sabato, Settembre 5, 2026

Monte di Pietà: la mostra alla Fondazione Prada

Monte di Pietà è il progetto ideato dall’artista svizzero Christoph Büchel e ospitato negli spazi di Ca’ Corner della Regina a Venezia fino al 24 Novembre 2024. Con questa straordinaria mostra, la storica sede veneziana della Fondazione Prada è tornata a essere un banco dei pegni, funzione che aveva ricoperto dal 1834 al 1969. 

Büchel, con una feroce critica nei confronti dell’arte contemporanea, ha trasformato il piano terra, il mezzanino e il piano nobile del palazzo settecentesco in un caotico bazar, proponendo una profonda riflessione sul sistema economico dell’arte.

Varcata la soglia della Fondazione, i visitatori vengono immediatamente colti da un senso di disorientamento, trovandosi immersi in un’istallazione coinvolgente e totalizzante.

A stupire non è tanto la mole degli oggetti che ci troviamo davanti, quanto il rendersi conto che il concetto di debito sta alla radice della società umana e, di conseguenza, è il mezzo principale con cui viene esercitato il potere politico e culturale.

Michael Biasi

«Fuori tutto! Liquidazione totale! Vendesi!»: queste sono le parole che da Canal Grande si leggono sulla facciata di Ca’ Corner della Regina.

Superata la soglia del Palazzo, viene naturale domandarsi se ci siamo confusi: la Fondazione Prada ha forse cambiato sede? Al suo posto è forse spuntato un negozio di bigiotteria o un bazar di cianfrusaglie?

L’intento del curatore, l’artista svizzero Christoph Büchel, è evidente: la mostra mira a sovvertire completamente il tradizionale allestimento museale. Al consueto ordine espositivo si contrappone un affollamento caotico di oggetti di ogni tipo che generano negli spettatori un forte senso di smarrimento.

L’operazione che fa Büchel è, tuttavia, molto interessante: avvalendosi del ruolo storico che ha avuto la sede lagunare, Monte di Pietàvuole essere una critica pungente al sistema dell’arte contemporanea e ai suoi meccanismi economici. 

Il progetto espositivo solleva una riflessione sul ruolo del mercato dell’arte e sulle attuali modalità di valutazione e vendita delle opere, spesso ridotte a semplici merci soggette a logiche speculative. Il riferimento al banco dei pegni, dove il valore è definito dall’urgenza e dalla necessità, conferisce a questi oggetti un significato diverso: che storia hanno queste cose? Da dove provengono? Chi ha dovuto separarsene?

Ecco che, apparentemente privi di alcun valore estetico o commerciale, questi oggetti ci impongono di riconsiderare cosa sia davvero prezioso.

Il messaggio di Büchel acquista ulteriore forza se consideriamo il contesto della mostra nella città di Venezia, celebre in tutto il mondo per le sue straordinarie bellezze storiche e artistiche, ma al contempo sotto attacco da un turismo di massa che la sovrasta e che fatica a fronteggiare.

Allestire questo banco dei pegni in fallimento, come un “Compro Oro” zeppo di oggetti vecchi e polverosi, stride con il concetto blasonato — ed evocato nella mostra — che “un diamante è per sempre”. 

La visita della mostra è un’esperienza esplorativa, che ci invita a scoprire e a indagare 

angoli nascosti del Palazzo, inducendoci anche a perderci e a confonderci tra gli oggetti.

Addentrandoci siamo mossi da sentimenti contrastanti che ci portano a curiosare con lo sguardo e a trattenerci dal toccare ogni cosa. La stessa architettura contribuisce a creare questa sensazione di coinvolgimento, amplificando l’ambiguità tra passato e presente, tra ordine e disordine.

Anche i suoni riempiono gli spazi: dalle musiche di famosi videogiochi ai rumori di ventilatori e tubi catodici, fino alle voci delle trasmissioni televisive; tutto è lì per contribuire a infondere un senso di “horror vacui” che, comunque, ha un che di seducente.

Ognuno di noi può trovare serie di oggetti che hanno segnato un determinato momento della vita o che possono rievocare ricordi ed emozioni passate. Stanze di appartamenti comuni ci fanno immaginare vite ordinarie, modeste storie personali che, in realtà, creano una storia collettiva. 

Il percorso museale prevede che, nel procedere verso l’uscita, si passi nuovamente negli stessi spazi già perlustrati nel corso della visita. È sorprendente come ripercorrere i medesimi ambienti cambi il nostro modo di percepire la mostra, avendo ormai acquisito consapevolezza di ciò che ci circonda.

MONTE DI PIETÀ

Un progetto di Christoph Büchel

Fondazione Prada – Venezia

Fino al 24 Novembre 2024

Marta Previti

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