giovedì, Dicembre 8, 2022

Motiv-azione: i motivi che portano all’azione!

«Non si è mai fatto nulla di grande senza entusiasmo».

Ralph Emerson

Nello scorso articolo ci eravamo lasciati con un compito legato al raggiungimento di obiettivi personali, quale spinta per iniziare un Settembre ricco e portatore di una ventata positiva. Ognuno di noi aveva il compito di scegliere, pensare e trovare qualche piccolo obiettivo personale da raggiungere. Siamo pronti?

Ora vedremo come mettere in pratica ciò che fino ad ora è rimasto pensato, organizzato, immaginato ma non concretizzato. 

La motivazione è includente due aspetti: “motiv” + “azione”, cioè i motivi che ci stimolano all’azione. Ecco perché “io posso sentirmi molto motivata rispetto ad un’attività e assolutamente demotivata rispetto ad un‘altra che invece appassiona il mio compagno”. La soggettività dell’esperienza quindi è un elemento determinante nella spinta motivazionale. 

Ma come possiamo motivarci? Innanzitutto dovremmo avere chiaro, come citava Maslow con la sua scala gerarchica dei bisogni, dove si colloca il nostro bisogno da gratificare, ai piedi o alla cima della nostra piramide?

Proviamo a disegnarla insieme, carta e penna. 

Disegna una piramide e segna 5 sezioni; ora scrivi i tuoi obiettivi personali, partendo dal più basso come obiettivo vitale e via via in modo decrescente. (Questo è un riadattamento della teoria di Maslow funzionale all’esercizio proposto). 

Quando avrai chiaro dove si colloca per te il tuo bisogno, l’hai circoscritto e definito, diventa meno vago, opinabile, ed evanescente: hai quindi messo il primo tassello di concretezza e costruito la prima leva motivazionale.

Quali sono le leve motivazionali che ci spingono verso il raggiungimento del nostro obiettivo

SecondoSprangerpossiamo categorizzare 6leve motivazionali: teorica, utilitaristica, individualistica, estetica, sociale, tradizionale.
La leva TEORICA esprime il desiderio di accrescere le proprie conoscenze e la paura di passare per incompetenti (esprime quindi un’insicurezza di fondo).
La leva UTILITARISTICA promuove  il desiderio di ottenere vantaggi concreti e il timore di sprecare risorse.
La leva INDIVIDUALISTICA è la spinta al riconoscimento evitando quindi di essere uno dei tanti.

La leva ESTETICA indica il bisogno di armonia a livello relazionale, mentre quella SOCIALE promuove il desiderio di essere d’aiuto agli altri. 

Infine la leva TRADIZIONALE esprime il desiderio di coerenza interna, essere “il tipo di persona che credo di essere”.

Le nostre leve motivazionali, come abbiamo visto, sono intimamente legate ai nostri VALORI più significativi, elemento per cui la leva motivazionale attivante è soggettiva.

E tu hai scoperto la tua?

Quali sono gli alibi che diventano ostacoli per il nostro obiettivo?

La costruzione di alibi con i quali spiegare qualsiasi fallimento è un passatempo universale. L’abitudine è vecchia quanto il mondo, credo sia successo ad ognuno di noi di raccontarsela beatamente per non esser riuscito a raggiungere un obiettivo.
Perché le persone sono così disposte a coltivare i loro alibi?  La risposta è semplice: essi difendono i loro alibi perché se li sono creati e l’essere umano è costruito per darsi ragione e mantenere così una coerenza interna.

Un altro grande filosofo affermava: «è stata una grande scoperta per me l’aver notato che la maggior parte dei difetti che vedevo negli altri erano soltanto il riflesso della mia stessa natura».  

«È sempre stato un gran mistero per me», diceva Abbart, «la ragione per cui la gente perda coscientemente tanto tempo per crearsi alibi per coprire le proprie debolezze, se lo usasse diversamente, esso sarebbe sufficiente per superare qualsiasi debolezza, ed allora non ci sarebbe bisogno di alcun alibi».
Se ci ricordassimo  che la vita è come il gioco degli scacchi, e il nostro avversario è il tempo, che cosa cambierebbe?
Se non ci muoviamo, i nostri pezzi saranno lanciati fuori dalla scacchiera del tempo perché stiamo giocando con un partner che non tollera nessuna indecisione.

Per anni abbiamo potuto raccontarci che la vita (questa entità nebulosa) non ci ha dato ciò che meritavamo. Ma ora la chiave del cambiamento è nelle nostre mani e si chiama CONSAPEVOLEZZA. Non c’è nessuna penalizzazione per l’uso della chiave, ma se non la usiamo il prezzo da pagare è non raggiungere ciò che desideriamo!

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