sabato, Gennaio 28, 2023

L’elettore DOCG del Movimento 5 Stelle

Ovvero: l’evoluzione/rivoluzione che fa sempre rima con… confusione.

Natale è ancora nell’aria e quindi direi che possiamo iniziare canticchiando insieme: Tu discendiiii dai 5 Stelleeeeee… (confessa che anche tu l’hai letto cantando).

Un inizio affettuoso per parlare degli amici simpatizzanti a 5 stelle: i rivoluzionari pacifici, anzi no, i paciafondai per definizione. Per capirci meglio, quelli che ci narravano: «Conte non vuole che si mandino armi all’Ucraina… perché viva la Pace». Ovvero quelli che non sanno che proprio i due governi Conte sono i governi che hanno finanziato più di qualsiasi precedente altro governo gli investimenti nella Difesa e negli armamenti.

Si narrava un tempo… le 2 “D” (Di Maio & Di Battista n.d.r.) quando giungeranno a Roma, apriranno il Parlamento come una scatoletta di tonno. Perché loro: «Mai con il PD e mai con Bibbiano, mai con Berlusca e mai con la mafia, mai con la Lega e mai con i ladri», … molti non lo sanno perché: «Non cìelo dikono». Poi quelli che dopo un po’ di tempo: «No ma adesso si fa alleanza con tutti da destra a sinistra ma anche se non capite, è una strategia raffinata di Di Maio», … e nuovamente quelli che poi: «Sì ok, Di Maio ha tradito, Di Battista ha fatto bene ad andarsene… Grillo chi? …Casaleggio comunque lo aveva previsto».

Mi fermo per non infierire troppo ma questo rapido excursus, poco gradito ai cinquestellini, mi è servito solo a profilare proprio l’elettore tipo, quello a parer mio idealizzato a suo tempo da Casaleggio.

Il cinquestellino convinto, in effetti, non è una persona brutta ma è molto ingenua, e pertanto crede a tutto quello che gli viene raccontato. Il fatto è che il suo grande entusiasmo da sanculotto 6.0 non gli permette di comprendere che sta vivendo in un matrix di idee, dentro a un movimento che a sua volta si è radicato e trasformato più volte tra mille contraddizioni, alla faccia del suo mentore Grillo e della esoterica piattaforma Rousseau.

Il cinquestellino convinto non è difficile da smascherare, molto più difficile è ragionarci insieme. Per individuarne uno DOCG basta recarsi nelle sue aree di pascolo preferite, ovvero i canali social.

Il cinquestellino convinto scende raramente a manifestare sulla piazza, poiché preferisce fare chiasso attraverso Internet ma sempre e solo sulla base delle direttive che gli vengono ispirate da mamma piattaforma. 

Quindi, come fare a riconoscerlo rapidamente? Innanzitutto lui, pure se i propri beniamini al parlamento hanno stretto negli anni alleanze praticamente con chiunque, da destra a sinistra dalla Lega sino al Partito Democratico, il cinquestellino convinto continua a prendersela ugualmente con tutti. Una protesta sventolata ovunque, esibendo la sua bandiera preferita, ovvero quella della Repubblica Dietrologistica italiana. Il suo mantra è monocorde: in Italia è tutto un Magna Magna, viviamo perennemente da schiavi dei poteri forti, Soros e Bill Gates han sempre voluto ridurre la popolazione del Pianeta (che nel frattempo è aumentata ancora superando quota 8 miliardi). «Gombloddo! Gombloddo! Gombloddo!» (chi si ricorda di Moggi della Juve?).

Il cinquestellino convinto è davvero sicuro che il reddito di cittadinanza abbia sconfitto la povertà e resti fondamentale per il futuro di un Paese ma soprattutto per il futuro proprio. I Navigator, invece, secondo lui non servono a niente, anzi andrebbero aboliti prima possibile, che dopo se no c’è pure il rischio che gli trovino un lavoro ed allora perde il beneficio di lavorare in nero con la doppia retribuzione del RdC. 

Quando al cinquestellino convinto provi a spiegare che alle ultime elezioni il suo movimento è crollato ed ha preso poco più di quattro milioni di voti, a fronte di quasi quattro milioni di italiani coinvolti nel percepimento del reddito di cittadinanza (che coincidenza…), costui, quasi posseduto dal demonio, inizierà a schiumare dalla bocca, aggredendoti verbalmente a pieno fiato, sostenendo convintamente il dogma del: 

«CosanesaiTucheSeiSchiavodellaPropagandadiRegime

E da questo assunto, il civile confronto finirà inesorabilmente come finì il ben noto Titanic contro l’ancor più celebre Iceberg. 

Da qui la mia proposta: suggerirei allo Stato che detiene i proventi dei giochi come Gratta e Vinci, oppure SuperEnalotto, di accorparsi pure la nuova frontiera del gioco (politico) d’azzardo del Movimento 5 Stelle, ovvero il: “VOTA & VINCI… un reddito di cittadinanza”.

Occhio alla frutta però… ultimamente potrebbe risultare indigesta a tanti, in particolar modo se trattasi di Meloni!

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