avviato un’agenzia di viaggio con mia sorella. Nonostante ci fossero molte soddisfazioni economiche fremevo perché sentivo di avere un potenziale ancora inespresso, che la strada doveva essere ancora segnata. La frase è: “senti nel tuo cuore, nella profondità dell’anima, quando devi andare avanti”.

In diverse interviste lei racconta di quanto i fallimenti siano i più grandi maestri. Può dirci qualcosa della sua esperienza?

Lo sono. Mio papà era un generale dell’esercito italiano. Spronava noi figlie sfidandoci come dei marines: “vediamo se sei in grado”. Era estremamente portato a dare importanza ai fatti e ai progetti. Ma soprattutto mi ha insegnato che un no è una risorsa. In un primo colloquio a Milano mi avevano detto che non avevo la preparazione scientifica per fare marketing, visto la laurea umanistica. Ma a me non stava bene; avrei lavorato in quel settore. Allora ho provato a cercare altro e sono entrata in Air Dolomiti, che era partner Lufthansa. Si dimostrò il mio primo grande e utile fallimento, perché ero felice del mio tailleur e del mio ufficio a vetri, ma non sapevo fare niente e non conoscevo il linguaggio del marketing. Dopo pochi mesi, e dopo aver imparato diverse cose (in particolare durante la partnership con Fendi Roma), con i proprietari ci siamo guardati negli occhi. Allora mi sono rimboccata le maniche e ho studiato e studiato e studiato. Master, pratica e corsi professionalizzanti. Dalle materie umanistiche sono approdata al marketing scientifico. La frase è: “essere dilettante allo sbaraglio non paga, solo con il sacrificio si ottengono risultati”.

Ma come ha fatto poi il salto?

Con la determinazione, stressando ogni giorno il direttore commerciale de I Grandi Viaggi Spa. Ho telefonato e telefonato per propormi come candidata, e sono entrata nel commerciale del gruppo come Area Manager Nord Italia. In trincea, a testa bassa ho imparato a relazionarmi con tanti interlocutori, a guardare i numeri ogni mattina e a stringere i pugni per migliorarli. C’era una bravissima assistente del direttore che ci mandava budget, forecast e obiettivi. Ho fatto un bel fatturato, lavorato negli eventi di lancio delle nuove strutture invitando il mio mercato e formando gli agenti del Gruppo Giramondo. Da lì sono stata notata da un responsabile di Mediterranean Shipping Cruise, MSC Crociere, che mi ha chiamato come Area Manager. Un’azienda fenomenale e soprattutto questa persona, Massimo Bertoldero. Davvero un buon capo e una bella persona. Da loro ho imparato molto, come la programmazione e la pianificazione, la serietà e la veridicità delle parole che si dicono per vendere, la fedeltà ad un’azienda, ad un brand. Facevamo gavetta noi del commerciale, lavorando anche sabato e domenica agli imbarchi. Io facevo il check-in agli ospiti tedeschi al porto di Venezia insieme al personale di bordo, in settimana via in auto a curare i clienti. MSC dava la possibilità di lavorare anche nel marketing e nella comunicazione, per cui ho potuto organizzare eventi a bordo con la stampa, aziende e artisti.  Sono ancora oggi amica di Massimo e affezionata al gruppo MSC. La frase è: “le buone relazioni sono il cemento per costruire progetti di vita”. 

Quindi già con una gamba nel marketing, già nell’event management e già da tempo nella comunicazione. Ma come è arrivata alla dirigenza?

Nel frattempo ho continuato a coltivare la passione del giornalismo, scrivendo per la cronaca del Gazzettino e ho iniziato a insegnare marketing dei servizi in un Istituto Superiore, incarico che ho mantenuto per oltre un quinquennio facendo anche da commissario interno per il Diploma Regionale di Operatore Turistico. Sono diventata Consigliere Comunale nella mia città, risultando la donna più votata su dodici liste. 

Ho allora esplorato l’ambito della comunicazione politica. Ho supportato diversi candidati come project leader di campagna elettorale comunale (due mandati vinti con il Sindaco) e regionale. L’Assessore Regionale Grazia, che aveva ben undici referati e che ancora oggi stimo, mi ha proposto di diventare Responsabile Marketing per le campagne di comunicazione del Fondo Sociale Europeo, in staff con la Segreteria Formazione Lavoro. Nell’occasione sono stata consulente diretto dell’ente e consulente Tecnostruttura Roma, oltre a collaborare con l’ufficio stampa della Regione e relazionare ai QCS, comitati di sorveglianza dell’Unione Europea in materia di promozione della Formazione Lavoro. Questa esperienza mi ha insegnato a guardarmi le spalle, che non tutti sono puri e sinceri, che il potere affascina, ma che se si fa il proprio lavoro con coscienza se ne esce sempre a testa alta. La frase è: “non avere paura di cambiare, di fare qualcosa che sembra difficile. Il bello sta nella sfida con noi stessi”. 

Dopo la prima esperienza nella gestione di progetti complessi e coordinamento di team, come è tornata nel privato?

Mentre ero in Regione Veneto ho fondato un’agenzia di comunicazione con due soci per la promozione territoriale ed eventi. Siamo stati l’ufficio stampa di Opera Estate Festival, la Partita a Scacchi di Marostica, Veneto Jazz e per due anni consecutivi abbiamo vinto il Bando per la direzione artistica del Festival di Altavilla Estate. Anni di organizzazione, di eventi e di relazioni. 

Poi mi sono fissata un obiettivo: volevo entrare in Almaplena perché mi piaceva molto il prodotto. Ho proposto la mia candidatura portando un progetto biennale e sono diventata Retail Marketing Manager. All’epoca l’azienda aveva 800 multibrand in Europa e 45 monobrand. Eravamo delle bombe e la squadra era davvero forte. Ho conservato ottime amicizie da quell’esperienza. Ho curato l’immissione prodotto negli shop dei transatlantici Costa Crociere, il product placement con il mondo del cinema, il merchandising e il visual, i rapporti con la stampa nonché il budget e il marketing plan. Due anni d’oro, ma durante una partnership con il gruppo Falkensteiner, il bravo direttore commerciale del tempo, Vadagnini, mi chiese di passare da loro. Mi sono rimessa in gioco, in partita Iva a 1000 euro al mese compreso spese. Ho detto: “se sono brava fra un anno mi terrete”. Dopo un anno, ho ricevuto la telefonata di Christoph Crepaz, il boss del sales & marketing, che mi confermava a tempo indeterminato. La frase è: “mettiti in gioco se credi in te stesso e non avere paura di fare un passo indietro se serve per imboccare nuovi percorsi”.

Da qui ancora Direzione Marketing?

Sì, per dodici anni ho diretto il Marketing in FMTG Falkensteiner curando lo start up del reparto in Italia. Un prodotto che ho amato e un lavoro che mi ha appassionata profondamente anche per la stima e l’affetto che provo per la famiglia Falkensteiner e per Otmar Michaeler, gli owners. Sono cresciuta con il gruppo, ma ho anche contribuito insieme a tanti bravissimi colleghi a far crescere il giro di affari. Ho imparato a gestire budget limitati con la massima resa, operando anche nel networking, cross marketing, bartering e gestione oculata delle risorse finanziarie. L’orientamento al risultato mi ha guidato per tanti anni, ma mi sono sentita anche vera ambasciatrice delle strutture. Ho seguito offline, online, social, below the line, art direction e copy, grafica, eventi. 

Una formazione e un impegno a 360 gradi che davvero è stato appagante, con la difficoltà di conciliare il tutto con la famiglia e due bambine piccole. Petra Goetting, a cui per un po’ ho riferito, mi ha soprannominata “marketing animal”. Mi è piaciuto. 

Nonostante fossero cambiati diversi vertici, sono sempre stata riconfermata passando anche al ruolo, oltre che di Brand Marketing Manager per l’Italia, anche Cluster Manager. Non è stato facile perché bisogna accettare i cambiamenti interni, essere elastici e provare sempre che si è in grado di dare energia ai progetti. La frase: “fino a che puoi dare tanto e nel modo giusto rimani nell’azienda e ricorda che devi sempre gratitudine a chi ti dà lavoro”. 

Da qui la carriera si è ancora più consolidata?

Sì, non si smette mai di imparare. Ho diretto per sei anni il Marketing dell’Europa Camping Village, la comunicazione, la formazione dello staff, il quality management, il revenue controlling e l’advisory strategico. Un’altra famiglia di imprenditori eccellenti, i Rangoni, con cui ho avuto l’onore di collaborare. Come consulente ho seguito un anno di start up del marketing del gruppo internazionale Iberostar su incarico di Mira4Tourism, con azioni con l’Inter, McDonald’s, Cisalfa e molti altri. Ho curato il brand marketing e il marketing operativo in Mira in collaborazione con il team di Radisson per alcune strutture del gruppo. E ho avuto l’incarico per oltre tre anni di Brand Marketing Manager e Advisor Strategico nel gruppo Orange1, 14 aziende nel settore della metalmeccanica, collaborando anche con le divisioni Racing – squadra Lamborghini e Orange1 Basket. Anche qui ho scelto di lavorare per una famiglia e per un imprenditore eccezionale come Armando Donazzan che oggi ha creato anche una fondazione umanitaria, Orange1 For People. La frase è: “la passione è il motore nello spingersi oltre i limiti, oltre lo stato di comfort”. 

Oggi e domani?

Hakuna Matata, mi ha insegnato recentemente la vita. Quindi le mie attività lavorative seguono il flusso della passione e dei… numeri. Oggi con il circuito di Soulfeeling Hotels si lavora sull’influencer marketing per l’hotellerie, sul branding e sulla specializzazione delle nuove imprese e sui rilanci. Un team pazzesco e capace. L’hotel staging e il quality management sono altresì un mio focus. Sono sempre lieta di trasmettere ai giovani le informazioni e le case history attraverso le docenze e continuare con il giornalismo, ambito che non ho mai lasciato. È anche in preparazione il secondo libro. Nel frattempo si studiano AI, prompt designer e le nuove frontiere della digitalizzazione. Perché chi si ferma è perduto. 

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