domenica, Settembre 6, 2026

Heatwave: il padiglione del Regno del Bahrain, Leone d’Oro alla Biennale Architettura 2025 

Fino al 23 Novembre 2025 i Giardini e l’Arsenale di Venezia ospitano la 19ª Mostra Internazionale di Architettura. Intitolata Intelligens. Natural. Artificial. Collective, l’edizione di quest’anno riflette sulle pratiche di adattamento e ripensamento che l’uomo e l’architettura devono mettere in atto per rispondere alle sfide della contemporaneità, attingendo a tutte le forme di intelligenza: naturale, artificiale e collettiva.

Ad aggiudicarsi il Leone d’Oro è stato il padiglione del Regno del Bahrain con il progetto sperimentale Heatwave. Accedendo al padiglione vi ritroverete a camminare su una pavimentazione in ghiaia, delimitata da grandi e accoglienti sacchi bianchi che evocano l’atmosfera di un cantiere, creando al contempo uno spazio di sosta e ristoro a disposizione del pubblico. Durante la vostra visita, siamo certi vi capiterà di trovare altri visitatori immersi a sostare all’interno di questo straordinario padiglione, per godere della frescura e della quiete offerte dall’allestimento.

Michael Biasi

XIX Biennale Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia
Intelligens. Natural. Artificial. Collective. Foto di Andrea Avezzù
Courtesy: La Biennale di Venezia

In che modo l’architettura può contribuire concretamente a mitigare il riscaldamento delle aree urbane e a contrastare l’innalzamento progressivo delle temperature nelle città?
Heatwave, il padiglione del Bahrain vincitore del Leone d’Oro alla Biennale Architettura 2025, dimostra come l’architettura possa offrire risposte efficaci e sostenibili alle sfide poste dalle condizioni climatiche estreme.
Accolto negli spazi dell’Arsenale, il progetto ideato e curato dall’architetto mestrino Andrea Faraguna (classe 1981), è una valida risposta progettuale al sempre più preoccupante tema dell’aumento delle temperature a livello globale. In sostanza, l’allestimento si configura come un progetto replicabile in diversi contesti e consiste in un sistema di raffrescamento pensato principalmente per i cantieri edili, con l’obiettivo di contribuire al benessere collettivo nello spazio pubblico, tutelandone e promuovendone la funzione aggregativa e sociale. L’allestimento impiega materiali di scarto, in gran parte provenienti dai cantieri edili — come le griglie delle impalcature — per garantire un approccio economico e facilmente replicabile in contesti reali. Questa scelta progettuale risponde alle indicazioni del curatore della Biennale di quest’anno, Carlo Ratti, che ha posto particolare attenzione ai temi della sostenibilità e del riutilizzo degli elementi espositivi.

Il tema della Biennale Architettura 2025, Intelligens: Natural. Artificial. Collective, invita i diversi padiglioni a indagare il connubio tra intelligenza naturale e artificiale, invitando ciascun paese a interpretare tali concetti.  Heatwave si ispira alle tradizionali strategie di raffrescamento passivo del Medio Oriente, come le torri del vento e i cortili ombreggiati, reinterpretandole attraverso tecnologie contemporanee. Ne nasce un’architettura senza tempo, capace di rispondere in modo intelligente al clima in continuo mutamento. Il padiglione diventa così una sorta di laboratorio urbano, in grado di dare ombra, raffrescamento e riparo, attraverso modalità semplici ma efficaci: una riconciliazione tra ingegno locale e rigore scientifico. L’ambiente è certamente caratterizzato dall’elemento simbolico dei sacchi di sabbia, disposti come sedute che diventano per i visitatori uno spazio da vivere e, al contempo, un elemento distintivo che rende riconoscibile questo luogo, dove inevitabilmente si respira un’aria diversa, in cui passato, presente e futuro si intersecano e dialogano tra loro. Il Padiglione del Bahrain ci sfida a immaginare le architetture urbane del futuro: microclimi collettivi che, attraverso soluzioni passive e partecipate, possano essere esempi vincenti contro le crisi climatiche senza rinunciare all’eredità territoriale. Heatwave ci mostra che, in un mondo segnato dal caldo estremo, la risposta può risiedere nell’intelligenza del passato, rivisitata e tradotta con tecnologie del presente.

Padiglione del BAHRAIN (REGNO DEL) Heatwave
XIX Biennale Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia  
Intelligens. Natural. Artificial. Collective.
Foto di Andrea Avezzù
Courtesy: La Biennale di Venezia

Andrea Faraguna (Mestre, 1981) è un architetto. Ha studiato architettura presso l’Università Iuav di Venezia, dove ha conseguito la laurea magistrale nel 2006 e il dottorato nel 2017. Dal 2010 al 2018 ha insegnato presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio, in Svizzera, inizialmente con Francesco Venezia e successivamente con Piet Eckert e Wim Eckert dello studio E2A. Nel 2017 ha cofondato, insieme a Niklas Bildstein Zaar, lo studio di architettura Sub con sede a Berlino.

Marta Previti

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