C’è chi la conosce come volto della tv, chi come voce della musica. Ma Ilaria è anche energia, passione, voglia di mettersi in gioco. Tra palco e vita reale, musica e introspezioni, ha imparato a reinventarsi, a trasmettere forza e indipendenza.
Oggi ci ricorda che i sogni si afferrano senza paura, ma sempre con lucidità.
Ciao Ilaria, grazie per essere qui con noi. Partiamo dalla musica: Sola tu mi vuoi e Niente da perdere, cosa ha acceso questa nuova fiamma artistica? E cosa vuoi trasmettere attraverso le tue parole?
Sai, la musica c’è sempre stata nella mia vita; fin da piccola ho amato cantare e ballare, e anche se ci sono state delle pause non ho mai smesso davvero: la “fiamma” è sempre rimasta viva. Credo sia proprio questa voglia di dare qualcosa di mio alla musica, di metterci la mia passione, che alimenta ogni volta il desiderio di cantare. Non sono una di quelle dalle note altissime, però credo che una delle cose più importanti sia come viene interpretata la canzone.
… Cosa voglio trasmettere? Di farsi rispettare, di non essere manipolati, di non finire nel gregge inseguendo un pensiero di massa. Sognare, fare cose, ma pensare con la propria testa. E studiare, perché questo rende liberi.
Domenica in, il debutto, Non è la Rai, la consacrazione nel mondo televisivo. Oggi cosa porti con te di quei momenti?
Quel periodo è stata un’esperienza unica! Perché oltre al divertimento, oltre a rendermi popolare, mi ha fatto da scuola. Una scuola musicale, una scuola di teatro e dizione; mi ha insegnato a stare in scena senza perdere la mia personalità. È stato bello; istruttivo ma anche un po’ “Paese dei balocchi” [NdR ~ sorride].

Com’è cambiata la televisione da allora a oggi?
Secondo me c’era molta più spontaneità. Adesso pesa molto la forte interazione che c’è tra digitale e analogico. Io ho iniziato in un mondo “cartaceo”, mi chiedo se all’epoca avessi avuto tutti questi social come sarei stata. Penso di essere un po’ boomer, però per forza di cose si deve evolvere. La parte difficile è farlo nel modo giusto: anche questo processo va in un certo senso studiato, ragionato, perché sembra tutto a portata di mano, semplice e facile, ma per usare bene i nuovi strumenti bisogna metterci la testa.
Per un periodo sei stata lontana dagli schermi; hai ricostruito la tua vita attingendo dalla bellezza che avevi intorno. Cosa hai scoperto di te in quella fase?
Innanzitutto mi sono ricordata di me, o meglio, della me al di fuori degli “schermi”. Io amo molto lo spettacolo, amo essere in scena, amo fare tante cose. Però esiste anche la “vita reale”, no? Fare la mamma, fare la casalinga, trovare nuove strade per lavorare, come fare la badante — eh sì ho fatto anche quello, e ne sono felice perché ho stretto un legame incredibile con Ausilia.
… Insomma, è stato bello. È stato un arricchimento che mi ha dimostrato di essere una donna forte, una che si sa reinventare, che non si vergogna di niente. Sono felice di essere così come sono.
Prima o poi arrivano momenti più difficili. Cosa ti spinge a reagire?
Credo che reagire sia un istinto naturale essendo madre. È un senso di protezione verso ciò a cui si tiene di più. Reinventarsi senza vergogna e senza abbassare la testa, anzi, io l’ho alzata tantissimo. Mi è sempre venuto spontaneo, soprattutto in questi ultimi anni in cui ho dovuto rimboccarmi le maniche e affrontare la vita per quella che è, senza scuse.

A un certo punto c’è stata una sorta di richiamo: penso al tuo ritorno in tv con il Grande Fratello: cosa ha significato per te?
In realtà non ho mai mollato. Nel senso che comunque ho sempre fatto provini, ho sempre avuto un agente, solo che a volte era un po’ più difficile entrare. Ho aspettato, e alla fine ce l’ho fatta. La mia esperienza nella Casa è stata come un viaggio di introspezione e di grandi silenzi; quindi per gran parte del tempo ho scelto di osservare più che parlare, proteggermi dietro un muro di riservatezza rispettando quella che sono io. E quando pensavo di essermi persa nell’ombra, è arrivato quel momento di rottura, una discussione intensa con un’altra concorrente che ha acceso in me emozioni profonde. Però, quel confronto difficile, mi ha fatto capire quanto sia importante trovare la propria voce anche quando sembra più semplice restare in silenzio. Il Gf mi ha insegnato a guardarmi dentro, a riconoscere la forza che nasce nell’essere autentici, anche nelle situazioni più complesse.
Mi dicevi che il Gf è arrivato dopo vari provini: quali sono state le prime emozioni varcata quella soglia? E poi cosa è cambiato?
Le prime emozioni? Beh, non ci ho capito niente [NdR ~ ride]. Per me è stata una cosa totalmente nuova, sono entrata senza aspettative. Mi son detta “boh, cosa succederà?”. Poi quando si è aperta la porta rossa ho avuto sensazioni forti e contrastanti. Lì dentro ho passato cinque mesi e mezzo che sembravano dieci. È un’esperienza sociale particolare, si vive insieme tra estranei e ci si scopre un pezzo alla volta. Non è semplice. Bisogna essere forti psicologicamente e soprattutto è difficile rimanere se stessi. Quello che posso dirti è che mi ha dato un’altra luce, mi ha dato un’altra versione di me, una giovanile. Perché è vero che ho tantissimi fan, ma vengono da trent’anni fa. Il mostrare una versione nuova di me agli adolescenti, la generazione di oggi, ecco, è stata un’esperienza molto piacevole.

Passiamo alla famiglia. Sei mamma di Rocco e Riccardo, e compagna di Daniele da 14 anni. Come è cambiato il tuo sguardo sul mondo mentre lo riscoprivi con loro?
Io sono una mamma molto aperta e vedo il rapporto con loro come un continuo scambio: io mi adatto al loro mondo, e chiedo a loro di adattarsi al mio. Dico sempre che si viaggia insieme, ognuno con la propria personalità, cercando quell’equilibrio che ci permette di rimanere uniti. Non sappiamo cosa accadrà domani, non si può programmare tutto. Scopriamo giorno per giorno tutto ciò che accade e andiamo avanti uno a fianco all’altro.
Hai mai fatto qualcosa che sembrava andare contro tutto, ma che dentro di te sentivi fosse la scelta migliore da fare?
Io ho sempre fatto tutto quello che pensavo fosse giusto. Non ho mai ascoltato nessuno, ho sempre fatto ogni scelta di testa mia. I miei genitori spesso mi hanno detto di non fare questo e quell’altro, ma io sono sempre andata contro, perché sono una che quando vuole una cosa la ottiene, a volte anche sbagliando. Ma sapendo di sbagliare con la propria testa. Sinceramente non ho rimpianti, perché questa libertà di pensiero in qualche modo mi ha aiutato a raggiungere il successo personale.
Quindi libertà di fare, ma sempre con la testa. Non è sempre facile…
In questo periodo non è facile neanche capire quello che si vuole fare, proprio perché con il dover condividere tutto con tutti, il dover dire “quello che faccio, quello che sono”, porta anche ad allontanarsi da ciò che si vuole davvero. Penso agli influencer, soprattutto alle ragazze. Cioè, nell’adolescenza e nella giovinezza in generale si vuole imitare i propri idoli. E per carità, anch’io ho avuto i miei idoli, però forse adesso è tutto più intenso, proprio per la condivisione. Tante ragazze entrano nel loop “voglio essere magra come lei”, oppure “guarda che belle labbra, le voglio così anche io”. E poi finiscono per essere ciò che non sono: ma chi sarebbero se fossero libere dai social? Bisogna fare molta attenzione e rimanere sempre lucidi, perché poi è così che si può capire cosa ci si trova davanti.
Ciascuno di noi ha un “rifugio”: un posto fisico, un ricordo, un pensiero o una passione in cui ci si sente liberi e protetti, qualunque cosa accada. Qual è il tuo? E cosa lo rende così speciale per te?
Mi sento protetta a casa, perché è il mio nido. Lo è stato fin da piccola e lo è tuttora. Potrei andare ovunque, però non mi sento mai al cento per cento me stessa se non sono a casa. Anche quando ero al Gf infatti non lo ero. Qualunque cosa faccia e per quanto ami farla, dopo un po’ ho bisogno di far ritorno. Che poi vale lo stesso anche se dovessi starci sola: a casa mi sento pienamente me stessa, perché ho tutto; ho i miei libri, le mie foto, anche i ricordi di quando ero piccola.
Eh sì, sono una donna molto malinconica… vado a rivedermi, a cercare cose del mio passato. … E poi a casa, quando sono sola, amo anche immaginare il futuro, sognare a occhi aperti ciò che verrà.

Parlando di futuro, quale sarà il prossimo passo?
Sono nata sul palco e amo lo spettacolo. Quindi spero di poter fare altri provini, di fare altra tv, con altre persone magari inerenti al mio modo di essere. Io ci provo sempre, e se non dovesse andare, insomma, mi reinventerò ogni volta che serve. È che quando ti rendi conto di essere una madre, non sei più la te che conoscevi. Hai delle priorità e le priorità sono loro con te a fianco: devi fare ciò che serve per dargli supporto.
È importante che loro vedano nella madre una figura solida su cui poter contare. Un esempio che gli mostri che le donne sono forti, sanno reinventarsi e possono affrontare tutto. Ci vuole grande rispetto per le donne.
Parlando di donne, vorrei concludere con una riflessione. Pensa alle ragazze che oggi sognano il mondo dello spettacolo, pensa alla “te” di Non è la Rai: quale consiglio daresti?
È un consiglio che do sempre a tutti i giovani, ragazze e ragazzi indistintamente.
Buttatevi, fate, realizzate, perché i sogni vanno seguiti sempre. Ma dovete studiare, perché lo studio più che rendervi intelligenti vi rende liberi. Liberi di non essere manipolati, liberi di essere voi stessi. Volete fare le modelle? Volete fare i calciatori? Volete essere musicisti o attori? Buttatevi, è giusto, ma allo stesso tempo studiate, cercate la sicurezza in voi stessi e non finite nel gregge solo perché vedete che tutti prendono quella certa direzione. Andate per la vostra strada, quella è la cosa più importante.
E, in particolare alle ragazze di oggi che sognano il mondo dello spettacolo vorrei dire: ragazze, noi siamo uniche. A 15, 20, 30, 40, cinquant’anni, il mondo cambia ma voi siete e resterete comunque voi. Crescerete, evolverete, ma ciascuna resterà nella sua persona, nella sua “bellezza” che continua ad avanzare.
