giovedì, Giugno 20, 2024

Oliver Biasi

Titolare Wellgen, artigiano del wellness, libero pensatore, cittadino del mondo.

La mia più grande fortuna è stata avere la possibilità di cadere tante, tantissime volte, per poi rialzarmi ogni volta più forte di prima. È stato un aspetto fondamentale per arrivare dove sono.

Buongiorno Oliver, benvenuto tra le nostre pagine! Cominciamo con la consueta domanda: che lavoro fai?

Sicuramente non l’imprenditore: è un’etichetta che non mi appartiene, non la sento mia. Il mio lavoro è quello di creare angoli di puro piacere per la cura del sé, dedicati al wellness e al relax, che possono essere studiati per strutture ricettive o per case private, attraverso i prodotti Wellgen: saune, vasche spa, mini piscine, cabine multifunzione, ecc. L’aspetto più interessante è che tutto viene studiato, ricercato e costruito in modo artigianale; forse proprio per questo non mi riconosco nella definizione di imprenditore: a volte è come se giocassi a progettare la soluzione giusta per ogni singola situazione e mi diverte molto. Certo non bisogna mai dimenticare gli aspetti tecnici, le questioni economiche e finanziarie, gli impegni e le scadenze da rispettare, ma preferisco dare luce alla parte più creativa del mio lavoro, progettando tanti piccoli oggetti del benessere che renderanno uniche suite di hotel prestigiosi e zone wellness di bellissime residenze. Anche il coordinamento di tutti i professionisti che mi affiancano – dalla progettazione alla realizzazione, dal montaggio all’assistenza – mi dà notevole soddisfazione.

La mia esperienza professionale precedente, che riguardava prodotti della stessa natura ma costruiti e distribuiti in serie secondo precisi standard, mi ha dato un’ottima conoscenza del mercato e delle dinamiche professionali; mi ha fatto anche capire che offrire unicità e produrre opere d’eccellenza – irripetibili e su misura, con materie prime innovative e di altissima qualità -, circondato da professionisti e collaboratori con cui costruire relazioni di profonda amicizia, era quello che volevo fare. E ad oggi posso dire di esserci riuscito.

Il tempo libero come lo impegni?

Per me, come dicevo prima, è tutto molto intrecciato: lavoro, amicizie, svago e impegni. Viaggio molto per lavoro e già questo lo considero un investimento di tempo. Quando viaggio per lavoro cerco sempre di portare a termine gli impegni professionali e di ritagliarmi anche del tempo per scoprire i luoghi che ho la fortuna di visitare; spesso con i professionisti e i clienti con cui collaboro si creano legami forti che potremmo quasi definire amicizie: sono persone care che si trovano dislocate in mezzo mondo e con le quali mi piace passare del tempo di qualità che va oltre la relazione professionale.

Si sa che quando arrivo io si lavora, ma poi si lascia spazio anche al divertimento, giocando a padel a Dubai per esempio. Questo è diventato il mio modo di vivere nel mondo: è come se mi fossi creato un angolo di vita privata in ogni posto che frequento e quindi ho passatempi da scoprire in ogni dove e soprattutto una bella cerchia di amici fidati

(locali e italiani… si fanno degli incontri incredibili in giro per il mondo).

Viaggiare e soprattutto conoscere culture diverse, persone con abitudini e principi differenti, fa capire quali sono le cose veramente importanti e come aggiustare il tiro su tutti i messaggi sbagliati che arrivano da informazioni non reperite sul campo. Trovo che questo sia un aspetto fondamentale soprattutto per le nuove generazioni. Il mondo e gli abitanti del mondo vanno conosciuti, frequentati e compresi; a volte le persone pensano che in Italia ci sia il meglio del meglio, ma non è sempre così. Il mondo è ricco di sorprese, persone stupende e professionisti capaci.

A proposito di nuove generazioni, tu hai figli?

Sì! Due ragazzi, uno di 11 e uno di 16 anni: hanno appena fatto il passaporto, proprio per avere la possibilità di vedere con i loro occhi cosa ha il mondo da offrire. Ci sono così tante cose da conoscere là fuori, loro spero abbiano la possibilità di farlo prima di quanto sia capitato a me.

Sai, io sono molto fortunato, perché sono convinto di aver scelto la persona giusta con cui fare figli: la mamma, mia ex moglie, li segue benissimo e sta trasmettendo loro i valori più importanti della vita, con grande rigore. Infatti hanno ottimi risultati a scuola e sono davvero due bravi ragazzi. La mia speranza è che prendano il meglio da entrambi i genitori e trovino la loro strada nel futuro, magari prendendo anche qualche rischio come ho fatto io, ma basandosi sempre sulle solide basi che la mamma gli sta trasmettendo.

Sentirmi un cittadino del mondo è il grande plus che mi ha regalato la mia professione e credo che tutti dovrebbero comprendere quale valore aggiunto può portare con sé conoscere da esperienza diretta tante parti del mondo.

Quindi, per tirare le fila, cos’è il successo per te?

Il successo è un’altra di quelle etichette che fatico molto a riconoscere. Posso dirti che la mia più grande fortuna è stata quella di cadere tante, tantissime volte, per poi rialzarmi con le mie sole forze e ogni volta più forte di prima. E quando sei uno come me, che si fa coinvolgere anche emotivamente dalle situazioni, forse proprio perché non ho uno stile imprenditoriale classico, ti fai davvero male quando cadi. È stato sicuramente un aspetto fondamentale per arrivare dove sono. Inoltre ci sono due cose che mi danno grandissima soddisfazione nella mia quotidianità: la prima è quella di essere un libero professionista davvero libero da schemi, orari o ruoli preconfezionati. Riuscire a portare a termine nel migliore dei modi il mio lavoro, senza essere incasellato in una griglia preordinata, sicuramente per me è un successo. La seconda, che mi sento spesso dire da collaboratori e clienti, è che quando c’è un problema io ci sono sempre. È vero

che sono molto bravo a creare situazioni favorevoli a festeggiamenti e divertimenti vari, ma quando si tratta di portare a compimento un progetto professionale, per quanto problematico, io sono sempre pronto.

E il riconoscimento di questa mia disponibilità e professionalità è sicuramente fonte di grande gratificazione per me.

Ovviamente quando fai quello che ti piace, come è capitato a me, è tutto più facile.

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