giovedì, Febbraio 29, 2024

Navi, Prosciutti & Auto moderne

Ieri: anni ‘70/80. C’erano solo navi da crociera relativamente piccole, oltre a una moltitudine di negozi e negozietti di generi alimentari (o altro), un po’ dovunque.

Nelle prime periferie arrivarono a un certo punto i centri commerciali, mentre nei cantieri navali, venivano varate navi monumentali costruite ad immagine di grattacielo.

Le vecchie navi, una dopo l’altra, andarono negli anni successivi in disarmo. Stessa sorte fu riservata anche alle botteghe piccoline dei vari quartieri, che nel giro di poco scomparvero quasi tutte tra l’indifferenza generale, distratti come eravamo dalle mille luci dei nuovi “colossi” della navigazione e dello shopping.

Ci sentivamo tutti molto moderni e americanizzati nell’accogliere queste trasformazioni che il progresso ci presentava in tempi molto rapidi.

Le automobili di famiglia prima di questo tempo duravano almeno dieci anni e se c’era qualche problemino, qualsiasi meccanico di qualsiasi posto, con due chiavi inglesi, una pinza e due cavi batteria era in grado di aggiustare il 99% dei guasti meccanici.

Oggi: 2024. Se riesci a prenotare una crociera su navi con una stazza ridotta, per capirci meglio quelle che imbarcano soltanto pochi passeggeri, devi spendere almeno il triplo rispetto a una crociera su queste attuali città galleggianti. Se vuoi fare i tuoi acquisti nei negozi alimentari piccoli, quasi sempre trovi boutique alimentari raffinatissime e non più i vecchi negozietti di generi alimentari che profumavano di pane cotto a legna, salumi e formaggi di casa. Quelli di oggi sono diventati quasi tutti dei monumenti sacri e devoti al dio gourmet, con prodotti prezzati a cifre molto salate, cifre che se non sei più che benestante, non puoi permetterti di spendere.  

Quindi troviamo adesso rifugio per il portafoglio, recandoci nella cosiddetta “grande distribuzione” dove tutto sembra squisito e naturale, come ad esempio i “biscotti di frumento con puro cacao” che dietro la confezione hanno indicata una lista di ingredienti alieni, a dir poco inquietante, iniziando dagli aromi artificiali, per continuare con i conservanti e concludere con nomi e sostanze chimiche di cui ignoriamo pure il significato. 

I meccanici d’auto sono oggi una specie ormai in estinzione che andrebbe protetta dal WWF. Adesso non si chiamano più meccanici ma tecnici meccatronici, ovvero individui con il camice bianco o blu immacolato, che dall’alto dei loro studi compiuti alla Nasa, si approcciano alla tua auto senza nemmeno toccarla ma osservandola tramite un computer. Il tutto per richiederti poi un rene per la riparazione e un contratto di vendita della tua anima al diavolo, nel caso (schifato) che tu sia proprietario di una vettura più vecchia dei tre anni canonici (tempo che separa l’essere proprietari di un’auto dall’essere proprietari di un catorcio).

Pure i mezzi di comunicazione ormai sono talmente tanti da aver superato la quantità di cose che vorremmo comunicare. Stiamo sempre più in contatto tra tutti e sempre più in solitudine interiore.

Esiste una morale dopo questa riflessione? Lungi da me l’idea del farvela. Concludo ponendo solo una domanda tra me e voi: cosa abbiamo imparato quindi da tutto questo? Evidentemente nulla.

L’umana specie insegue il falso desiderio del benessere in stile “così fan tutti”, ovvero del fare o stare insieme in tanti, per sentirsi poi in realtà soli in mezzo agli altri, naufragando inesorabilmente nella superficialità tra l’indifferenza collettiva.

Siate davvero rivoluzionari: viva le navi piccole, viva i negozi alimentari di una volta, viva le auto con poca elettronica… ma soprattutto viva i rapporti tra le persone in nome dell’essere e non dell’avere.

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