domenica, Settembre 6, 2026

PESCI

Segno Femminile, Mobile e di Acqua. Concentriamoci sull’elemento Acqua. Per prima cosa, tutti i segni di Acqua sono Femminili, come i segni di Terra (quindi Terra e Acqua sono gli elementi più ricettivi, come già sappiamo). 

Tutti i segni di Fuoco e di Aria sono maschili (quindi più propositivi).

Detto questo è facile capire che gli Elementi Fuoco e Aria (Maschili) producono esplosività, mentre i segni di Terra e Acqua producono fertilità.

Dopo il Cancro e lo Scorpione, i Pesci sono il terzo e ultimo segno d’Acqua. Nel Cancro, segno Cardinale, abbiamo trovato un’Acqua che genera: una forza che dà la vita. Nello Scorpione, segno Fisso, abbiamo trovato un’Acqua che concentra attraverso la decomposizione, per ottenere il meglio attraverso lo scarto. Nei Pesci, segno Mobile, troviamo un’Acqua che distribuisce, in sintonia con il suo ruolo di segno Mobile. 

Pensiamo allora un attimo: Femminile – Mobile – Acqua. Quello dei Pesci risulta essere il segno di gran lunga più sensibile, più duttile di tutti gli altri. Non a caso vi troviamo Nettuno come governatore (anche se in antichità era Giove) e Venere in Esaltazione. Viene però a mancare la razionalità di Mercurio che è in Esilio, e l’unicità data da Urano in caduta. A questo proposito, in Astrologia Mondiale Nettuno rappresenta il socialismo mentre Urano la dittatura. 

Qui serve un’altra delucidazione: mentre i segni governati da Saturno, Capricorno e Acquario (anticamente Saturno governava anche l’Acquario) portano molto verso l’individualismo, quelli governati da Giove, Sagittario e Pesci (anticamente Giove governava anche i Pesci) portano verso l’espansione e la condivisione. Il moderno governatore dei Pesci, Nettuno, porta la “generosità” all’ennesima potenza.

In natura il periodo corrisponde al momento di transito dall’inverno alla Primavera: dalla vita interiorizzata a quella esteriore. La situazione che meglio rappresenta questo passaggio è quella dell’attesa.

I semi, che hanno cominciato a sviluppare le radici in Acquario, cominciano a ricevere più Acqua e si preparano a uscire allo scoperto. L’Acqua di sicuro arriva perché la natura mica si ferma, ma bisognerà guardare la condizione del seme. 

Se il seme ha avuto qualche difficoltà, sarà difficile per lui trovare la forza per sbocciare in una pianta. Lo stesso discorso vale per l’essere umano: se non ha assimilato bene tutte le esperienze della vita, difficilmente sarà in grado di crescere ed evolversi. Crescere ed evolversi, per l’essere umano, credo possa assumere il significato di diventare una persona “saggia” e che possa essere di esempio per gli altri o, quantomeno, a quelli che gli sono più vicini. 

Il pericolo maggiore, per la persona/seme, è quello di fermarsi nelle abitudini o, peggio ancora, nelle dipendenze. 

Se, teoricamente, dobbiamo pensare a un essere umano che abbia acquisito tutte le esperienze e gli insegnamenti della vita e che, in possesso di tale bagaglio lo voglia riproporre alla vita (dai Pesci all’Ariete = rinascita), devo pensare a un santo, non necessariamente a un Santo del calendario.

In pratica una persona molto evoluta che si mette al servizio degli altri, anche solo come insegnamento. Dicevo teoricamente,perché è una cosa di difficile attuazione. Persone così ce ne sono poche al mondo. Comunque questo sarebbe l’indirizzo del segno dei Pesci: ”La mia individualità, la mia esperienza, la dono all’umanità; partecipo così alla collettività, anche con il sacrificio della mia individualità; a me l’esperienza acquisita non serve a molto se non la condivido con la collettività”. Ancora cosette da Santi.

Ma torniamo con i piedi per terra. Buffo questo modo di dire pensando al segno dei Pesci. Stare coi piedi per terra richiama alla stabilità, all’ordine, alla sicurezza, un richiamo quindi ai segni di Terra.

Guardate qual è il segno opposto a quello dei Pesci, la Vergine, dove sicurezza, ordine e stabilità sono parole chiave del segno. La logica vuole che lo stare coi piedi per terra si leghi al segno della Vergine. Di conseguenza ai Pesci potremmo legare l’altro modo di dire: avere la testa tra le nuvole, che vorrebbe dire essere distratti, confusi e contemplativi. Infatti, quello dei Pesci è un segno aperto a tutte le esperienze; è un oceano di cose e pensieri, dove potremo trovare di tutto. 

L’Acqua dei Pesci è quella dell’oceano con tutta la sua immensità e tutta la ricchezza che contiene. Dalla superficie che affascina il nostro occhio, che accoglie il nostro corpo, al mistero dei suoi abissi più profondi.

E, per quanto riguarda l’umanità, passiamo dal genio incontrastato e talento universale di Albert Einstein (Pesci) alle atrocità che sono venute in mente a Reinhard Heydrich (Pesci), considerato l’uomo più pericoloso del Terzo Reich e ideatore della “soluzione finale” contro gli Ebrei.

Se guardiamo a quello che contiene l’Oceano Mare, come lo definisce Baricco (a proposito cito un commento su questo libro: libro caratterizzato da un clima onirico e da personaggi estremamente surreali, una visione molto attinente al nostro segno direi), non è strano rimanerne così stupiti. Troviamo di tutto, dalle forme di vita più belle e incredibili alle creature più orribili. E un’altra cosa molto importante: il pericolo! Se non si riesce a conoscere e a domare il mare, si viene sopraffatti, senza ombra di dubbio. 

Pensate alla difficoltà che molti hanno a imparare, non dico a nuotare, ma solo a stare a galla. Per stare a galla è molto semplice, basta essere rilassati e superare la paura che l’acqua entri nelle orecchie. 

L’acqua non entra da lì, non si può annegare dalle orecchie. Eppure, questo primo stadio è difficile da superare solo perché si tiene il corpo rigido e non ci si abbandona, non ci si rilassa. Si è troppo rigidi e non si riesce ad abbandonarsi alle braccia della natura. 

Nel segno dei Pesci quindi si può trovare di tutto. Basta pensare al mare e a cosa ha ispirato nei secoli alla fantasia dell’uomo. Ecco un’altra parola che possiamo collegare al segno: fantasia. Fantasia, dal dizionario Treccani, «Facoltà della mente umana di creare immagini, di rappresentarsi cose e fatti corrispondenti o no a una realtà».

E cos’è poi la fantasia se non una elaborazione del nostro oceano/cervello supportata però dall’esperienza, non nata dal caso. Il mio cervello deve contenere dei dati per poi elaborarli e restituirli sotto qualsiasi forma.

Mare dunque. E non è il mare l’origine della vita sulla Terra? Le prime creature si sono proprio sviluppate dal mare. Mare, con la sua alta capacità taumaturgica. Mare che riesce ad assorbire e disinfettare tutte le schifezze che la razza umana continua a buttargli dentro.

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