lunedì, Settembre 14, 2026

Il tempo sospeso di Sant’Agnese

La mostra alla Fondazione Peruzzo

Nel cuore di Padova, all’interno dell’ex chiesa di Sant’Agnese — uno degli edifici più antichi della città, recentemente restituito alla fruizione contemporanea — la Fondazione Alberto Peruzzo presenta Qui e Ora. Due collezioni nello spirito del tempo, una mostra che invita a rallentare, osservare e abitare il presente. In uno spazio carico di memoria, l’arte contemporanea diventa strumento per interrogare il tempo, la materia e la dimensione del sacro, non più inteso in senso confessionale ma come esperienza profonda e condivisa.

La mostra nasce dall’incontro tra due importanti raccolte private: la Collezione della Fondazione Alberto Peruzzo e la Collezione AGI Verona di Anna e Giorgio Fasol. Due visioni diverse ma complementari, che qui si intrecciano senza gerarchie, dando vita a un percorso aperto, fatto di rimandi, contrasti e affinità. Il titolo, Qui e ora, non suggerisce una semplice collocazione temporale, ma una postura mentale: un invito a vivere l’esperienza estetica come presenza piena, come attenzione consapevole al momento.

L’allestimento sfrutta con grande sensibilità le caratteristiche architettoniche dell’ex chiesa. La navata principale, ampia e solenne, accoglie opere imponenti e simbolicamente cariche, che dialogano con la verticalità dello spazio e con la luce naturale. Non c’è mai un senso di sovraccarico, le opere sembrano respirare, occupare lo spazio con misura, instaurando un rapporto diretto e fisico con il visitatore. Il percorso non è pensato come una sequenza lineare, ma come un attraversamento, dove lo sguardo è libero di soffermarsi, tornare indietro, perdersi nei dettagli.

Man mano che ci si addentra negli ambienti laterali e negli spazi più raccolti, il ritmo cambia. L’esperienza diventa più intima, quasi meditativa. La luce — naturale e artificiale — gioca un ruolo fondamentale nel valorizzare superfici, materiali e volumi, isolando alcune opere come presenze silenziose, simili a reliquie contemporanee. L’ex sacrestia e gli ambienti secondari offrono momenti di pausa e concentrazione, rafforzando l’idea di una mostra che non chiede di essere “consumata”, ma vissuta con lentezza.

In questo contesto si inseriscono alcune opere chiave che incarnano in modo emblematico lo spirito della mostra. Le opere di Jannis Kounellis portano nello spazio una tensione profonda tra materia e assenza. I materiali industriali, scuri e pesanti, tipici del suo linguaggio, si caricano di una forza quasi rituale. In dialogo con l’architettura sacra, i lavori di Kounellis sembrano evocare una spiritualità primaria, fatta di silenzio, gravità e attesa. Non c’è narrazione, non c’è immagine: solo la presenza della materia, che diventa segno e meditazione sul tempo.

Di natura completamente diversa, ma altrettanto intensa, è la presenza di Arcangelo Sassolino, con la sua scultura meccanica basata su una ruota sottoposta a tensioni estreme. Qui il tempo non è contemplazione, ma forza attiva, pressione continua. L’opera vive in uno stato di equilibrio precario, suggerendo l’idea di un possibile collasso imminente. Sassolino trasforma la scultura in un organismo vivo, che sfida la resistenza dei materiali e rende visibile l’energia invisibile che li attraversa. Il risultato è una metafora potente della condizione umana e dell’instabilità che caratterizza il nostro presente.

A chiudere idealmente il percorso è Wishing arena di Nari Ward, una delle opere più evocative della mostra. Composta da elementi architettonici semplici, oggetti recuperati e candele votive, l’installazione richiama la forma di un altare laico, uno spazio di raccolta e desiderio. Ward attinge a rituali collettivi e pratiche popolari per costruire un luogo simbolico in cui speranza, memoria e partecipazione si intrecciano. Inserita in un contesto carico di storia come Sant’Agnese, Wishing arena assume una forza particolare, trasformando il gesto artistico in un atto di condivisione e riflessione.

Nel suo insieme, Qui e Ora si configura come un’esperienza immersiva, capace di tenere insieme fisicità e pensiero, emozione e rigore. Il dialogo tra le due collezioni non cerca una sintesi forzata, ma mette in scena una pluralità di visioni che trovano nello spazio espositivo un terreno comune. In questo equilibrio tra passato e presente, tra sacro e quotidiano, la mostra invita il visitatore a fermarsi e a riscoprire il valore dell’attenzione, ricordando che l’unico tempo davvero abitabile è quello che stiamo vivendo: qui e ora.

Qui e Ora. Due collezioni nello spirito del tempo
4 Dicembre 2025 – 12 Aprile 2026
Padova, Fondazione Peruzzo
Da mercoledì a domenica, ore 11:00 – 19:00
Ingresso gratuito

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