L’area dei Colli Asolani, nel cuore dell’Altamarca Trevigiana, sui comprensori collinari costituiti dal Montello e dai Colli Asolani posti ai piedi delle Dolomiti, è celebre per la sua ricchezza di storia, arte e vini di pregio.
La tradizione vitivinicola dei Colli Asolani e del Montello affonda le sue radici nell’opera dei monaci benedettini, che intorno all’anno Mille si insediarono nei monasteri di S. Bona a Vidor e nella Certosa del Montello a Nervesa. Furono loro a plasmare la cultura della vite e del vino, in seguito valorizzata dalla Repubblica di Venezia, che nel Trecento riconobbe la zona come importante area enoica. Già nel Quattrocento i vini locali venivano esportati all’estero e nel Cinquecento, con il fiorire delle ville nobiliari e delle tenute vitate, il vino divenne simbolo di eleganza e raffinatezza, apprezzato anche a Venezia e quotato più di altri per qualità e delicatezza.
Questa tradizione si è consolidata nei secoli, fino al riconoscimento della DOC Montello e Colli Asolani nel 1977 e, nel 2011, della DOCG per il Montello Rosso o Montello, a conferma di un patrimonio enologico di eccellenza riconosciuto a livello nazionale e internazionale.
Il Montello DOCG nasce da vitigni di origine bordolese quali Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Carmenère, coltivati da oltre sessant’anni sulle colline argillose del Trevigiano, con la possibilità di aggiungere, in piccole percentuali, anche vitigni autoctoni a bacca rossa.
Il Montello è un rilievo compatto e imponente che si estende da Nervesa della Battaglia a Montebelluna, delimitato a nord dal corso del Piave. I suoi boschi di roveri, un tempo riserva preziosa per l’Arsenale della Serenissima, ricoprono ancora oggi circa il 30% della superficie. Sono caratterizzati da un’altitudine che va dai 100 ai 450 metri sul livello del mare, e da un paesaggio, elemento fortemente distintivo, che presenta una forte integrità e una giacitura con pendenze e curve che gli conferiscono dolcezza e armonia.

Vitigni: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Carmenère
Colore: da rosso rubino a granato
Sapore: deciso, tannico e longevo
Volume Alcolico: 12,5 %
Il clima del territorio è reso mite dalla favorevole esposizione a sud dei versanti vitati e dalla disposizione ortogonale dei rilievi rispetto ai venti freddi di nord-est. Ciò favorisce i precoci germogliamenti primaverili e una maturazione graduale delle uve durante l’estate.
I vini devono essere sottoposti a un affinamento di almeno 18 mesi, di cui almeno 9 mesi in botti di rovere e almeno 6 mesi in bottiglia per la versione Montello Rosso; almeno 24 mesi per la tipologia Superiore, di cui almeno 12 mesi in botti di rovere e almeno 6 mesi in bottiglia. Il Montello Rosso DOCG trova i suoi abbinamenti ideali nella cucina tradizionale veneta. Accompagna la “oca in onto”, la ricchezza e la succulenza della carne vengono bilanciate dai tannini eleganti del vino con lo spiedo trevigiano, la lunga cottura e la varietà di carni si sposano con l’equilibrio tra frutto e spezie del Montello Rosso. Tra i primi spiccano i bigoli al ragù d’anatra, i risotti con funghi di Montello e radicchio tardivo, che con le note terrose e leggermente amarognole richiamano le note evolute del Montello Rosso.
Grazie a questa combinazione di forza e raffinatezza, il Montello Rosso DOCG è ideale per le tavole che vogliono unire tradizione e qualità, esaltando i piatti tipici del territorio e la cultura enogastronomica del Veneto.
La temperatura di servizio varia dai 14 ai 16 °C.

