mercoledì, Ottobre 7, 2026

Malanotte del Piave DOCG

La denominazione Piave Malanotte, o Malanotte del Piave DOCG, prende il nome da un piccolo borgo medievale di nome Malanotte, che si trova nel comune di Tezze di Piave, nella provincia di Treviso, cuore della produzione di questo vino.

Il borgo è un museo a cielo aperto, prende il nome da un’antica famiglia di mercanti di lana, i “Malanotti” o “Malenotti”, originaria di Caldes, in Val di Sole (Trentino). Le origini di Borgo Malanotte risalgono al 1400.

Il nucleo abitativo era un luogo fortificato posto sulla via che conduceva al Guado di Lovadina, fondamentale punto di attraversamento del Piave dell’epoca, frequentato soprattutto da mercanti, uomini d’arme e pellegrini che diedero un primo impulso allo sviluppo economico della borgata.

Attorno all’abitato fiorirono le attività agricole come la coltivazione della vite, che qui trovò il terreno e il clima ideali per crescere rigogliosa. Oggi Borgo Malanotte è inserito tra i Borghi Europei del Gusto.

La denominazione DOCG Malanotte del Piave nasce nel Gennaio 2011. L’area di produzione si sviluppa lungo l’asse del fiume Piave, nella pianura che si estende dai confini nord-orientali della provincia di Treviso con il Friuli e fino alla foce, dalle colline di Conegliano e del Montello fino al primo entroterra della città di Venezia. Il clima tipicamente temperato favorisce estati calde e inverni mai troppo freddi. La DOCG Malanotte del Piave è la massima espressione del vitigno Raboso; il “vin da viajo”, così chiamato ai tempi della Repubblica della Serenissima in quanto riusciva a resistere ai lunghi e tortuosi viaggi, si diffuse in tutto il territorio.

Vitigno: Raboso Piave per almeno il 70% e Raboso veronese fino al 30%

Colore: rosso rubino intenso

Sapore: secco, fruttato, persistente 

Volume alcolico: da 12,5%

Le uve del Raboso arrivano a maturazione nel tardo autunno e danno un vino con acidità, tannini potenti e sostanze aromatiche che si esprimono al meglio in base alla scelta di vinificazione dell’enologo. 

Nella zona si può trovare anche il sistema di allevamento a “Bellussera”, una tipologia che è nata per la coltivazione del Raboso e che sta scomparendo sempre di più.

Le caratteristiche sono acidità, struttura e tannicità, per cui l’abbinamento più adatto è quello con piatti strutturati e importanti, a base soprattutto di carne rossa o selvaggina, sia da pelo che da piuma.

Possiamo pensare per esempio a uno stracotto, dove la succulenza può essere bilanciata dal tenore alcolico del vino. 

Da provare con un capriolo in salmì, questo tipo di selvaggina possiede un piacevole aroma selvatico, che risulta meno accentuato rispetto ad altri tipi di selvaggina.

Perché non provarlo con un formaggio stagionato, come un formaggio Piave DOP Vecchio Selezione oro, che rivela una notevole complessità di sensazioni olfattive, note tostate e fruttate che spaziano dalla frutta secca alla frutta esotica matura. In bocca gli aromi percepiti confermano le percezioni olfattive di verdura e frutta secca.

Sapori intensi e penetranti richiedono morbidezza nel vino ma anche sapidità, per questo un Piave Malanotte, che ha fatto in parte appassimento, può essere un abbinamento indicato.

Cantine 

De Stefani

Da cinque generazioni, la famiglia De Stefani coltiva la passione per la vite e l’arte di creare vini unici. I principi cardine che guidano la famiglia seguono una filosofia molto naturale, vigne antiche ad altissima densità e attenzione ai vitigni autoctoni del loro territorio. Con tecniche di vinificazione tradizionali e rispettose dell’ambiente, producono vini che raccontano la storia del loro territorio. La produzione conta diverse linee e ogni bottiglia è un viaggio sensoriale, un’esperienza autentica. 

Ca’ di Rajo 

Un sorso di storia: da generazioni, la famiglia Cecchetto coltiva le vigne con passione, tramandando un’antica tradizione vinicola. Oggi, i tre giovani titolari alla guida della cantina familiare, Simone, Alessio e Fabio Cecchetto, uniscono l’importanza della tradizione ad un tocco moderno, esprimendo l’essenza del terroir come fusione della forza della natura alla maestria dell’uomo. Il loro Raboso viene coltivato nel cuore delle colline venete con il metodo della Bellussera.

Azienda Agricola Rechsteiner

La Cantina si trova nello storico edificio del Seicento (la Barchessa) che in origine fungeva da magazzino della vicina Villa. Fondamentale per l’azienda è il rispetto di un’agricoltura sostenibile, ha aderito al programma VIVA, un progetto governativo che punta a migliorare le prestazioni di sostenibilità della filiera vitivinicola, analizzando quattro indicatori: aria, acqua, territorio e vigneto.

Other Articles