In genere davanti a titoli simili, la donna replica all’istante che ogni donna è un mondo a sé e questo in larga parte è vero. Quindi le signore che volessero procedere nella lettura, sono avvisate anticipatamente.
Esiste un libro che rappresenta lo sguardo maschile sull’universo femminile e che io ritengo un testo sacro del corteggiamento femminile: Le donne sono come il pesce persico di Ashley Coley.
Io penso che qualsiasi maschietto con velleità di grande amatore, se non ha letto questo libro non potrà mai considerarsi un vero Latin Lover.
La genialità del tomo sta proprio nel paragone con il noto esemplare ittico di fiume. Il pesce persico infatti, incarna alla perfezione il comportamento della donna. Dall’aspetto aureo e luminescente, sprizza fascino e irrora seduzione irresistibile, ma in barba a qualunque esca o tecnica di pesca, abbocca soltanto se lo decide lui.
È pertanto evidente la similitudine: il persico potrebbe visualizzare qualsiasi esca, anche quella più appetibile, ma non sarà mai scontato che vada automaticamente ad… assaggiarla.
Da qui l’assioma di Kannas: se vale che una donna assuma nelle manovre corteggiative un atteggiamento da pesce persico, all’uomo non resta che un imperativo assoluto, traducibile in: “quando riscontri in lei freddezza, distacco, punte di quasi fastidio in relazione ai tuoi maldestri tentativi, cambia aria, vattene via subito e risparmiale la narrazione di frasi insulse, pensando di essere la reincarnazione a metà tra Rodolfo Valentino ed Alberto Sordi. Insistere è garanzia di farti procedere dritto dritto verso Quel Paese, con contorno di risate scanzonate da parte delle amiche ed amici vicini”.
Quindi cominciamo dalle basi.
Abbordare non è una semplice strategia d’assalto, ma un delicatissimo e complicato mix di intuito, empatia, psicologia, atteggiamento cordiale e charmant. Voi che avete trascorso anni e anni della vostra vita a vantarvi di “esservi fatti” questa o quella, rimanete soltanto degli inesperti poveri illusi, in quanto anche le casistiche ufficiali dei vostri successi non sono altro che scelte di abboccare da parte del vostro “pesce persico” di turno o se preferite metterla in maniera più elegante, delle scelte individuali della donna finta preda che in realtà è sempre stata predatrice.
Nel momento in cui la osservi e decidi di abbordarla procedendo in sua direzione con andatura ciondolante e sorridente, stai ignorando completamente che:
- Ti aveva già visto (e selezionato) lei.
- Ha già stabilito lei prima di un tuo batter di ciglia, se le interessi o no.
- Non servirà ostentare le tue scarpe firmate, l’orologione top, il cappottino in cachemire eccetera, poiché lei nei primi secondi ti ha già fatto una tac totale.
- Il comportamento che assumerà verso te, in barba alla tua autostima, sarà strettamente legato a delle variabili imprevedibili e poco comprensibili a qualsiasi maschio seduttore. Le variabili sono a turno di natura chimica, ormonale, metereologica, astrologica, familiare, economica, professionale, ecc.
- È lei, pertanto, che ha già deciso se “abboccare” o no.
Al povero aspirante seduttore, suggerisco pertanto di armarsi di quella doverosa sensibilità (o, a preferenza, intuito) di circostanza, per comprendere se allontanarsi alla velocità della luce nel trionfo di quelle che, agli inizi dell’800, Napoleone Bonaparte definiva delle sagge ritirate strategiche, oppure saper cogliere e concretizzare i segnali della disponibilità offerta.
Tassativamente vietati sono i capolavori della retorica maschile, a dir poco agghiaccianti e declinati attraverso inutili frasi di circostanza e convenevoli alla Richie Cunningham, in una puntata anni ‘60 di Happy Days.
Senza scadere nell’eccesso di autostima, valuta la situazione e cerca di essere Uomo. Se osservando la donna che ti piace, ti accorgi che regge lo sguardo e magari accenna un mezzo sorriso, non fare il divo di Hollywood, ma con assoluta determinazione e armato di maniere sempre gentili (non scordartelo mai!), sii sempre te stesso e sii diretto, concreto, padrone delle tue affermazioni; e se è il caso, sii alla fine anche (educatamente) audace. Sarà un crescendo rossiniano da parte di lei, e sapendola ascoltare e osservare ti farà capire quando è il momento per essere audace. Se invece arriverà il momento in cui lei sbrigativamente e senza precedenti segnali, ti scaricherà, non aver timore della sconfitta. In quell’occasione hai perso la battaglia ma non è detto la guerra. Lei ti ha notato, pesato e ti sarà grata di averla inumidita mentalmente. Il futuro sarà in discesa, poiché lei si ricorderà di te la volta successiva: si ricorderà che tu a differenza della massa, la volta precedente che la incontrasti, sei stato capace di… solleticarla.
