giovedì, Febbraio 29, 2024

La successione ereditaria “in breve” 

Il nostro codice civile stabilisce le norme in tema di successione ereditaria dall’articolo 456 e seguenti. Come noto, la successione ereditaria si apre al momento del decesso e nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto. A questo punto, in conseguenza dell’esistenza (o meno) di un testamento, vanno applicate le norme della successione testamentaria o della successione legittima.

È importante però sapere che, a prescindere dalla presenza del testamento (l’indicazione degli eredi designati e l’assegnazione dei rispettivi beni), ove sono contenute le ultime volontà del de cuius (soggetto defunto), taluni soggetti, detti legittimari (coniuge, figli e ascendenti), sono tutelati in dipendenza del grado di parentela: a loro spetta una quota dell’eredità, la cosiddetta quota indisponibile.

La Dichiarazione di successione

Anzitutto, va ricordato che entro un anno dal decesso va presentata, tramite Notaio o professionista, la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, per il calcolo dell’imposta di successione su beni immobili e mobili che sono oggetto di eredità del defunto. 

La tassa di successione varia a seconda del grado di parentela con il defunto: mentre i figli, il coniuge e gli ascendenti sono esenti sino all’importo di € 1.000.000,00, gli altri soggetti hanno una tassazione del 10% su quanto ereditato.  

La successione legittima 

In caso di successione legittima (in assenza di testamento) l’eredità si devolve in base alla legge, e le quote destinate a ogni successore legittimo variano a seconda del grado di parentela e del numero degli eredi. Con la successione legittima l’erede che accetta l’eredità con una dichiarazione contenuta in atto pubblico o scrittura privata, oppure tacitamente (tenendo un comportamento che presuppone la volontà di accettare), subentra nella posizione del defunto relativamente al patrimonio mobiliare e immobiliare. 

Va prestata Attenzione nel caso di eredità gravata da debiti, ai quali l’erede accettante risponde coi beni del defunto e col proprio patrimonio personale. Pertanto, prima di accettare l’eredità è bene verificare la consistenza del compendio ereditario, e nei casi dubbi è bene accettare l’eredità con beneficio d’inventario, operazione che va compiuta con l’assistenza di Notaio o cancelliere competente. 

Il chiamato all’eredità ha la possibilità di formalizzare, in ogni caso, la propria rinuncia con una dichiarazione unilaterale ricevuta da Notaio o cancelliere competente entro dieci anni dall’apertura della successione, o entro tre mesi in caso di possesso dei beni e previo inventario. 

La successione per i legittimari

Come già detto, a taluni soggetti legati da un particolare vincolo di parentela con il defunto (coniuge, figli e ascendenti) la legge attribuisce una speciale tutela, onde garantire una determinata quota di eredità (vedi articoli 536 e seguenti del codice civile).

La successione testamentaria

Ferma restando l’intangibilità dei diritti dei legittimari, con la successione testamentaria si dà esecuzione alle volontà del testatore contenute nel testamento, con cui egli dispone dei propri beni a titolo universale o per quota di essi, e con il quale potranno essere nominati eredi anche soggetti (persone fisiche o giuridiche) non vincolati da rapporti di parentela. 

Il testatore può anche assegnare un bene singolo o una quota del complesso, e in questo caso si parla di legato

L’operazione di apertura del testamento, la sua lettura e il deposito presso gli uffici competenti, deve necessariamente essere effettuata da un Notaio.

Tipi di testamento

Il codice civile annovera diverse tipologie di testamento a seconda della modalità di redazione. Si contempla il testamento olografo e il testamento per atto di notaio

I requisiti essenziali del testamento olografo sono l’olografia, ossia la stesura integrale dell’atto a mano del testatore, con data e firma. Se manca la data, il testamento è annullabile; mentre se manca l’olografia e la firma, il testamento è viziato da nullità assoluta, che va fatta valere con una causa in Tribunale. Se il testamento viene considerato nullo subentrano le regole della successione legittima, a favore quindi dei rispettivi eredi designati dal codice civile. 

Il testamento pubblico consiste, invece, in una dichiarazione delle volontà del testatore ricevuta dal Notaio alla presenza di due testimoni. 

Da ultimo, si rammenta che il codice civile prevede una serie di norme volte a tutelare, sia la posizione di chi pretende il riconoscimento della qualità di erede, sia il diritto dell’erede a conseguire i beni spettanti o quota di essi.  

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