sabato, Settembre 5, 2026

L’attività di Esproprio della proprietà privata nella realizzazione delle Opere Pubbliche 

Ultimamente avrete notato le nostre città in fermento e in continua trasformazione per i numerosi cantieri in corso, per la realizzazione di opere pubbliche come strade, tram, ponti, ecc. Alcuni sono cantieri avviati da tempo, altri sono più recenti. Questo fatto investe varie città del Veneto, in particolar modo Padova (per le linee del tram) e Vicenza (dove è in corso la costruzione della Linea TAV, “treno alta velocità”). Per poter effettuare tali opere la Pubblica Amministrazione deve spesso procedere con l’esproprio del suolo e degli edifici sovrastanti di appartenenza di privati, società e/o altri enti. 

La procedura di esproprio 

Il processo di espropriazione delle proprietà immobiliari e relative pertinenze, seppur apparentemente lineare, è in realtà alquanto complesso e articolato in alcune fasi. Il tutto fa riferimento al Dpr 8 Giugno 2001 n. 327 e successive modificazioni. 

Nella fase iniziale, in qualità di proprietari di un bene colpito da esproprio, normalmente si è destinatari della notificazione di una comunicazione (a mezzo raccomandata AR) con la quale l’Ente espropriante rende noto al soggetto che, in un tempo stabilito dalla legge e comunque relativamente breve, procederà all’acquisizione dell’area su cui dovrà sorgere il cantiere, indicando le modalità, previo accordo sull’indennità di esproprio (che costituisce uno dei passaggi più importanti della procedura). 

L’Ente pubblico procede alla stima del valore economico dei beni immobili (e pertinenze) da espropriare, e procede a comunicare la relativa offerta di indennizzo al soggetto interessato. L’accordo sulla indennità di esproprio è il risultato del confronto tra le parti sui valori economici da attribuire ai singoli beni e, qualora venga raggiunto, viene formalizzato in una scrittura privata e trasfuso in un atto notarile (preliminare di vendita), ove l’Ente si impegna a corrispondere entro qualche giorno l’80% della somma stabilita. Il rimanente 20% dell’importo verrà successivamente versato dall’Ente alla stipula del rogito definitivo e consegna dell’immobile. 

E se non si trova l’accordo? In questo caso, la normativa vigente regolamenta un procedimento che si suddivide in due fasi: una prima, che vede coinvolti i tecnici delle parti e un perito estimatore nominato dal Tribunale, ed una seconda fase eventuale, nel caso in cui una volta depositata la perizia di stima finale, permanga il disaccordo tra le parti; in tal caso si rende necessario promuovere la specifica procedura di opposizione avanti alla Corte di Appello funzionalmente competente. 

Naturalmente, in tutte le fasi che abbiamo illustrato, è opportuno farsi assistere da legali con esperienza nel settore, e da tecnici (possibilmente iscritti negli appositi elenchi presenti nei Tribunali) che abbiano esperienza nella stima di beni immobili, in particolare nei casi di esproprio. 

Nella maggior parte dei casi, grazie a un costruttivo confronto reso possibile dai buoni uffici dei legali e degli esperti con l’Ente espropriante, è possibile raggiungere un accordo soddisfacente e quindi definire in tempi “relativamente” brevi il procedimento espropriativo. 

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