giovedì, Febbraio 29, 2024

Il segreto dell’oro

Perché parlare di oro in una rubrica dedicata alla Leadership?

Perché l’oro è il Leader del sistema monetario da 5000 anni e lo sarà fino a quando gli esseri umani avranno bisogno di denaro.

Ma andiamo con ordine: cos’è l’oro?

Fin dall’antichità è stato il simbolo della ricchezza. Desiderato da uomini, donne, regnanti, nobili, poveri, avventurieri, soldati, ladri, alchimisti… 

Per quali motivi?

  • Primo: è indistruttibile ed inattaccabile da qualsiasi agente esterno.
  • Secondo: l’oro affascina perché evoca un misterioso richiamo ancestrale che trascende la logica ma tocca le emozioni. 
  • Terzo: è il denaro di Dio, citato per otto volte nel solo Libro della Genesi, Antico Testamento.
  • Quarto: la sua origine è misteriosa, forse nasce dal collasso di una Supernova.
  • Quinto: è raro, non riproducibile.
  • Sesto: privo di rischio di controparte.
  • Settimo: protegge dalla perdita del potere d’acquisto delle valute.   
  • Ottavo: è il prestatore di ultima istanza, l’ancora di salvezza quando tutto il resto crolla.  

Inoltre, la Banca dei Regolamenti Internazionali, nel 2021, lo ha portato a livello Tier 1, al pari del contante o dei Titolo di Stato americani.

Quindi l’oro è paragonato alle più liquide forme di denaro.

Ma partiamo dall’inizio.

Stando ad Erodoto (484 a.C. – 425 a.C., storico greco) le prime monete d’oro apparvero in Lidia — parte occidentale dell’attuale Turchia — verso il 640 a.C. 

Da lì si diffusero prima verso Sparta e Atene, in seguito nel mondo intero.

Per millenni, la quantità di denaro circolante in uno Stato, e quindi di monete, è sempre dipesa dalla quantità di oro da esso posseduta. 

Sì certo, quando le tasse non bastavano a sovvenzionare guerre e sviluppo, i regnanti annacquavano le monete con altri metalli, quindi i cittadini se ne accorgevano, i prezzi aumentavano, scoppiava l’inflazione, il valore di quella moneta si annullava e si ripartiva con una nuova emissione. Ma, nonostante le imperfezioni, tutto sommato il sistema reggeva ed era universalmente accettato.

Poi, il 15 agosto del 1971, tutto cambia. Il presidente americano Richard Nixon decreta la fine del Gold Standard. 

Da quel momento, l’oro posseduto da uno Stato non è più il parametro di riferimento per la creazione di denaro, e quindi gli Stati iniziano a stampare liberamente moneta, dando inizio all’azzardo economico più sfacciato che la Storia finanziaria ricordi: creare denaro dal nulla, sostenuto dal nulla!

Inciso: è bene ricordare che le Banche Centrali di tutto il mondo, organismi privati, stampano moneta con un clic del computer e pretendono un interesse. Si capiscono meglio le parole di Henry Ford: «Meno male che la popolazione non capisce come funziona il nostro sistema monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione».

Ma qual è stata la conseguenza della fine del Gold Standard? L’inflazione diventa ancora più sistemica e la perdita del potere d’acquisto di tutte le valute accelera. 

Nel 1927, con 285 dollari si comprava una macchina, nel 2021 un monopattino.

Ora, per chiarire il significato del titolo di questo articolo, Il segreto dell’oro, cito un episodio di circa cinquant’anni fa, sconosciuto ai più. 

Siamo a Wall Street nel 1975, e Paul Volcker, Presidente della Banca Centrale americana, incontra un gruppo di stagisti.

A un certo punto del suo discorso, fa una cosa del tutto inaspettata. Prende una banconota da 1 dollaro, l’arrotola, e con il suo accendino l’incendia. Poi, con il dollaro in fiamme accende il suo mitico sigaro e dice:  

«Solo l’oro è denaro, tutto il resto è debito».

Gli stagisti sono sbalorditi; non tanto per la scena, quanto per l’importanza di ciò che hanno appena sentito. Ma nessuno gli crede.  

Gli unici che continuano a capire l’importanza dell’oro sono le Banche Centrali di tutto il mondo, perché sanno che: “Chi possiede l’oro detta le regole”.

Nel 2023 ne hanno fatto incetta. Ma solo le Banche Centrali possono acquistare oro fisico? Assolutamente no, anche i privati lo possono acquistare. E perché bisognerebbe possedere oro fisico?

Con il suo possesso, ogni individuo crea e gestisce la propria vera ricchezza: il potere d’acquisto.

In vent’anni l’oro è passato da 10.000 euro al kg a 60.000 euro al kg. 

Ma attenzione, non è l’oro ad aver aumentato la sua quotazione, è l’Euro che si è svalutato.

Ma se l’Euro, il Dollaro, lo Yen, la Sterlina… perdono progressivamente potere d’acquisto attraverso la più subdola ed invisibile tassa — l’inflazione — noi allora che cosa abbiamo nel portafoglio? Cosa sono quei pezzi di carta dotati di un numero di serie? Sono denaro?

Diciamo così: prima del 1971 erano note di “credito”, ora sono note di “debito”.

Tutti lo sanno: il Re è nudo. 

E lo siamo anche noi, obbligati ad affrontare nell’immediato il più impressionante attacco ai nostri risparmi, alle libertà umane e ai diritti costituzionali: 

  • deficit nazionali, quadrilioni di derivati, sistemi pensionistici irrealistici, super inflazione, guerre economiche tra blocchi geopolitici contrapposti, salvataggi bancari bail in; 
  • il piano del World Economic Forum — Agenda 2030 — che ci vorrebbe tutti “poveri ma felici”;
  • una società priva di contante, sostituita da una CBDC (Central Bank Digital Currency), dove ogni nostro acquisto verrebbe monitorato, controllato e eventualmente impedito, se il titolare del conto non soddisfacesse determinati parametri stabiliti da un algoritmo.

Per questi e per altri motivi, è molto probabile che nel prossimo futuro avremo bisogno di “vero” denaro, perché quello di carta, quello deposito in una banca, in qualche titolo azionario o in un portafoglio elettronico stile Matrix, potrebbe subire un traballante destino.

Quindi, se per questo Natale siete a corto di idee, considerate l’idea di mettere sotto l’albero un bel lingotto d’oro, stile Goldfinger

Pesa parecchio (12,5 kg.) ma costa solo 760.000 euro!

Sarà un Natale indimenticabile. 

Disclaimer.

Il presente articolo non è una sollecitazione all’investimento in oro, ma solo uno spunto di riflessione. Per maggiori dettagli, parlatene con il vostro consulente finanziario o con i rivenditori autorizzati dalla Banca d’Italia.

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