L’outdoor come naturale estensione del living contemporaneo.
«L’essenziale è invisibile agli occhi», diceva la volpe (Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry), e noi sappiamo bene che le cose importanti non sono affatto cose.
Quando la tecnologia si fonde così bene con l’estetica da diventare impercettibile, e l’area esterna di casa nostra è così integrata da diventare un prolungamento dell’interno, allora anche l’arredo diventa tanto essenziale quanto invisibile.
Avete presente i super affascinanti video che descrivono i vantaggi dei resort di lusso delle Maldive o della Polinesia? Quelli dove si vede l’ospite protagonista che entra in una sorta di bungalow, molla tutto nella zona giorno e corre all’impazzata verso un’enorme finestra già aperta, che si affaccia su una terrazza a strapiombo sul mare cristallino; quello in cui tuffarsi senza nemmeno togliere i vestiti. Ecco quello sarebbe il mio concetto di estensione del living outdoor. Probabilmente il sogno di tutti, amanti o meno del mare.

Noi però quelle acque non le abbiamo a disposizione e non siamo nemmeno perennemente in vacanza. Bisognerà quindi ridimensionare un tantino le aspettative, senza però rinunciare al concetto di prolungamento della vita, della quotidianità e di tutte le nostre attività in un’area esterna che ci regali refrigerio, conforto e relax, profumando ogni volta di casa. Come il mare delle pubblicità sicuramente “profuma” quei soggiorni.
Lo spazio esterno finalmente non è più concepito come un’area accessoria, come un complemento che può essere completamente indipendente e a tratti dimenticato nelle stagioni fredde, ma come una parte del “progetto casa”, che merita la stessa attenzione data alla parte interna.

Non si sceglierà più l’effetto scenografico che stupisce tutti (magari a costo di non parlare la stessa lingua usata dal resto degli ambienti), ma si opterà per un’armonia che quasi faccia svanire la separazione tra dentro e fuori.
Facciano largo quindi le grandi aperture, che avvalorino la continuità nelle stagioni calde e offrano una vista senza ostacoli nei periodi più freddi.
La scelta di palette colori e l’utilizzo di materiali per arredi e suppellettili dovrebbero essere coerenti con l’arredo della zona living, al fine di rendere tutto più connesso e fluido. Anche l’illuminazione, nelle lunghe serate estive, sarà fondamentale per confondere i confini senza far mancare il comfort necessario.

Altro tema fondamentale, che aiuta a riadattare gli spazi ai tempi che corrono e che si trasformano, è sicuramente la modularità e la flessibilità degli arredi: la zona esterna non può più essere pensata solo per relax e ospitalità estiva, ma anche come zona di lavoro aggiuntiva che deve essere tanto gradevole quanto funzionale. Ecco perché la modularità ci può aiutare a trasformare velocemente un salotto da esterni — che ha ospitato una divertente cena tra amici — in un ufficio niente affatto improvvisato, ma sicuramente alternativo; per poi trasformarlo ancora in una sede di merende pomeridiane e aperitivi a bordo piscina.
L’outdoor diventa un’area ibrida, che fa veramente parte della casa e riesce a farci sentire almeno un pochino in vacanza anche quando siamo nel ben mezzo di una sessione di smart working.
Le soluzioni sono moltissime. L’importante è dare la giusta rilevanza alla tecnologia che risiede nell’arredo esterno, soprattutto se invisibile. Il comfort nell’outdoor è più che mai demandato alla performance dei materiali che ne compongono l’arredamento: tessuti waterproof, materiali piacevoli al tatto ma facili da pulire, elementi che resistono alle intemperie senza surriscaldarsi nei momenti più caldi.
Solo così otterremo un outdoor così accogliente da sembrare invisibile.

