lunedì, Settembre 7, 2026

Riccardo Rossi

Attore, autore, comico e conduttore televisivo romano dalla voce inconfondibile, Riccardo Rossi, classe 1962, ha iniziato la sua carriera sul grande schermo nel film College e sul piccolo con la popolare serie I ragazzi della terza C. Grande appassionato di musica e cucina, apprezzato giudice nei programmi Canzonissima e Cuochi e fiamme, lo abbiamo incontrato sotto le stelle a Padova in occasione del suo spettacolo La playlist più bella del mondo per la rassegna GirovagArte.

Come nasce questa serata?

Il progetto è nato insieme al mio amico scrittore Leonardo Colombati: siamo amanti di generi diversi e forse andiamo d’accordo solo sui Beatles. Abbiamo deciso di far ascoltare al pubblico dei nostri pezzi preferiti e la scaletta è venuta fuori quasi di getto in 20 minuti. Raccontando come è nata la storia della musica e altri aneddoti personali, con star come Sylvester Stallone o Bruce Springsteen, abbiamo creato un divertente fil rouge che passa per Mina e Morandi, ma anche Frank Sinatra, Ennio Morricone, Lucio Dalla e Michael Jackson svelando dei gustosi retroscena di queste leggende. Uno dei momenti più importanti è quando mostro la foto di me che attraverso le strisce di Abbey Road a Londra, come i mitici Fab Four. Dopo l’esordio al Parioli di Roma lo scorso Dicembre, stiamo girando tutta la Penisola.

Altri impegni artistici?

Sono in tournée anche con Volevo fare il musicista, uno show in cui sono accompagnato da una band di professionisti; dopo aver studiato armonia per cinque anni, seduto al pianoforte, suono e parlo della mia storia musicale, di quanto ho amato la musica e quanto mi ha dato. Mostro immagini e, insieme alla band, eseguo pezzi dei miti delle sette note.

Cosa ascolti mentre sei in viaggio?

In treno sento solo il chitarrista jazz Pat Metheny, in bicicletta o a piedi ho tutti i pezzi degli Earth, Wind & Fire mentre a casa vado di Beatles, soprattutto dall’album Revolver in poi.

C’è un gruppo italiano che apprezzi?

I Maneskin, che spero proprio si possano riunire. Mi piace il loro entusiasmo, la loro freschezza pur essendo differenti.

Che rapporto hai con il Veneto?

Padova è una città cara alla mia famiglia, tanto che mia nonna è una devota di Sant’Antonio; io sono innamorato di Venezia, dove ho passato un bellissimo Capodanno da Arrigo Cipriani e dove amo perdermi girandola senza programmi e navigatori. Conosco anche Cortina, essendo un estimatore della montagna, e forse ci tornerò il 22 Agosto per applaudire Leonardo, vincitore della sedicesima edizione del Premio Cortina d’Ampezzo 2026 con il romanzo Non vi sarà più notte.

Sappiamo che ti piacciono i vinili: qual è quello a cui sei più affezionato?

È un disco che non è raro da trovare sul mercato, ma per me vale tantissimo: Songs in the key of life di Stevie Wonder. Da ragazzo ho frequentato nei primi anni Ottanta il negozio Goody Music e poi insieme al titolare abbiamo 

deciso di registrare il programma per la Rai, visibile su RaiPlay, I vinili di… in cui intervisto personaggi del mondo dello spettacolo, sport e cultura come Carlo Conti, Luca Zingaretti e Laura Pausini, ripercorrendone la vita e le emozioni attraverso l’ascolto dei loro 33 giri prediletti.

Quanto c’è di Roma in te?

Tanto, a cominciare dalla lingua. Non parlo tanto il romanesco, forse più il romanaccio. La mia cadenza marcata è un po’ voluta, diciamo che è un romanesco educato. 

Cosa farai questa estate quando non sei su un palco?

Mentre sarò al fresco in montagna, cercherò di finire la stesura di un romanzo top secret che uscirà l’anno prossimo.

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