Michela ha l’energia e la leggerezza di chi sa afferrare sempre il lato positivo. Un mix di delicata eleganza e grinta che l’ha portata a vivere tra la tv e la radio, tra la vita del personaggio pubblico e il ruolo intimo di mamma. C’è un entusiasmo contagioso in quello che fa. Con lei puoi parlare di lavoro, di leggerezza, di sogni e vita vera. Quella fatta di equilibrio, imprevisti, emozioni che si mescolano e creano nuovi mondi da custodire.
Benvenuta Michela! Sei nata in terra bergamasca, ma ora la tua vita si svolge a Torino. Qual è il luogo che più rappresenta il tuo “nido”?
Torino la amo, ormai posso dire sia la mia seconda città. Ma la mia origine è Albino (BG). Poi all’età di 20 anni per motivi lavorativi mi sono trasferita a Bergamo, dove ho vissuto da sola per essere più vicina a Milano — dove studiavo e lavoravo. Quei momenti li porto nel cuore e so che le mie origini, ovunque andrò, saranno sempre bergamasche, tanto che come posso faccio ritorno alla mia Terra.

Sappiamo che hai un carattere forte e reattivo. Come riesci a non soccombere ai momenti di difficoltà trasformandoli in energia positiva?
Questo penso sia uno degli aspetti di me che più preferisco. Sinceramente non me ne sono mai accorta, erano sempre gli altri a farmi notare questo mio lato positivo ed energico. Con il passare del tempo e dei vari eventi che si sono creati, ho preso coscienza che un fondo di verità c’è. Cerco di reagire e mai subire, e vedere il bicchiere mezzo pieno delle cose. Se c’è un problema non mi soffermo ma penso subito a come bypassarlo, o ancor meglio a come risolverlo per andare oltre. Difficile vedermi subire o giù di morale; sì, posso avere anche io questi momenti, ma per fortuna per mio carattere rimangono brevi.
Il fascino del red carpet è unico: che emozioni hai provato quando l’hai percorso alla recente Mostra del cinema di Venezia?
In quel momento ho sognato a occhi aperti. È come essere catapultati in una dimensione magica. E vedere l’affetto delle persone che ti riconoscono e ci tengono a salutarti, beh, è davvero emozionante. Ti senti apprezzata.
Dietro alla tua innegabile bellezza si cela una vera professionista. È proprio vero il detto “l’abito non fa il monaco”?
[NdR ~ sorride] Non lo so, lo spero. Siete voi a giudicare, no? Da parte mia metto grande impegno in tutto ciò che faccio. Non è mai capitato di trovarmi impreparata sul lavoro. Ci tengo tanto, e come in tutte le cose alle quali tengo do il mio meglio. Poi è ancora più divertente stupire: vedere come l’essere “bionda” passa in secondo piano. È lì il bello!

Sei stata parte del cast di Missioni d’Estate su Rai 2, al fianco di Roberto Verde. Che esperienza è stata e quali insegnamenti o ricordi preziosi ti ha lasciato?
È stato il mio ritorno al piccolo schermo. Oltre a essere stata un’esperienza molto divertente, tra sfide e giochi in giro per l’Italia, mi ha fatto respirare un ambiente televisivo diverso dal calcio a cui ero abituata. Devo dire che mi è piaciuto molto partecipare a questo programma. Che sia l’inizio televisivo di un altro capitolo della mia vita?
Le tue ambizioni più grandi, sia a livello professionale che personale? C’è un sogno che speri di realizzare presto?
Ad oggi il mio sogno lavorativo è quello di continuare verso la conduzione, magari spaziando tra vari argomenti, quali cucina e musica; insomma, format più di intrattenimento e meno sportivi.
Fuori dal lavoro il mio sogno è quello di crescere Tommaso il più felice possibile.
La sfida è riuscire a bilanciare in modo perfetto queste due parti essenziali di me: mio figlio e il lavoro. Se riesco a fare questo ho decisamente vinto.

Puoi svelarci qualcosa sui tuoi prossimi progetti lavorativi?
Ho iniziato un’esperienza fantastica in radio; per me è un mondo completamente nuovo. Ho iniziato l’anno scorso con un piccolo programma di un’ora il sabato. Quest’anno siamo passati con Pn1 Plus a tre ore di diretta tutti i venerdì per un anno intero. Questo programma mi gratifica e diverte tantissimo.
Per quando riguarda la tv, vi dico che a breve mi vedrete in onda su Rai 2 con una piccola grande novità… Sono emozionata.
L’amore per un figlio è un’emozione travolgente e trasformativa. Come ha cambiato la tua vita e la tua prospettiva il ruolo di mamma?
Tantissimo, la priorità assoluta ora è lui. Qualunque cosa tu possa fare il pensiero fisso va sempre verso tuo figlio che, positivamente, ti condiziona la vita. È la gioia più grande ed è anche una responsabilità fondamentale per una mamma con la M maiuscola. Noi Tommaso l’abbiamo desiderato, e sai che quando metti al mondo un figlio è giusto crescerlo per far sì che sia felice. Per questo io cerco di dedicargli le massime attenzioni, in un clima molto sereno e amichevole. Regole sì, ma anche tanta complicità.
Conciliare la vita da mamma con le impegnative esigenze lavorative è una sfida per molte donne. Qual è il tuo equilibrio?
Come dicevo, per me la complicità è essenziale. Mi piace davvero stare con lui e inventarmi qualunque cosa per giocare e divertirci insieme. E nel cercare la qualità del tempo non mi sono mai annientata come donna, anzi ho sempre voluto mantenere anche la mia indipendenza lavorativa per sentirmi ancora più in armonia con me stessa, e di conseguenza essere più felice ed energica per mio figlio. Questa combo perfetta mi permettere di dare il meglio quando sono con Tommy, conservando i ruoli mamma e figlio ma sapendoci divertire insieme quasi come due amici.

Sei molto amata nei social media, dove vanti un grandissimo numero di follower. Qual è il tuo pensiero sul rapporto con i social network e quanto valore attribuisci alla loro presenza nella vita quotidiana e professionale?
Chiaramente nel mondo del lavoro mediatico avere tanti seguaci è un plus e ne sono grata. In un certo senso è uno specchio di quanto sei amata/odiata. Al tempo stesso so scindere quella che è la vita reale, i valori che contano davvero. Poi i due mondi si incontrano ovviamente, ma non sempre ciò che si vede nel social è quello che c’è fuori.
Io nel comunicare cerco di essere sempre il più coerente possibile con la mia reale persona. Poi purtroppo capita non sia così, perché è il social stesso ad avere un suo particolare modo di “comunicare”. Direi che bisogna saper dare il giusto peso/valore a quello che è un mezzo tecnologico, e saperlo differenziare da quella che è la vita al di fuori.
Lasciamoci con una frase che porti nel cuore e che ti accompagna sempre.
Allora vi saluto con il mio motto: “Chi molla è perduto, credici sempre e ce la farai”.
