martedì, Ottobre 13, 2026

RIVA VENA, IL CUORE PULSANTE DELLA RINASCITA DI CHIOGGIA

Negli ultimi anni Chioggia sta vivendo un momento di grande riscoperta turistica, il tutto ha avuto inizio con un articolo del New York Times che, nel 2022, citava la cittadina della laguna veneta come una delle mete turistiche da visitare assolutamente.

Da allora il flusso turistico è stato in costante aumento, grazie anche all’accordo con le compagnie di navigazione che oggi ormeggiano le loro navi nel porto di Chioggia.

Oltre al caratteristico corso centrale, Corso del Popolo, dove da sempre scorre il popolo dei turisti, negli ultimi anni è rinata Riva Vena, la caratteristica riva che si affaccia sull’omonimo canale.

In città ormai spopolano bed & breakfast e i famosi bacari alla veneziana, locali dove i cicchetti fanno da padroni. Tra le tipiche sarde in saor ed il baccalà mantecato, le decine di locali presenti offrono ormai anche una lista vini di tutto rispetto, pronti a soddisfare anche i palati più esigenti.

Un arcobaleno di colori, sapori e suoni che avvolge turisti e residenti in un clima contagioso di spensieratezza, una vitalità ritrovata che ha saputo rilanciare una delle zone più belle e caratteristiche della città lagunare, ricreando quell’ambiente accogliente che non si trovava da tempo.

Ma da dove arriva questa rinascita di Riva Vena?

Abbiamo fatto due chiacchiere con Luigi Ranzato, fondatore dell’Associane Riva Vena, e ideatore dell’evento “Cicchetando”, un concorso che premia il miglior cicchetto dell’anno tra tutti i bacari della zona.

“Intanto bisogna fare una premessa, io abito in Riva Vena dal 1999, in passato la riva era il cuore pulsante della città, c’erano attività commerciali ed era essenzialmente il mercato rionale delle città. Dal 2000, quando han fatto i lavori ed hanno innalzato le rive, praticamente hanno chiuso completamente il canale causando un grande disagio anche solo per gli odori, poi la grande distribuzione ha fatto il resto e quello che era il mercato di ortofrutta, formaggi e salumi è praticamente morto. 

Abbiamo vissuto una decina d’anni dove la Riva Vena era completamente deserta ed è subentrata la microcriminalità. Era diventata una zona veramente difficile. 

Io all’epoca ero Presidente del Lions e volevo riqualificare la zona, quindi ho pensato di fare un service per la comunità. Ho chiamato due architetti londinesi e abbiamo organizzato un convegno su come riqualificare la zona di Riva Vena, prevedendo che quella zona poteva rinascere trasformandola imitando i Navigli milanesi perché la zona si prestava tantissimo dato che era zona pedonale, ed era piena di spazi ormai chiusi che potevano rifiorire.

A quel punto abbiamo creato l’associazione Riva Vena ed in breve tempo ci siamo trovati 7, 8 attività, ora non li conto più, saremmo arrivati a oltre venticinque. Tutto questo legato soprattutto alla buona volontà degli imprenditori che ci hanno creduto, che hanno investito del denaro ed hanno creato delle belle attività, i bacari sono tutti belli e tutti utilizzano prodotti di qualità. 

Inoltre quest’anno siamo alla quinta edizione di Cicchettando, che è nata come sfida tra i bacari per promuovere tutta la zona. L’evento è nato riferito alla sola Riva Vena, dalla terza edizione abbiamo ampliato la zona comprendendo tutto il centro storico e siamo arrivati ad una trentina di locali, per finire con quest’anno in cui abbiamo incluso anche i locali di Sottomarina con circa quaranta locali concorrenti”.

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