In questo mese di Gennaio, che ci richiama alla montagna, alla neve, al calore del camino e della sauna, andiamo a scoprire un dono sempreverde della natura che, in un bosco si può trasformare in olio essenziale o in fitoterapico, e sulle nostre tavole in gustoso liquore: il Pino Mugo, conosciuto anche come Pino Nano.
L’albero
Il pino mugo, parente prossimo del più noto pino silvestre, è un albero aghiforme alto da 1 a 5 metri, anche se spesso si sviluppa in forma arbustiva, sempreverde, appartenente alla famiglia delle Pinaceae. Le sue foglie, aghi di un verde intenso, sono raggruppate a coppie, ed emanano un profumo fresco e balsamico, mentre le pigne, piccole e tondeggianti, gli conferiscono un aspetto decorativo. La corteccia è grigia e rugosa, e lo rende adatto a sopportare le intemperie.
Questa conifera cresce sui rilievi montuosi tra i 1500 e i 2700 metri, e nelle zone rocciose a partire dai 400 metri sul livello del mare.
Nell’ecosistema è un elemento prezioso per la stabilizzazione del suolo contro l’erosione e per la protezione delle valli da valanghe e slavine, in quanto resiste ai venti forti; per gli animali è altrettanto importante, in quanto fornisce loro nutrimento con i suoi aghi e germogli.
Simbolismo
A questa pianta sono connessi vari simboli forti e suggestivi.
Essa, in quanto in grado di sopravvivere in ambienti difficili, è emblema di perseveranza, tenacia e forza interiore. Rappresenta inoltre lo stimolo ad affrontare le sfide della vita con adattabilità, determinazione e coraggio.
Nelle culture alpine simboleggia il legame indissolubile dell’umanità con la natura, e la capacità di cogliere il positivo anche nelle circostanze faticose dell’esistenza.
Essendo un sempreverde, che mantiene il suo colore e vigore anche in inverno, il pino mugo è inoltre simbolo di rinnovamento ciclico (come avviene con le stagioni) e di eternità, significando che proprio attraverso il tempo e i cambiamenti, si può mantenere e, anzi, potenziare la propria linfa vitale.

Culture e leggende
Nella cultura alpina, il pino mugo è oggetto di alcune affascinanti leggende, tra cui quella che narra come nacque questa pianta per volere divino.
Si racconta che nei tempi antichi, le nostre montagne fossero continuamente devastate da forti tempeste, ghiacci ed erosioni, che spazzavano via le forme di vita animale e vegetale dalla superficie, rendendo il paesaggio, che prima era verde e rigoglioso, una distesa spoglia e desolata.
Gli abitanti di queste zone, sofferenti e disperati per questi cambiamenti, si rivolsero agli dèi per ricevere soluzioni e aiuto. Una tra le divinità, lo Spirito della Montagna, decise di intervenire per proteggere la terra di cui era sorvegliante, e piantò dei semi speciali di una pianta, bagnandoli con pioggia fatta dalle sue lacrime. Da questi semi sarebbe nato il resiliente e bell’albero del pino mugo.
Si narrava inoltre che i suoi rami fossero abitati da piccoli spiriti guardiani, invisibili all’occhio umano, ma sempre presenti per vegliare sul bosco e sui viandanti. Un giorno un pastore di nome Elian, durante una tempesta fredda, gelato e stanco aveva smarrito le sue pecore, e mentre cercava di ritrovarle nel freddo e nella pioggia, cercò riparo sotto un pino mugo. Intento a riposarsi un attimo, udì un suono lieve, come se il vento gli stesse dicendo qualcosa. Chiuse gli occhi per cercare di concentrarsi sulle parole, e in sogno gli apparve lo Spirito della Montagna, sottoforma di figura avvolta in rami di pino mugo, che lo rassicurò e fece fermare la tempesta.
Ancora oggi si dice che chi cammina per queste montagne e si trova in difficoltà, se si ripara all’ombra di un pino mugo e chiede un sostegno con il cuore, potrà sentire lo Spirito della Montagna che non abbandona mai chi vuole vivere in armonia con il suo Regno.
Nella mitologia greca era considerata la pianta eterna: incidendo la sua corteccia ne usciva una resina chiamata Terminthon, utilizzata nei riti sacri per purificare cose o persone di cui si voleva prolungare la resistenza nel tempo.
Proprietà curative e fitoterapiche del pino mugo
Il pino mugo è una pianta molto preziosa non solo per l’ambiente, di cui è anche una pianta protetta, ma anche per l’essere umano e per il suo benessere: infatti è un ottimo ingrediente per gli usi della medicina naturale. Da centinaia di anni nelle regioni dolomitiche viene utilizzato come antidolorifico e rilassante.
Le gemme e i germogli di pino mugo, ricchi di oli aromatici e speziati, vengono utilizzati in cosmesi e in fitoterapia per le proprietà espettoranti e antinfiammatorie, attraverso inalazioni, bagni caldi, unguenti.
Molto utili quindi nel periodo invernale, in caso di raffreddore, bronchiti, tosse, scarsa qualità del sonno.
Sottoforma di crema o olio, il pino mugo allevia i dolori muscolari, i reumatismi, il rilassamento nel dopo sport, e favorisce la circolazione sanguigna.
Utilizzato nella sauna o nei diffusori per ambiente, purifica l’aria e ha un effetto rigenerante e balsamico sulle vie respiratorie.
E a tavola?
Il pino mugo può essere meravigliosamente impiegato anche in cucina, per deliziare il nostro palato. Con esso, infatti, si possono preparare profumati sciroppi, oli e grappe, ma anche… qualche delizioso piatto!

Andiamo alla scoperta di una interessante ricetta, sana e originale, dello chef Riccardo Gaspari: gli spaghetti al pino mugo.
Ingredienti
360 g di spaghetti
Per l’olio al pino mugo
500 g di olio di vinacciolo
10 rami di pino mugo
2 g di ginepro
Per il brodo
1 gallina
5 sedani
5 cipolle
5 carote
Preparazione
L’olio al pino mugo ha una preparazione facile ma un tempo d’attesa lungo; quindi va preparato in anticipo e può essere utilizzato solo successivamente.
Per fare l’olio al pino
Mettere l’olio di vinacciolo, i rami di pino e il ginepro in un sacchetto per il sottovuoto, e cucinare per 24 ore a 40°. Poi lasciar macerare per 6 mesi.
Per fare il brodo
Tagliare le cipolle a metà e tostarle in padella.
Poi in una pentola molto capiente mettere la gallina, e quando l’acqua bolle aggiungere le verdure. Portare a cottura il brodo (circa 2 ore per una gallina da 1,5 kg).
Quando il brodo è pronto, prelevarlo, aggiungere del ginepro e usarlo per cuocere gli spaghetti in una padella. Due minuti prima della fine cottura, mantecare con l’olio al pino mugo.
E con questo tocco di bosco nel piatto… buon appetito!
