giovedì, Dicembre 7, 2023

Icônes

La mostra della Pinault Collection a Punta della Dogana

Come molti di voi lettori sapranno, François Pinault è conosciuto per essere tra i più importanti collezionisti d’arte al mondo. Nei primi anni Duemila il famoso collezionista francese acquistò Palazzo Grassi e Punta della Dogana a Venezia e, grazie ai lavori di restauro affidati all’architetto giapponese Tadao Ando, ha reso questi spazi prestigiosi luoghi espositivi. Le due sedi lagunari sono oggi della Pinault Collection, la straordinaria collezione di arte contemporanea che con le sue circa diecimila opere attira ogni anno migliaia di visitatori. Molti filantropi e amanti dell’arte hanno scelto Venezia per condividere la loro passione per la bellezza e la cultura, esponendo lavori di artisti altrimenti inaccessibili al grande pubblico.

Fino al 26 Novembre Punta della Dogana ospita Icônes, una mostra unica non solo per il tema attorno al quale ruota il progetto espositivo, ma anche per la qualità delle opere e dei nomi degli artisti radunati in questo percorso curato da Emma Lavigne, direttrice della Pinault Collection, e Bruno Racine, direttore di Palazzo Grassi e Punta della Dogana.

Cosa intendiamo oggi con la parola icona? È un termine che inevitabilmente ci rimanda alla pittura religiosa e al mondo orientale ma che, al contempo, indica un modello, una figura-simbolo. 

La mostra Icônes ci offre la possibilità di leggere, sotto una chiave di lettura nuova, capolavori del nostro secolo in una commistione di linguaggi tra figurazione e astrazione.

Michael Biasi

Lygia Pape, Ttéia 1, C, 2003-2017, Pinault Collection, © Projeto Lygia Pape Courtesy Projeto Lygia Pape. Installation view, Icônes, 2023, Punta della Dogana, Venezia. Ph. Marco Cappelletti e Filippo Rossi © Palazzo Grassi, Pinault Collection

C’è ancora un po’ di tempo per visitare Icônes a Punta della Dogana, la mostra che attraverso oltre 80 opere ci invita alla contemplazione, guidandoci in una dimensione “altra”. Gli onori di casa li fa Lucio Fontana che — bisogna proprio dirlo — è a sua volta un’icona dell’arte del XX secolo. Il suo Concetto spaziale (1958) illumina la grande sala dalla quale inizia il percorso espositivo; è sempre qui che troviamo l’opera dell’artista brasiliana Lygia Pape che emoziona per la sua semplicità e per il suo impatto visivo. I fili d’oro che trafiggono il buio dello spazio con rigore creano dei raggi luminosi che ammaliano il visitatore. Quest’artista, che lavora con diversi mezzi (dal disegno all’installazione, dalla performance alla poesia), ha intitolato la sua opera Ttéia 1, C creando un gioco di parole tra teia (in portoghese significa “rete”) e teteia (che invece significa “grazia”): e in effetti, questa ragnatela metallica che sale verso il soffitto è pura raffinatezza. 

I nomi altisonanti degli artisti presenti in queste sale non deludono l’aspettativa di chi entra a Punta della Dogana. C’è Philippe Parreno con un film dedicato al grande maestro Francisco Goya; c’è Joseph Kosuth, esponente per eccellenza dell’Arte Concettuale; c’è l’artista statunitense Agnes Martin e il nostro Maurizio Cattelan. Insomma, una mostra di icone, potremmo dire! Ma l’intera esposizione, in realtà, ci chiede un atto di contemplazione così come spiega Bruno Racine:

«Che le opere siano luminose o cupe, silenziose o sonore, teatrali o austere, l’esposizione invita il visitatore a fermarsi davanti ad ognuna di esse, a osservarle andando al di là della loro materialità». 

Lo spazio è pensato come una lunga serie di “cappelle” nelle quali vivere esperienze quasi “trascendentali”, come ad esempio avviene nella porzione di spazio ottagonale dedicato a Roman Opałka. Qui si trovano sette opere della serie OPALKA 1965 / 1 – ∞, grazie alle quali riusciamo a comprendere fino in fondo il colossale progetto dell’artista di dipingere il tempo con passione, ossessione e continua riflessione. Nello “spazio-tempo di un’esistenza” l’artista polacco riporta con costante ed estrema dedizione una serie di numeri e allo stesso tempo ne scandisce il suono mettendoci di fronte alla dura realtà dello scorrere inesorabile del tempo. 

Danh VO, Untitled, 2021 Madonna con bambino del XV secolo, pittura a olio su tavola, bandiera americana a 13 stelle Inventario #DVW742 Pinault Collection Ph. Nick Ash, © l’artista

Tra le numerose opere esposte quelle di Danh Vo hanno una potenza comunicativa sottilissima. Perché ci mostra la bandiera a stelle e strisce? A ben guardarla è evidente che l’artista non voglia alludere all’immagine di un’America vittoriosa e idolatrata, ma a quella di un paese lacerato e segnato dalla guerra, tanto da diventare uno straccio dopo la disfatta degli Stati Uniti in Vietnam. Avvicinandoci, attraverso lo squarcio della bandiera possiamo intravedere una Madonna con Bambino che invece ricorda la dolcezza dell’ideale cristiano tradotto dall’icona mariana della Vergine che allatta.

E a proposito di icone, non potevamo tralasciare l’imprevedibile e irriverente Maurizio Cattelan, qui presente con due lavori famosi in tutto il mondo: Mother, presentato alla 48° Biennale d’Arte di Venezia del 1999 e La Nona Ora, realizzato lo stesso anno. 

Maurizio Cattelan, La Nona Ora, 1999, Pinault Collection. Installation view, Icônes, 2023, Punta della Dogana, Venezia. Ph. Marco Cappelletti e Filippo Rossi © Palazzo Grassi, Pinault Collection

La fotografia Mother è la testimonianza di una performance di un fachiro che, durante l’inaugurazione della manifestazione lagunare, rimase sottoterra lasciando fuori solo le mani unite in segno di preghiera.

La Nona Ora, ormai conosciuta anche dal grande pubblico, è una statua di cera che rappresenta papa Giovanni Paolo II abbattuto da un meteorite. Nonostante, all’apparenza, l’opera possa suscitare scandalo e indignazione, in realtà ha un significato profondo che è quello di mostrare il peso della funzione ecclesiastica e la perseveranza del pontefice che, nonostante tutto, si aggrappa con forza e tenacia al bastone pastorale.

Icônes

a cura di Emma Lavigne e Bruno Racine

Punta della Dogana – Pinault Collection, Venezia

fino al 26 Novembre 2023

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