giovedì, Febbraio 29, 2024

Natale: il doppio volto della Felicità e della Tristezza

«Il Natale non è una data. È uno stato d’animo» 

M. E. Chase

Come psicoterapeuti siamo abituati a vedere un incremento di richieste di consulenze o di inizio terapie nell’avvicinarsi al Natale, movimento che appare dissonante rispetto al clima emotivo generale. Ma cosa succede? Per alcune persone gli addobbi natalizi, le luminarie, immaginare i doni desiderati o i regali per le persone care, generano vitalità; per altre persone invece l’effetto è diametralmente opposto e si attivano cadute di sconforto, tristezza, ansia, agitazione, malinconia. 

A seconda dei vissuti personali, della storia emotiva e della capacità introspettiva, l’essere umano vive il Natale con sfaccettature poliedriche, c’è chi lo associa al dovere di essere felici, buoni, solidali, dove si è obbligati a celebrare tradizioni, a mostrare perfezione, con quei parenti, colleghi o amici che s’incontrano soltanto per le feste e dai quali non si vogliono ricevere critiche. Il Natale rappresenta una fonte di dispendio energetico emotivo importante: ma lo stiamo canalizzando su ciò che ha davvero senso per noi? Quante persone si sentono libere interiormente di essere dissonanti alla tradizione o all’aspettativa sociale?

Ansia Natalizia

“Devo farlo entro Natale”, “Ci vediamo prima di Natale”, sono spesso dialoghi interni o esterni che si attivano almeno un mese prima di Natale, come se ci fosse una deadline che bisogna rispettare. Altrimenti cosa succede nella nostra mente? E nella nostra emotività? 

Fermarsi un attimo e contestualizzare questa scadenza ci aiuta a rallentare, respirare, scegliere ciò che realmente ha senso o meno per noi; ci difende dal vortice dell’ansia Natalizia, nella quale spesso finiamo per cadere inconsapevolmente. Le cause di questo stato d’ansia risiedono nelle nostre aspettative, che spesso confondiamo con le aspettative degli altri, e che ci rendono la realtà e le priorità confuse. Inoltre l’ansia natalizia è attivata dal dover “riempire mancanze”, spesso usando come strategia compensatoria l’acquisto compulsivo, per poi finire per fare un regalo anche al conoscente che non vediamo e non sentiamo da tempo solo per autoingannarci di non essere soli, di apparire “una buona persona”, di “avere legami“ (visto che il Natale sollecita proprio questo). Possiamo rimediare a tale processo, e tutelarci quindi dall’ansia, chiedendoci e stilando quelli che sono i nostri obiettivi natalizi, a volte dissonanti da quelli socialmente stimolati. 

Credo sarebbe bello se diventassimo un po’ egoisti dei nostri obiettivi, dei nostri desideri, perché questo ci riporterebbe a risintonizzarci sull’unicità dell’essere umano, senza essere sempre alla rincorsa del riconoscimento da parte degli altri. Chiaramente con equilibrio, perché le estremizzazioni ritengo siano sempre fonte di disequilibrio. Semplicemente, tornare a essere un po’ più protettivi di ciò che sentiamo e desideriamo. Credo sarebbe proprio un bel regalo di Natale per se stessi!

Come vivono il Natale i nostri Neuroni?

Il nostro cervello viene stimolato in almeno tre modi durante il periodo natalizio:

  1. Il vissuto natalizio

L’eccitazione che circonda il Natale agisce sui neurotrasmettitori che regolano il nostro stato di benessere, come dopamina e serotonina. La prima è implicata nel circuito della ricompensa; la seconda amplifica i sentimenti di appartenenza.

  1. Attivazione dello stress 

Il nostro corpo viene sollecitato a rilasciare cortisolo e adrenalina proprio come reazione alla sovrastimolazione: quindi “la corsa ai regali” non è una buona alleata per la salute.

  1. I legami affettivi

Trovarsi attorno a un tavolo in un momento di convivialità è Natale! Il calore affettivo che questi momenti generano, attiva fisiologicamente il rilascio di ossitocina, l’ormone della felicità.

Christmas Blues

Può accadere che invece di sentire felicità, gioia, vicinanza, veniamo travolti da malinconia, tristezza, dal desiderio di tornare subito al lavoro e che sia presto il 7 Gennaio. Cosa succede? Stiamo probabilmente attraversando il disagio che viene definito Christmas Blues

Fattori favorenti l’attivazione:

  1. Il cambio di stagione che, con la riduzione delle ore di luce, influisce su alcuni meccanismi responsabili della produzione di serotonina.
  2. Il cambio delle abitudini di vita che in soggetti molto organizzati e programmati spesso costituisce un vero proprio sconvolgimento (ecco perché andare a lavorare sembra avere una funzione compensativa).
  3. La dissonanza tra la gioia “sociale” e lo stato emotivo interno della persona.
  4. Il vissuto di costrizione nella partecipazione a eventi di socializzazione.
  5. La presenza di conflitti nei propri legami.
  6. Eventi luttuosi, perdite recenti, cambiamenti significativi di vita, separazioni.

Credo che, se sentiamo di attraversare un vissuto di questo tipo, l’importante sia ascoltare, legittimarci e chiedere aiuto a un professionista, per poter comprendere i processi sottostanti i sintomi e trovare la modalità per andare oltre questo stato. 

Soffocare, Negare, Nascondere come ci si sente, è un alibi che ci raccontiamo; non ci permetterà di vivere la nostra vita pienamente e di godere, nelle vicine festività, di un momento magari come noi lo desideriamo veramente. Il regalo più prezioso a Natale, ma direi anche tutti i giorni, è avere cura di ciò che sentiamo.

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