sabato, Gennaio 28, 2023

La realtà così com’è

La mostra “Robert Capa. L’Opera 1932-1954” a Palazzo Roverella

Robert Capa. L’Opera 1932-1954 è una mostra che sarà visitabile al Roverella fino al 29 gennaio 2023. La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi propongono un percorso espositivo che si sviluppa attraverso 9 sezioni tematiche, comprendendo anche materiali che documentano la carriera del grande fotografo ungherese. 

Robert Capa è stato un maestro della prima metà del ’900 e con le sue istantanee ha lasciato un inestimabile patrimonio di scatti rubati a protagonisti inconsapevoli, raccontandoci storie senza tempo e senza confini culturali, politici e sociali.

La fotografia, infatti, è uno strumento molto potente per conoscere il mondo e tutt’oggi molti giovani artisti si servono di questa pratica nel proprio lavoro. 

Soprattutto il fotogiornalismo dei grandi fotoreporter, come ad esempio Henri Cartier-Bresson, Werner Bischof e Gerda Taro, attraverso uno sguardo etico oltre che formale, ha il grande merito di aver dato credibilità alla fotografia come linguaggio dell’arte.

Michael Biasi

Ancora una volta Palazzo Roverella di Rovigo si conferma un polo d’attrazione culturale internazionale con un’altra mostra straordinaria: Robert Capa. L’Opera 1932-1954.

Dopo il successo dell’esposizione dedicata a Robert Doisneau, il nuovo appuntamento con la fotografia è con ben 366 scatti di Robert Capa, selezionati dagli archivi dell’agenzia Magnum Photos.

Spagna. Barcellona. Agosto 1936. Membri della milizia repubblicana. © Robert Capa © International Center of Photography / Magnum Photos

L’aspetto interessante di questa mostra curata da Gabriel Bauret non è solo confermare l’abilità di un indiscusso gigante della fotografia del ’900, che ha fatto del reportage fotografico un’arte, ma è anche svelare i lati meno noti di quest’uomo dalla vita intensa e dal carattere passionale, che è stato in grado di affrontare drammatici scenari di guerra armato solo di macchina fotografica.

«Se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino».

R. Capa

Nato a Budapest nel 1913 da famiglia ebrea, Robert Capa (all’anagrafe André Friedmann) viaggerà molto per sfuggire alle persecuzioni antisemite. Alla necessità di spostarsi da un paese all’altro, egli unisce la sua insaziabile fame di realtà e la voglia di vedere con i propri occhi il mondo e l’umanità che soffre, restituendoci, attraverso scatti senza tempo, il suo sguardo personale. 

Nel 1935 incontra Gerda Pohorylle, anche lei fotografa, ebrea e antifascista; ancora sconosciuto a quell’epoca, insieme alla donna, arguta e intraprendente, decide di stravolgere la sua vita, cambiando nome e identità. Lui non sarà più un povero rifugiato ebreo aspirante fotografo, ma diventerà presto Robert Capa, un fotografo professionista americano, famoso e richiestissimo. Al suo fianco ci sarà Gerda Taro, la sua manager. Comincia così una delle storie più romantiche del mondo della fotografia, in cui amore e lavoro si intrecciano indissolubilmente.

Francia. Normandia. Omaha Beach. La prima ondata di truppe americane sbarca all’alba. 6 giugno 1944 © Robert Capa © International Center of Photography / Magnum Photos

Nei reportage vita e morte si mescolano tra loro: possiamo immergerci nelle sue foto e vivere i terribili conflitti del secolo scorso, dalla Guerra Civile Spagnola al Secondo Conflitto Mondiale, dallo sbarco degli alleati in Sicilia al ben più drammatico sbarco, nel giugno del 1944, delle truppe americane in Normandia. Proprio in questa occasione il fotoreporter non esitò a paracadutarsi da un aereo assieme a militari professionisti per immortalare da vicino la storica invasione.

Le ultime fotografie, che gli costarono la vita, furono quelle che scattò durante la prima Guerra in Indocina, quando per riprendere una colonna di soldati posò il piede su una mina, che lo uccise a soli 41 anni.

Visitando questa mostra, nel succedersi delle immagini e delle inevitabili emozioni, possiamo idealmente dialogare con questo straordinario artista che ha raccontato la vita quotidiana di persone comuni cogliendo, con umanità e sensibilità, momenti di gioia e di felicità così come altri di sgomento o di terrore.

La guerra, infatti, si mescola alla vita quotidiana, a quella della povera gente che accoglie incredula i soldati americani, a quella vissuta tra gli stenti dai soldati in trincea, fino a raggiungere la sofferenza di tante vittime e diseredati.

URSS. Russia. Il centro sociale della Fattoria collettiva. © Robert Capa © International Center of Photography/Magnum Photos

Orrore, distruzione, sofferenza, disperazione e morte sono i termini che si identificano con la parola guerra, eppure, le immagini di Capa lasciano aperto l’orizzonte della speranza, offrendo a chi le osserva un punto di vista estremamente umano: veri e unici protagonisti delle sue foto sono infatti donne e uomini che, pur appartenendo a paesi diversi e molto lontani tra loro, invocano con i loro sguardi la parola “pace”.

La storia diventa fotografia, come nel caso di quello scatto che raffigura un contadino siciliano che nell’agosto del ’43 indica a un ufficiale americano la direzione per raggiungere i tedeschi: il vecchio contadino, vestito con abiti tradizionali, parla con il giovane soldato americano che lo ascolta attentamente, in posizione accovacciata, mentre lui gli indica col bastone la strada da intraprendere. Posti in primo piano con dietro un paesaggio tipico della macchia mediterranea, i due uomini sono complici, nonostante le loro differenze di età e di origine.

Italia, vicino a Troina. Agosto, 1943. Un contadino siciliano racconta a un ufficiale americano da che parte sono andati i tedeschi. ©Robert Capa © International Center of Photography / Magnum Photos

John Steinbeck, amico del grande fotografo,disse:

«Robert Capa sapeva cosa cercare e cosa farne, dopo averlo trovato. Sapeva, per esempio, che non si può ritrarre la guerra, perché è soprattutto un’emozione. Ma lui è riuscito a fotografare quell’emozione, conoscendola da vicino».

Francia. Brittany. Pleyben. Luglio 1939. Una folla si è radunata davanti al negozio di biciclette del signor Pierre Cloarec. Il proprietario del negozio sta gareggiando al Tour de France. ©Robert Capa © International Center of Photography / Magnum Photos

Robert Capa. L’Opera 1932-1954

a cura di Gabriel Bauret

fino al 29/01/2023

Palazzo Roverella, Rovigo 

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