giovedì, Febbraio 29, 2024

Il successo è nelle Parole che usi

Perché alcune persone hanno successo e altre no?

Perché alcune riescono in tutto, e altre non raggiungono i loro obiettivi? 

La domanda è antica ma tuttora carica di mistero. Non esiste una risposta certa perché la vita stessa è un mistero, e gli esseri umani straordinarie comparse.

Inoltre, le variabili sono troppe, non quantificabili e non riproducibili.

Pensate: entrano in gioco talenti, occasioni, fortuna, contesto economico-sociale, educazione, mentalità, determinazione, costanza, coraggio, propensione al rischio, sete di vittoria, pianificazione… difficile che tutti dispongano di queste condizioni favorevoli. E, ammesso che le abbiano, quale peso specifico dovremmo attribuire a ognuna?

Non mi voglio dilungare su ciò che non sappiamo, oggi voglio parlarvi di un elemento che non viene messo nella cassetta degli attrezzi delle persone che ambiscono al successo. Non perché non sia importante, anzi, semplicemente perché non ne riconoscono il valore. 

Mi riferisco alla parola.

Sì la parola. Quell’elemento che utilizziamo per comunicare, scrivere, immaginare, sognare, pianificare. Il motivo? Perché la parola è l’architrave delle idee. 

Pensateci. Se volete definire un obiettivo, un piano d’investimento, un piano strategico, dovete usare le parole. Se volete fare una dichiarazione d’amore, chiedere un’informazione, scrivere, parlare, sognare a occhi aperti… non usate le parole? Potreste aver successo senza la parola?

Inoltre, le parole che usiamo manifestano la qualità del nostro pensare e del nostro agire. Più usiamo parole ricche, evocanti, signorili, più il nostro pensare si conforma e il nostro agire si adegua. 

Un esempio? Se rispondiamo con signorilità a una provocazione, la provocazione ritorna a chi l’ha fatta. E se poi l’accompagniamo con un sorriso sincero, vinciamo senza nemmeno combattere.

La morale? Il successo, come il fallimento, si fondano sulle parole.

Quindi alleniamoci a pensare parole che ci arricchiscono e rifiutiamo parole che ci impoveriscono. Personalmente bandisco tutte le parole di paura, dubbio, indecisione e mi nutro di parole che evocano forza, fiducia, coraggio.

Poiché la parola che usiamo è il seme da cui tutto nasce, è opportuno guardarla da vicino per scoprirne il vero potenziale.  

Ma quando nasce la parola, dove e perché?

La sua genesi è uno dei grandi misteri della vita. Le ipotesi si perdono nella notte dei tempi. Riusciamo solo a immaginare che due esseri umani, stufi di interagire a gesti, abbiano costituito un codice, comunemente condiviso, di segni e di suoni.

All’inizio un codice semplice e immediato, poi sempre più ricco e articolato. 

Gli esseri umani di ogni epoca storica ne beneficiano in modo passivo, e non comprendono la straordinaria ricchezza che si cela dietro lo sviluppo di ogni fonema. Se volete aprire una piccola finestra sul passato, vi invito a comprare un dizionario etimologico. Scoprirete che ogni termine ha una precisa storia e una necessaria evoluzione.

Inoltre, il parlare è talmente scontato che lo svalutiamo o ne abusiamo: il triste destino di tutto ciò che si usa o si consuma senza pagare il prezzo. Senza contare i social media che tendono a distruggere la sacralità della parola.

Ma, torniamo al successo.

Cosa determina il successo di un leader? Di un condottiero? Di una poesia? Di un monologo teatrale? Di una dichiarazione d’Amore? Di un’arringa? … Se non la parola?

In particolare: la qualità, l’amore, l’attenzione per la parola.

Cioè la scelta delle parole, di quelle parole che toccano il cuore. Di quelle che convincono. Quelle che suscitano emozioni e non lasciano indifferenti. Quelle che fanno venire i brividi per intensità e potenza.

Già, a proposito di potenza. I centurioni romani chiesero: «Chi è Gesù?». Il Messia rispose: «Sono io». Immediatamente, i centurioni caddero a terra. Quanta potenza ci sarà stata in quelle due parole. E questo ci fa pensare anche al modo in cui parliamo. Avrete fatto caso alla differenza che intercorre tra un dettocon titubanza e un detto con determinazione.

Quindi, la parola:

  • è potenza.
  • L’atto con cui crei la tua vita.

Forse dimentichiamo che siamo fatti a immagine e somiglianza dell’Onnipotente, e Lui ha creato il Cosmo con la Sua Parola.

Vi ricordate «Vi sia luce. E luce fu». Anche noi, nel nostro piccolo, creiamo o distruggiamo, con le nostre parole. 

Il nostro presente è determinato dalle parole che abbiamo usato nel nostro passato. Il nostro futuro sarà lo specchio di ciò che oggi affermiamo.

Possediamo uno straordinario potere. Ne siamo consapevoli?

Ma la parola è come la semente, come l’acqua, come il sole: dove tocca arricchisce, dove tocca bagna, dove tocca riscalda. La parola lascia sempre traccia in noi. Ma lascia traccia anche in coloro che l’ascoltano.

Pensate al peso e alla potenza delle parole di un genitore, un insegnante, un amico, un collega, un superiore. Il nostro dire condiziona coloro che ci stanno accanto. Nel bene e nel male.

Dovremmo ricordarci che: come non esiste una seconda possibilità per la prima impressione, così la parola quando è lanciata non la si può ritrarre.

Più il nostro dire è attento alla parola, più il nostro prossimo sarà attento a noi.

È inevitabile. Non si può resistere all’amore di una parola scelta con cura.

Avremo successo, perché ci appoggeremo su parole di successo. 

Il tuo successo o il tuo fallimento dipendono dalle parole che usi.

Primo, perché le credi.

E poiché le credi, le vivrai.

Allora sceglile con cura, amale, onorale.

Il primo beneficiario sarai tu.

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