La storia del Chianti Classico è connessa al territorio di produzione sin da tempi remoti, dagli Etruschi fino ai Romani. Il primo documento in cui appare il nome Chianti, oggi Chianti Classico, risale al 1404, in una lettera dove Ser Lapo Mazzei, notaio fiorentino, poeta e viticoltore, in uno scambio epistolare con Francesco Datini, citava il Chianti come un vino pregiato.
Passo importante che ha posto la base per la creazione dei confini dell’attuale territorio del Chianti Classico, fu l’istituzione dei confini di produzione del vino nel 1716, da parte del Granduca di Toscana Cosimo III.
In questo territorio, nel 1924, nasce il primo consorzio di produttori vitivinicoli in Italia: il Consorzio Vino Chianti Classico, con il simbolo del Gallo Nero su sfondo oro, emblema della Lega del Chianti, un’istituzione politico-militare creata dalla Repubblica di Firenze.
Leggenda narra che al tempo delle lotte medievali tra Siena e Firenze, per non continuare con battaglie sanguinose, decisero di trovare un metodo alternativo per delimitare il confine: il limite sarebbe stato fissato nel punto dove due cavalieri si sarebbero incontrati, partendo ognuno dalla propria città al canto del gallo. I senesi riempirono di cibo il loro gallo bianco, che dormì molto più a lungo rispetto al gallo nero fiorentino che venne invece lasciato senza cibo.
Per una migliore identificazione del territorio sono state individuate 11 aree all’interno della zona di produzione: le Unità Geografiche Aggiuntive, abbreviate con UGA.
Vitigno: minimo 80% Sangiovese e 20% di altri vitigni a bacca rossa
Colore: dal rosso rubino brillante al rosso granato
Sapore: fresco, sapido e tannico che si ammorbidisce con il tempo
Volume alcolico: minimo 12%
Il Chianti Classico può essere prodotto con minimo 80% di uve Sangiovese e un 20% di altri vitigni a bacca rossa.
Si trova nella versione Annata, che invecchia almeno 12 mesi, nella versione Riserva che invecchia almeno 24 mesi, di cui in bottiglia per almeno 3 mesi, e nella versione Gran Selezione che invecchia almeno 30 mesi, di cui in bottiglia per almeno 3 mesi.
In base all’invecchiamento del vino lo possiamo abbinare a portate diverse. Per questo motivo un Chianti più giovane e fresco si abbina al meglio con un antipasto a base di salumi toscani come la finocchiona; un Chianti Riserva, più strutturato e complesso, può accompagnare un pecorino toscano o la tradizionale bistecca alla fiorentina; un Chianti Gran Selezione, si abbina a carni rosse pregiate come il cervo o a piatti a base di tartufo.
La temperatura di servizio può variare tra 16° e 18° C, il calice più indicato è un calice da vino rosso di media ampiezza.
Cantine
Banfi
Fondata nel 1978 da due fratelli, la cantina è un connubio tra passione e innovazione tecnologica. Una realtà che si sviluppa in Piemonte e in Toscana tra le zone Montalcino, Maremma, Bolgheri e Chianti Classico. Concentrata sullo studio di selezione clonale del sangiovese, sul legname e sulla realizzazione di un’area di vinificazione Horizon. Ha creato la Fondazione Banfi per promuovere e diffondere la filosofia e la cultura legata al mondo del vino.




Casa al Vento
La cantina si trova a pochi chilometri dal comune di Gaiole in Chianti, all’interno di un piccolo borgo. Offre un’esperienza a 360 gradi nel cuore del Chianti Classico: tra camere immerse nella vigna a degustazioni di vino e olio, a percorsi di benessere legati alla vinoterapia. In linea con il rispetto per l’ambiente circostante, la cantina ha portato avanti la scelta del biologico: Aria e Foho sono due dei loro vini di punta.


Lamole di Lamole
La tenuta si trova nel comune di Greve in Chianti, uno dei borghi più antichi della denominazione. La tenuta conta 288 ettari di cui 37 nell’areale di Lamole, si concentra anche su vinificazione di singole parcelle. I vigneti sono situati in uno dei punti più alti della denominazione, tra i 350 ed i 655 metri sul livello del mare, condizione che per escursione termica, illuminazione e ventilazione consente di raggiungere un’ottimale maturazione dei grappoli.


