sabato, Settembre 5, 2026

L’uso del defibrillatore DAE nei luoghi di lavoro: un presidio salvavita essenziale

L’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) nei luoghi di lavoro è sempre più al centro dell’attenzione per la prevenzione degli arresti cardiaci improvvisi, che ogni anno in Italia causano circa 60.000 vittime. La rapidità di intervento e l’efficacia di un defibrillatore possono aumentare le probabilità di sopravvivenza fino al 70%, purché il dispositivo venga utilizzato entro i primi 5 minuti dall’arresto cardiaco. Questo rende cruciale non solo dotarsi di un DAE, ma anche garantire la formazione adeguata a chi è incaricato del suo utilizzo.

La formazione per l’uso del DAE, regolamentata soprattutto da normative regionali, prevede corsi specifici di BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation). In Veneto questi corsi, fondamentali per abilitare il personale non sanitario all’utilizzo sicuro ed efficace del defibrillatore, devono essere svolti da Centri di formazione accreditati dal SUEM (Servizio Urgenza Emergenza Medica).

I programmi includono una parte teorica sul riconoscimento dei sintomi dell’arresto cardiaco e una pratica che simula l’intervento su manichini, per garantire che i partecipanti siano in grado di agire con sicurezza in situazioni di emergenza. Al termine i partecipanti ricevono (attraverso il centro di formazione dove hanno svolto il corso) un’autorizzazione del SUEM per conto della Regione Veneto, valida su tutto il territorio nazionale e da rinnovare ogni due anni attraverso corsi di aggiornamento.

Questi criteri assicurano che i corsi vengano erogati da personale qualificato, come medici e istruttori certificati, e in un rapporto adeguato tra istruttori e partecipanti (generalmente uno ogni sei) per favorire un apprendimento efficace.

Le aziende che decidono di dotarsi di un DAE e formare i propri dipendenti compiono un passo significativo, non solo per rispettare eventuali obblighi normativi, ma anche per promuovere un ambiente lavorativo sicuro e responsabile. 

Nel contesto aziendale, l’obbligo di possedere un DAE è regolamentato da specifiche normative. In particolare, il Decreto Ministeriale del 24 Aprile 2013 ha reso obbligatoria la presenza del defibrillatore per le società sportive, mentre la Legge 116 del 4 Agosto 2021 ha esteso l’obbligo alle amministrazioni pubbliche con più di 15 dipendenti.

La normativa, anche se non esplicitamente vincolante in tutti i contesti aziendali, si collega agli obblighi generali di tutela della salute previsti dal D.lgs. 81/08. Il DAE non è infatti obbligatorio per tutte le aziende, ma la sua presenza è fortemente raccomandata nei contesti in cui esistono rischi specifici, come le attività a rischio di elettrocuzione o situazioni che possono causare un alto stress cardiaco. In questi casi, la valutazione dei rischi effettuata dal datore di lavoro ai sensi del D.lgs. 81/08 potrebbe indicare la necessità di dotarsi di un defibrillatore.

Un ulteriore elemento da considerare è la manutenzione del DAE, che deve essere garantita nel tempo attraverso controlli periodici sulle batterie e sugli elettrodi: l’inefficienza del dispositivo in caso di emergenza potrebbe vanificare gli sforzi di prevenzione e intervento.

La partecipazione a corsi di formazione per il DAE contribuisce anche a una maggiore consapevolezza tra i lavoratori riguardo alla prevenzione e alla gestione delle emergenze sanitarie, rafforzando la cultura della sicurezza in azienda e nella comunità. Questo approccio integrato non solo tutela la salute delle persone, ma valorizza l’azienda come organizzazione attenta e responsabile, in linea con le migliori pratiche di sicurezza e protezione sul lavoro.

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