giovedì, Dicembre 8, 2022

Padova Città Astrologica

La tradizione astrologica assegna ad ogni pianeta il governo di due segni. Così si ha che Marte governa l’Ariete e lo Scorpione, Venere il Toro e la Bilancia, Mercurio i Gemelli e la Vergine, Giove il Sagittario e i Pesci, Saturno il Capricorno e l’Acquario. La Luna e il Sole governano invece un solo segno: il Cancro per la Luna e il Leone per il Sole.

In effetti, però, non si tratta di pianeti: il Sole è una stella e la Luna è il satellite della Terra. Assumono comunque una grande importanza nella simbologia astrologica perché sono gli unici due ad avere un effetto pratico e visibile sulla Terra: il Sole con la sua luce e calore (che ultimamente stiamo sperimentando molto bene) e la Luna con l’effetto delle maree. Logico quindi che sia stato loro assegnato un posto di rilievo nei tempi in cui l’uomo viveva in stretto contatto con la natura stessa.

Il Cancro è il primo segno d’Acqua che si incontra nello Zodiaco e la sua simbologia più importante è la Famiglia intesa come nucleo teso alla riproduzione; il suo simbolo è una doppia spirale. Facile l’accostamento analogico con la spirale del DNA, cioè con la memoria. Il Cancro rappresenta le nostre origini e ci dice da dove discendiamo.

La Luna, che lo governa, è sempre stata considerata in tutte le culture come la Grande Madre, la produttrice di vita e sinonimo di fertilità. Tra i suoi significati astrologici la Luna rappresenta la gente, il popolo. Come suo effetto pratico sulla Terra noi possiamo riferirci alle maree: un continuo calare e aumentare del flusso dell’acqua del mare.

Pensiamoci bene, esiste un posto, a Padova, dove si riscontri un mare di persone che periodicamente vanno e vengono come una marea? Esatto: Prato della Valle.

Prato della Valle è come lo stemma di famiglia per la nostra città di Padova: naturalmente cade proprio in piena zona del Cancro. L’Isola Memmia, dal nome del procuratore Andrea Memmo che, tra il 1775 e il 1776, fece bonificare l’area e la ideò.

Infatti, sin dall’alba della fondazione di Padova l’area di Prato della Valle era una zona paludosa costantemente ricoperta da acqua e fango. Per farci un’idea di quanta acqua ci fosse nella sua depressione basta ricordare che lo storico Tito Livio, nativo di Teolo, descrisse nei suoi scritti lo spettacolo della “Naumachia” che si teneva proprio in Prato della Valle. La “Naumachia” era uno spettacolo che rappresentava una battaglia navale con tanto di navi e bacini d’acqua. E qui ricordiamo ancora che stiamo parlando del primo segno d’Acqua che si incontra nello Zodiaco.

Bisogna ricordare anche che Prato della Valle, da sempre, è stato un luogo deputato a mercato dove una grande quantità di persone andavano e venivano: Luna, Cancro, gente, movimento.

Ma restiamo sempre qui perché la zona è troppo importante per le analogie con il segno del Cancro che ricordo è segno femminile e di Acqua come spiegato prima.

Se ci guardiamo intorno a 360 gradi vediamo che il prato è circondato dalle ormai famosissime statue: tutte statue però di notabili uomini, con l’unica eccezione di un busto ai piedi della statua numero 85 (Andrea Briosco scultore) che rappresenta una donna. La donna in questione è la poetessa Gaspara Stampa. Gaspara può essere definita come una protofemminista: poetessa, musicista, letterata, mai sposata. Uno spirito libero amante delle arti e dei rapporti umani. Donna – Libertà – Luna – Cancro.

Senza allontanarci di molto, solo attraversando la strada, vediamo la Basilica di Santa Giustina. Rapidamente constatiamo che Giustina di Padova fu una dei primi martiri della chiesa, arrestata perché cattolica sotto il dominio di Diocleziano, non aprì bocca durante l’interrogatorio e non abiurò la propria fede cristiana: venne quindi condannata a morte. Le esecuzioni si facevano ai piedi di Pontecorvo e il suo corpo fu sepolto vicino al teatro romano Zairo, proprio in Prato della Valle, per poi essere tumulato nella basilica a cui ha dato il nome.

Un’altra donna straordinaria quindi, che si lega a Prato della Valle, alla forza femminile, al segno del Cancro.

Sempre riferendosi alla gente (Cancro) e agli spostamenti della stessa (Luna) non possiamo dimenticare che a pochi passi sorgono (forse ancora per poco) lo stadio Appiani e il Velodromo Monti, meta di maree di persone negli anni d’oro del Calcio Padova e del ciclismo su pista. E sempre lì era posizionato il grande Foro Boario, altro bacino di persone e mercanti, oggi diventato parcheggio (sempre di via vai di persone si tratta).

Alcune curiosità. 

Tra le vie che dal centro ci portano a Prato della Valle spiccano, per la nostra ricerca, via Rialto e via Acquette, mentre la strada che esce da Padova verso sud, sempre posizionata nella nostra zona del Cancro, si chiama Via Fabrici d’Acquapendente, famoso medico del 1500 passato anche alla storia per la costruzione del Teatro Anatomico di Padova — se avete la possibilità andate a visitarlo perché, guardando in giù dall’ultima zona del Teatro stesso, si ha come l’immagine di una spirale che si racchiude su sé stessa, molto simile al simbolo del segno del Cancro.

Alla fine di via Roma, all’altezza del Ponte delle Torricelle adesso inizia via XX Settembre che prima si chiamava (a quanto si dice) Riviera delle Lavandaie. In questo tratto del canale, ancora visibile, scendevano le donne per lavare i panni.

Per ultimo, in un angolo del ponte, il ricordo e pure la via (seppur piccolissima) delle Gualchiere. La gualchiera era una proto-fabbrica che lavorava la lana per mezzo dello scorrere dell’acqua del canale stesso. Acqua, Cancro.

Bene, anche questa volta abbiamo trovato grandi attinenze con i luoghi di Padova e il simbolismo astrologico.

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