giovedì, Febbraio 29, 2024

Solstizio d’Inverno 2023

Verso il 20 o il 21 Dicembre — eccezionalmente per quest’anno il 22 Dicembre alle ore 4:27 del mattino — per la nostra zona avviene quello che si chiama Solstizio d’Inverno.

Mentre al solstizio d’estate, passando per il punto più alto, si assiste al fenomeno del giorno di luce più lungo, al solstizio d’inverno, quando il Sole passa nel punto più basso, si assiste al fenomeno della notte più lunga dell’anno.

Bene, ecco allora smitizzato il famoso proverbio: “Santa Lucia la notte più lunga che ci sia”.    

Beh, a dirla tutta la povera Santa Lucia avrebbe anche ragione a reclamare la sua notte, quella del 13 Dicembre, come la notte più lunga dell’anno, dal momento che è vissuta verso il 300 dopo Cristo, quando ancora era in vigore il calendario giuliano: infatti il buon Giulio Cesare, oltre che a conquistare la Gallia, aveva istituito anche il calendario che portava il suo nome. In quel tempo e con quel calendario, il vero solstizio d’inverno avveniva proprio verso il 13 Dicembre e quindi la Santa avrebbe ragione. Peccato, però, che questo calendario giuliano zoppicasse leggermente: rimaneva sempre un po’ indietro nei confronti dell’orologio ufficiale della natura, cioè il Sole. 

Anno dopo anno e poi secolo dopo secolo si era arrivati, verso il 1500, a perdere quasi una decina di giorni. Per arginare la cosa papa Gregorio XIII nominò una squadra di super scienziati dell’epoca, proprio per revisionare il calendario giuliano.

Per farla breve, dopo il giovedì 4 Ottobre 1582 del calendario giuliano, seguì il venerdì 15 Ottobre 1582 del calendario gregoriano. Ecco fatto: in un sol colpo mangiati dieci giorni con l’entrata in vigore del calendario gregoriano, ancora in uso al giorno d’oggi.

Quindi, se fate il conto, aggiungendo 10 giorni al 13 Dicembre arriviamo, giorno più giorno meno, al nostro solstizio d’inverno. Ed è così che la povera Santa Lucia fu privata della “notte più lunga che ci sia”.

Santo che perde, santo che vince: fate il vostro gioco signori! 

Sì, perché a guadagnarci è stato il Natale che ha trascinato per la barba San Nicola (6 Dicembre) — oppure il suo simile Santa Claus dei paesi nordici, sempre derivato dal nostro San Nicola — fino al 24 Dicembre e lo ha poi costretto a portare regali.

Così il povero Santa Claus alias San Nicola alias Babbo Natale, è costretto a lavorare al Nord Europa nei primi giorni di Dicembre, per poi finire a Natale in tutto il resto del mondo conosciuto. Proprio una bella impresa.

Natale: secondo la tradizione Gesù Cristo sarebbe nato il 25 Dicembre dell’anno 753 dalla fondazione di Roma, data però inesatta, causata da un errore dello storico Dionigi il Piccolo. In realtà Gesù sarebbe nato nel 748 o 749 dalla fondazione di Roma e cioè nel 5 o nel 4 avanti Cristo secondo l’attuale calendario.

A dirla tutta si potrebbe affermare che l’anno di nascita di Gesù è il 7 avanti Cristo, ed è l’astronomia/astrologia a suggerirne il motivo (astronomia e astrologia a quei tempi rappresentavano una sola disciplina).

Ed è appunto nell’anno 7 avanti Cristo che si è formata, nel cielo, una meravigliosa triplice congiunzione tra Giove, Saturno e Marte: uno spettacolo meraviglioso, visibile soprattutto dopo il tramonto, in quei tempi e in quei luoghi, dove non c’era il minimo inquinamento, né atmosferico né visivo. 

Una congiunzione così luminosa, nel cielo di mezzanotte, da essere tranquillamente scambiata per una stella cometa. Detto tra noi in quegli anni non è stata trovata traccia di comete molto luminose.

I Re Magi poi, che per l’appunto essendo “magi o magici” nient’altro erano che astronomi/astrologi arabi, ben sapevano il valore della congiunzione Giove–Saturno… ma questo è un altro discorso di Astrologia applicata. 

Anche il famoso Re Erode il Grande ci viene in aiuto perché la storia ci dice che è morto nel 4 avanti Cristo e quindi non avrebbe potuto far fare la strage dei bambini quattro anni dopo la sua morte.

Si presume quindi che la nascita di Gesù possa essere avvenuta tra la primavera e l’autunno del 7 avanti Cristo. Questo si lega al fatto che, fino al principio del 300 dopo Cristo, la festività del Natale di Gesù veniva ricordata, a seconda dei luoghi, il 28 Marzo, il 18 Aprile o il 29 Maggio.

La domanda che sorge spontanea è: come mai si è arrivati alla data del 25 Dicembre per la festività del Natale?

La risposta ci viene sempre dalla storia e dalla disputa tra pagani e cristiani di quei tempi. Nel III secolo l’imperatore Aureliano aveva istituito, per il 25 Dicembre, la festa pagana chiamata Natalis Solis Invicti, cioè la “Nascita del Sole mai Sconfitto”.

Infatti, da sempre si sapeva che alla data del Solstizio d’Inverno, il Sole, dopo aver toccato il punto più basso del suo percorso, ricominciava a salire e le giornate diventavano piano piano più lunghe. Questo fatto era molto importante per la vita della comunità ed era interpretato come la “rinascita del Sole”.

Preoccupata dal fatto che questa festa poteva ostacolare la diffusione del cristianesimo, la Chiesa Romana pensò bene di celebrare nello stesso giorno la nascita di Gesù Cristo. Le due feste convissero, addirittura, per alcuni secoli. 

Tre secoli dopo il papa San Leone Magno scriveva ancora in un suo atto: «Alcuni cristiani, prima di entrare nella basilica di San Pietro, dopo aver salito la scalinata che porta all’atrio superiore, si volgono verso il Sole e, piegando la testa, si inchinano in onore dell’astro. Siamo angosciati per questo fatto che viene ripetuto in parte per ignoranza e in parte per mentalità pagana».

Buon Natale a tutti da Walter

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