giovedì, Dicembre 8, 2022

Quando FERIE fa rima con Riflessioni “Serie”

È supponibile affermare che essendosi concluso anche Settembre, possiamo serenamente — o tristemente — archiviare la cartella ”Vacanze estive 2022”.

Chi ha potuto farle, come da tradizione recente, si è prodigato nel dirlo a più gente possibile, comunicando attraverso i social media o conversando con le proprie conoscenze.

Mare, montagna, laghi, estero, città d’arte, qualsiasi meta ha regalato a tutti i fortunati che potevano concedersele economicamente, una pausa serena, di relax e divertimento.

Eppure le vacanze non sempre sono solamente occasione di riposo e svago. Le vacanze stanno già da tempo diventando occasione per sollevarci più in alto delle nostre abitudini sociali, sentimentali e lavorative e quindi costringono a guardarci “da fuori” come se potessimo separare la nostra coscienza critica dal nostro corpo.

Sì, le vacanze sono certamente lo specchio in cui ci riflettiamo e valutiamo la direzione che abbiamo intrapreso nella vita, dandole talvolta anche un punteggio di valutazione.

Il vero Capodanno non è quindi il primo di gennaio ma è la fine dell’estate.

Quante decisioni abbiamo assunto (o comunque avremmo voluto assumere) al ritorno delle nostre vacanze negli anni passati?

Abbiamo pensato più e più volte se il lavoro che stavamo facendo ci soddisfava davvero a livello economico e di gratificazione. Abbiamo spesso riflettuto se eravamo felici di svolgere quel lavoro, se eravamo davvero innamorati della persona con cui tanti di noi stancamente trascinano (o hanno trascinato) il proprio rapporto, prigionieri solo dell’abitudine.

Abbiamo spesso analizzato i nostri redditi da lavoro per comprendere se effettivamente ci meritassimo di più.

Almeno una volta è capitato a tutti noi di valutare se acquistare una casa oppure di comprarne una nuova, se non addirittura di cambiare città, regione o stato.

In vacanza insomma ci vengono idee, mille idee, alcune costruttive, altre invece distruttive se non persino “rivoluzionarie”; altre ancora le abbiamo trasformate in progetti ambiziosi che ci hanno stimolato a lungo, altre infine in timori ed incertezze sul futuro prossimo che ci hanno causato  frustrazione o peggio depressione.

Una vacanza quindi ha due prezzi da pagare: quello che paghiamo “in soldi” per farle e quello che paghiamo alla fine, nell’avvilente fase del ritorno. Questo secondo prezzo solo apparentemente non riguarda il denaro, poiché in una fase successiva alla messa in opera di quello che bolle dentro di noi, prima o poi farà giungere anche la quantificazione del prezzo delle nostre scelte.

Esistono in giro varie affermazioni di stile consolatorio, del tipo: «se mai rientri, mai riparti»; «se mai parti, mai soffrirai al rientro».

Per tranquillizzare tutti… certamente farsi una vacanza rimane sulla carta una delle poche soluzioni concrete per evadere e ricaricare le batterie, solamente che come qualsiasi altra scelta operata nella vita, anche decidere la propria vacanza necessita di un piccolo protocollo pratico indispensabile per non rischiare poi l’effetto boomerang al rientro.

Brevi suggerimenti pratici (i consigli preferisco lasciarli a chi vive con la verità in tasca):

Se hai davvero pochissimi soldi, organizzati una vacanza “bonsai” e mantieni una parte di quei soldini altrimenti al tuo rientro mediterai veramente il suicidio.

Se il tuo rapporto è in crisi, evita di andare in vacanza con il/la partner soltanto, ma cerca di organizzarti insieme ad altre coppie di amici.

Se in casa da soli non siete riusciti a risolvere i vostri problemi di coppia durante l’intero anno, figuriamoci se ci riuscirete durante una settimana di vacanza insieme.

Se al tuo rientro sei triste e depresso perché fai un lavoro che non ti piace, non badare ai seguaci della “comfort zone”, quelli che come infide sibille ti suggeriranno di continuare la tua vita di merda perché è meglio così. Loro te lo dicono perché non hanno quel problema oppure non hanno il coraggio di affrontarlo (un po’ come quelli che vivono sposati e cornuti tutta la vita insieme, per il timore di interrompere tutto e non farcela economicamente da soli).

Una vita va vissuta in maniera ROCK, altrimenti è solo un lento e costante consumarsi di giornate grigie che diventano l’autostrada per una vecchiaia di tristi rimpianti.

Ottobre, siamo in rotta verso la stagione fredda e le prossime vacanze importanti non arriveranno prima di Natale. Cogli dunque l’occasione e lanciati adesso. Scegliere è ROCK, agire lo è ancora di più e ti catapulterà prepotentemente verso l’ignoto. Ti fa paura l’idea? Non scordarti che se hai fatto questa scelta è perché la tua vita ti faceva già schifo e dunque adesso quello che rischierai è solo che possa continuare a fare schifo anche se per altre ragioni…

Ma se per caso ti andasse bene invece?

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