È vero che i fiori comunicano.
I fiori venivano letteralmente usati per trasferire con immensa grazia e dolcezza qualunque genere di messaggio: amore e stima sì, ma anche quelli inattesi, malinconici o di dolore.
Fin dai tempi antichissimi, in base a colori, varietà, tipologia e stagione è stato attribuito un significato preciso a ogni fiore. Oggi, questa splendida capacità comunicativa e silenziosa è andata un po’ perduta. La frenesia e la sempre più scarsa attenzione ai dettagli hanno trasformato questi piccoli miracoli della natura in semplici regali poco impegnativi, in scuse che fingono di essere più sentite quanto più grande è il fascio, in abbellitori che pongono poca attenzione al linguaggio.
Questo non significa che, tolta la funzione comunicativa, i fiori perdano la capacità di migliorare l’ambiente che ci circonda e il nostro umore. Niente affatto! Un fiore, anche uno solo e magari di campo, colto con l’improvvisa naturalezza di un bimbo, ci scalda il cuore e ha la capacità di trasformare le nostre giornate; con commozione se il momento lo richiede.

Possiamo quindi trasformare i fiori in vitali decorazioni per la nostra casa, che illuminano qualunque stanza nella misura in cui sopravvivono al tempo che scorre. Ma se volessimo rendere i fiori parte integrante dell’arredo, preziose presenze che non appassiscono mai e che ci accompagnano nel tempo immutabili e saldi?
Ebbene è possibile. Texture, tessuti, decori, carte da parati e piastrelle vengono in nostro aiuto, e ci mostrano eleganti temi floreali che rendono un pizzico più sofisticati i nostri ambienti preferiti: una compagnia silenziosa che scalda senza invadere.
La soluzione che propongo, per sentirsi letteralmente circondati dalla gradevolezza dei fiori, è quella di usare carte da parati, o trattare le pareti come se lo fossero. Usiamo delle fantasie floreali delicate, tono su tono, maxistampe che fanno quasi perdere la percezione della forma, trasformandosi in arte astratta che diventa un giardino segreto dedicato solo a chi lo può percepire. Per chi invece vuole definire in modo più marcato il suo desiderio botanico, senza rinunciare alla praticità e senza sobbarcarsi l’impegno della manutenzione, ci sono le piastrelle “effetto carta da parati”, che in genere risultano essere più incisive ma sempre molto delicate (almeno quando si usa una palette di toni pastello che poggiano su sfondi monocromatici naturali).

Volendo avere dei piccoli bouquet sparsi per casa, che ben si sposano con un arredo sobrio, e che comunicano vitalità attraverso colori più o meno vivaci, la scelta può passare attraverso cuscini avvolti in tessuti bucolici che possono movimentare un divano monocromo troppo noioso; quadri che ravvivano pareti rendendole protagoniste di una stanza altrimenti anonima; sedute che, pur risultando totalmente fuori dal contesto minimal, diventano il focus di tutto; mise en place che deliziano tavolate eleganti e che risultano essere sobrie e stravaganti allo stesso tempo. Tutti questi oggetti possono proporre rappresentazioni floreali oversize che, attraverso palette di colori moderati e in tono con il resto dell’arredo, risultano essere molto raffinate, oppure particolarmente vivaci ed energiche caratterizzando in modo prepotente l’ambiente, mantenendo comunque l’equilibrio dell’intorno. Non scordiamo mai che i fiori comunicano, e che anche le scelte dei decori floreali dicono qualcosa di noi e qualcosa riguardo i nostri desideri.
Se avete delle cose da dire, ditele con un fiore, perché Henri Matisse diceva che: «Ci sono sempre fiori per chi vuole vederli».

Lui le offrì allora la camelia che portava all’occhiello. Lei la rifiutò: «È un fiore che impegna».
[Gabriel García Márquez, L’amore ai tempi del colera]
Una risposta che suona greve ai nostri tempi, ma Fermina sapeva bene cosa le voleva comunicare Florentino con quel gesto… Vi suggerisco quindi di ricercare per quale motivo quella camelia ha dato vita a uno dei romanzi più belli della storia.
