domenica, Settembre 6, 2026

Priscilla Balanta

[Si legge in 6 min. 16 sec.]

Priscilla ci porta nel suo passato in Venezuela, quando quasi per gioco ha intuito le sue possibilità nel mondo della moda. Non si è fermata, non è rimasta lì ad aspettare che qualcosa accadesse: è volata in Italia e ha cercato la sua fortuna. 

C’è chi ha creduto in lei fin dal primo sguardo, chi l’ha imparata a conoscere e chi ancora ha bisogno di scoprirla. Fatto sta che Priscilla sta a poco a poco realizzando i suoi obiettivi, tirando fuori la decisione di chi sa quel che vuole, e a volte quella vivace dolcezza che la caratterizza. 

Com’è iniziato tutto per te? E come hai capito “questa è la mia strada”?
Ho iniziato in Venezuela, a Táchira, la mia terra. Mi hanno cercata mentre stavo lavorando per propormi di partecipare a Miss Venezuela. Alla fine non ho partecipato, ma è stato da lì che ho iniziato a considerare la possibilità di fare la modella. Mi sono trasferita nella capitale e ho provato a fare dei casting con delle agenzie, ma lì in Venezuela non c’erano tante opportunità. Così poco dopo ho fatto il mio primo volo per l’Italia; direi che è in quel momento che le cose sono davvero cambiate. In Italia ho trovato la mia prima agenzia, e ho conosciuto Numair Asmi, il mio model agent, che mi ha detto che sarebbe stato bello se avessi iniziato a fare la modella, avevo tutte le caratteristiche per farlo — gli devo molto, lui mi ha supportata fin dall’inizio e nel tempo abbiamo stretto un forte legame di amicizia.  
Quando sono tornata in Venezuela avevo quell’idea in testa: “devo iniziare, ho voglia di farlo!”.
Era entusiasmante. Dove sono cresciuta, non c’è la cultura della moda e del mestiere di modella che c’è in Italia… Ho provato a immaginarmi come Miss Venezuela, ma poi mi sono detta “no grazie, voglio fare la modella” [NdR ~ ride].

Il tuo è un lavoro dinamico, veloce, che ti porta a viaggiare e conoscere persone. Cosa ti porti dietro da ogni esperienza?
Ogni esperienza rimane con la mia vita. Dopo ogni lavoro torno a casa con qualcosa che mi arricchisce e che mi serve per il futuro. C’è sempre da imparare in tutte le cose. Le esperienze servono anche a questo no?

Un’esperienza in particolare che ti è rimasta nel cuore?
Quando ho fatto la cover per il magazine Vogue Portugal. È l’esperienza più bella per ora. Considera che ho pianto quando è uscita la rivista! Tra l’altro è successo per il mio compleanno, davvero un bel regalo… 
Anche quella volta con me c’era Numair, lui si occupava della Produzione. Senza di lui non sarei riuscita a farcela quel giorno. Mi conosce molto bene e sa come farmi dare il meglio.

Che tipo di occasione cerchi in questo momento?
Sto cercando di partecipare a una sfilata importante. Ora con la mia agenzia, la Eleven Management, stiamo lavorando soprattutto su questo. Anche se ho fatto varie sfilate internazionali, mi manca ancora una campagna mondiale, di quelle che lasciano il segno. C’è un’altissima concorrenza tra noi modelle ed è difficile come obiettivo, ma troveremo l’occasione giusta.

C’è un brand per cui ti piacerebbe lavorare? 
A dire il vero sono tanti quelli per cui vorrei lavorare. Più che un brand in particolare, posso dire che vorrei sfilare per i Grandi Italiani. Sono innamorata dell’Italia e non solo per la moda! Il cibo, le persone, tutto di questo Paese mi piace tantissimo.

Cosa credi sia importante nel tuo lavoro? 
Prima di tutto il rispetto. La puntualità e… l’impegno, anche quando dopo molte ore la stanchezza si fa sentire. Poi ovviamente è essenziale avere cura del corpo, non solo nelle forme ma in tutti i suoi aspetti, ad esempio riguardo la pelle.

Come vivi il rapporto con il tuo corpo?
Con il mio corpo mi sento bene, perché tenermi in forma è qualcosa che mi viene naturale. Amo allenarmi, andare a correre, camminare. Ovviamente capisco quello che richiede lavorare nella moda, e so che ci vuole un grande impegno quotidiano.

Ti hanno mai messo in difficoltà? 
Una volta. Sapevo che il giorno del provino non avevo le misure richieste, e ho pensato subito che non mi avrebbero presa. Infatti andò male, ma non mi arrabbiai. Pensai: “un giorno tornerò e lavorerò con loro”. Preferisco prendere le cose in modo positivo anche quando appaiono negative. Così rimane qualcosa da portarmi dietro.

Hai una routine o un rituale che ti aiuta a sentirti centrata prima di una sfilata o di un servizio fotografico?
Sono “maniaca” della skincare! Quella non può mai mancare quando si tratta di sfilare o fare uno shooting. Poi il giorno prima rimango a casa tranquilla, mi rilasso, mi preparo tutto ciò che serve e vado a dormire presto per avere al risveglio il cento per cento dell’energia. Cerco di creare una condizione di freschezza e serenità per il lavoro da svolgere.

Cosa significa stare dietro una sfilata? Quali sono gli aspetti che noi del pubblico non vediamo?
Dietro una sfilata la cosa a cui bisogna abituarsi è aspettare. Ci chiedono di arrivare superpresto, e dobbiamo essere lì per ore, rimanendo spesso in attesa. Poi nella moda, le sfilate e gli scatti si fanno in una stagione diversa da quella della collezione. Ad esempio, per la Collezione Estate, noi modelle ci ritroviamo in costume in pieno inverno; voi vedete il sole ma noi siamo in ben altra condizione! [NdR ~ sorride].

Usciamo dal set: come vivi il tempo tra un lavoro e l’altro? 

Il mio tempo libero è molto molto tranquillo. Quando non ho nulla da fare mi piace stare in relax, magari rimanere un po’ da sola e fare le mie cose in serenità. Sono una persona pacata. Mi piace cucinare, fare yoga, allenarmi, studiare, andare a camminare.  Adoro passeggiare nel parco e stare a contatto con la natura. Quando mi sono trasferita a Madrid, ho scelto di abitare in una zona lontana dalla città, perché mi fa sentire come se fossi ancora a “casa”. Sono cresciuta in mezzo alla natura, la ricerco spesso per ricordare le sensazioni che avevo a Táchira.

A proposito di “casa”, che ruolo ha la famiglia nella tua vita?
La vicinanza della mia famiglia è fondamentale in tutto quello che faccio. Sono le persone più importanti della mia vita, e vorrei renderle sempre orgogliose di me. Con la mamma ho un rapporto speciale. È lei che mi aiuta quando sto giù, che mi dà la forza per continuare, per non mollare. So che qualunque cosa accada posso contare su di lei. 

Cosa immagini per il tuo futuro? 
Per il futuro è tutto aperto. Posso dirvi che sto studiando cose nuove sempre nel campo della moda. Ho delle idee, ma è ancora presto per rivelarvele. Magari la prossima volta?!

E il cinema, può essere allettante?
Non ci ho ancora pensato. Magari fare qualcosa di “piccolo”, ma al momento davvero non saprei. Certo, se capitasse l’occasione non potrei dire di no…
Lascio la porta aperta.

Quale messaggio vorresti dare al tuo pubblico?
Non lasciare le cose che ti piacciono perché pensi che poi non le farai o che non riuscirai. Non lasciare le cose che ti piacciono perché pensi di deludere qualcuno. Sii positivo, arriverà il momento. A volte è un po’ difficile, ma se ti impegni e ci credi ce la farai.
L’esempio è il mio. Vengo da una città molto piccola del Venezuela che non conosce il mondo della moda. Eppure, eccomi qua.

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