Tra i luoghi da visitare quest’estate non può mancare la Peggy Guggenheim Collection, ormai tappa fissa dei nostri appuntamenti con l’arte.
Fino al 16 Settembre 2024 le sale del celebre museo veneziano ospiteranno la mostra Jean Cocteau – La rivincita del giocoliere, dedicata al versatile, brillante e sorprendente artista francese.
Lo sguardo visionario di uno spirito così poliedrico e originale tratteggia le coordinate del suo mondo, favoloso quanto intellegibile.
Jean Cocteau (1889-1963) è un artista “onnivoro”, che ha lavorato come disegnatore, regista, scenografo, muralista, designer di gioielli e di abiti. La mostra in corso, curata dall’esperto Kenneth E. Silver, restituisce al più noto enfant terrible francese l’adeguata attenzione, spesso offuscata proprio dalle critiche nei confronti di questa sua versatilità.

© Philippe Halsman / Magnum Photos
Amico e consulente artistico di Marcel Duchamp, Cocteau conosce anche Peggy Guggenheim e la città di Venezia, come dimostra uno scatto del 1956 che ritrae l’artista sulla terrazza di Palazzo Venier dei Leoni, con addosso gli stravaganti occhiali da sole della collezionista americana.
E proprio la prima galleria diretta da Peggy a Londra nel 1938, la Guggenheim Jeune, aprì i battenti con un gran numero di opere di Cocteau. In quell’occasione vennero esposti alcuni disegni preparatori dell’opera teatrale I cavalieri della tavola rotonda e un disegno realizzato dall’artista francese su un lenzuolo che, come scrisse la stessa Peggy, destò non poco scalpore:
![Jean Cocteau, Il grande dio Pan (Ho amato un sogno?) (Le Grand dieu Pan [Aimai-je un rêve?]), 1958, pastello, inchiostro e guazzo su carta a grana fine, 149,8 x 91 cm. Collezione Nouveau Musée NaKonal de Monaco © Adagp / Comité Cocteau, Paris, by SIAE 2024](https://vpocketmagazine.it/wp-content/uploads/2024/07/10_cocteau-the-great-god-pan-1958-622x1024.jpg)
[Aimai-je un rêve?]), 1958, pastello, inchiostro e guazzo su carta a grana fine,
149,8 x 91 cm. Collezione Nouveau Musée NaKonal de Monaco
© Adagp / Comité Cocteau, Paris, by SIAE 2024

cm. Bruxelles, Collezione Kontaxopoulos Prokopchuk
Photo ©yankont@pt.lu
© Adagp / Comité Cocteau, Paris, by SIAE 2024
«Era un soggetto allegorico dal titolo La paura dona le ali al coraggio e includeva un ritratto dell’attore Jean Marais che, con altre due figure molto decadenti, compariva con i peli del pube scoperti. Cocteau vi aveva attaccato delle foglie, ma il disegno provocò un grande scandalo alla dogana britannica, che lo bloccò a Croydon. Marcel [NdR ~ Duchamp] e io ci precipitammo là. Chiesi perché si opponevano al nudo in arte: mi risposero che non era il nudo, ma i peli del pube che li spaventavano. Promisi di non mostrare questo lenzuolo al pubblico, ma solo privatamente a pochi amici, e così mi permisero di prenderlo. Mi piaceva tanto che alla fine lo comprai»
Peggy Guggenheim
Michael Biasi
Oltre centocinquanta lavori tra disegni, opere grafiche, gioielli, fotografie, filme arazzi compongono la mostraJean Cocteau – La rivincita del giocoliere, arricchita e documentata dalla presenza di libri e riviste d’epoca. Una retrospettiva senza precedenti in Italia, che segna una rivincita per Cocteau, additato nel corso degli anni per i suoi molteplici interessi, equivocati talvolta come sintomi di incostanza e superficialità. Questo suo “saltare di palo in frasca” — “ma sempre sullo stesso albero!” dirà lo stesso artista — dimostra l’immensa creatività di Cocteau che, durante la sua vita tumultuosa, ha collaborato con tanti artisti, attori e stilisti. Tra disegno e parola, il nostro “giocoliere” ha permeato la sua arte di atmosfere mitologiche e circensi, che emergono anche dalla sua scrittura virtuosa, sempre presente nelle sue creazioni.
Il suo rapporto con la pubblicità è uno dei temi principali dell’esposizione perché, pur riferendosi in fin dei conti a una “cultura popolare”, consente a Cocteau di raggiungere un ampio pubblico e soprattutto di sperimentare le sue abilità nel campo della comunicazione e del disegno.
Da non tralasciare sono poi alcune proiezioni dei film più celebri di Cocteau, come La Belle et la Bête e Orphée, che mostrano il suo grande talento nella regia e nella narrazione cinematografica.

Guggenheim, 1956, inchiostro su carta, 22,9 x 15,6 cm. Collezione privata
© Adagp / Comité Cocteau, Paris, by SIAE 2024

trois routes), 1951, olio su tela, 97 x 129 cm. Collezione privata
© Adagp / Comité Cocteau, Paris, by SIAE 2024
L’influenza di Cocteau sull’arte del Novecento è indiscutibile: figura chiave della scena artistica parigina dell’epoca, ha frequentato artisti come Josephine Baker, Coco Chanel, Sergej Djagilev, Edith Piaf, Pablo Picasso e Tristan Tzara.
Eletto nel 1955 Accademico di Francia, come da tradizione doveva essere insignito del titolo con una spada che, in questa circostanza, realizzò Cocteau stesso in collaborazione con Cartier. In mostra è possibile ammirare quest’oggetto prezioso la cui elsa riporta il profilo di Orfeo, l’eroe tragico divenuto vero e proprio alter ego dell’artista.
Cocteau è davvero giunto ai vertici della vita culturale francese ma, nonostante questo, ha sempre avuto una posizione precaria nel contesto avanguardista contemporaneo, forse per i suoi orientamenti sessuali e per la dipendenza dall’oppio, di cui non faceva mistero. Inoltre, pur essendo un uomo dell’establishment francese, era estremamente indipendente e libero, talvolta eversivo e per tale ragione è una figura emblematica delle contraddizioni culturali, sociali e politiche della sua epoca.
Insomma, questa esposizione è un’occasione unica per conoscere Jean Cocteau, uomo e artista, “giocoliere” culturale, in grado di fondere e combinare diverse forme d’arte in modo innovativo e personale.
Jean Cocteau – La rivincita del giocoliere
A cura di Kenneth E. Silver
13 Aprile – 16 Settembre, 2024
Collezione Peggy Guggenheim – Venezia
Marta Previti
