lunedì, Settembre 7, 2026

I locali nel mondo che stupiscono ancora 

Oggi pare che ci si annoi facilmente e che nulla sembra stupire ancora le giovani generazioni. I social mostrano di tutto e di più, mentre l’intelligenza artificiale è in grado di realizzare visivamente le fantasie più sfrenate. Ma nella realtà esistono ancora vere attrazioni. Parliamo di locali “fuori di testa”, concepiti per chi ha una idiosincrasia per la normalità. 

A Taipei in Taiwan troviamo il Modern Toilet Restaurant il cui ambiente è ispirato proprio ai servizi igienici. Ci si siede su “vasi sanitari”, il tavolo è una vasca da bagno e i bicchieri sono orinatoi in miniatura. I tovaglioli come potrebbero essere se non di carta igienica? Ci sono lavabo-tavolini, sturalavandini che fungono da lampadari e rubinetti alle pareti. Il menù ha piatti ispirati alle “attività che si espletano nella toilette”. Il format è divenuto di successo ed è diventato una catena di ristoranti in Asia, a partire dal primo locale aperto a Kaohsiung che si chiamava Marton Restaurant. Oggi, oltre a Taipei, se ne trovano altri in Cina, Giappone, Hong Kong, Corea, Filippine, Indonesia, Mosca.

In Italia interessante è un progetto di riscatto sociale che da anni fa parlare di sé sulle pagine dei giornali, incluse quelle del New York Times. InGalera è il nome, ironico e diretto, del ristorante gourmet che ha sede all’interno della Seconda Casa di Reclusione di Milano Bollate, un luogo dove la cucina d’eccellenza si fonde con la riabilitazione.

Aperto al pubblico esterno, il locale è un vero e proprio ristorante dove l’intera squadra, dai cuochi al personale di sala, è composta da detenuti regolarmente assunti e retribuiti. Sotto la supervisione di uno chef e un maître professionisti, imparano un mestiere, acquisiscono disciplina e, soprattutto, si preparano al reinserimento nella società civile al termine della loro pena. L’iniziativa nasce dalla volontà della cooperativa sociale ABC La Sapienza in Tavola. L’obiettivo non è la beneficenza, ma la creazione di un’attività commerciale seria e di alto profilo, capace di competere con i ristoranti della Milano “esterna”. Il menù propone piatti di cucina italiana contemporanea, con un’attenzione particolare alla qualità delle materie prime e alla presentazione. InGalera è un simbolo tangibile di come il lavoro e la formazione professionale possano essere strumenti potenti per offrire una seconda possibilità, dimostrando che un altro carcere, basato sulla rieducazione, è possibile

Tornando in Asia, la visita va fatta al Vampire Café di Tokyo, un ristorante a tema situato nel quartiere di Ginza, che offre ai visitatori un’esperienza immersiva ispirata a un’inquietante dimora di vampiri. L’ambiente è caratterizzato da arredi gotici, velluto rosso, candele, bare e lampadari che creano un’atmosfera misteriosa e romantica. 

I camerieri indossano abiti a tema per completare l’esperienza. In sottofondo si diffonde musica barocca, che contribuisce a creare un’atmosfera elegante e allo stesso tempo inquietante. Il menù, ovviamente, si basa su una fusione di piatti francesi e italiani, rivisitati in chiave vampiresca, sia nel sapore che nella presentazione. La carta delle bevande include cocktail originali, alcuni dei quali vengono serviti in modo scenografico, per esempio con un pugnale conficcato in una ciliegia. Sono disponibili anche cocktail analcolici. 

Spostandosi in Thailandia, l’attenzione va al Cabbages & Condoms, Cavoli e Preservativi”: è molto più di un ristorante a tema, è un’istituzione, un’iniziativa di salute pubblica e un’attrazione turistica che da decenni sfida i tabù sulla contraccezione e l’Hiv/aids in Thailandia. 

Il locale nasce da un’idea del signor Mechai Viravaidya, un rinomato attivista per la sicurezza sessuale, affettuosamente soprannominato in patria “Mr. Condom”.  La filosofia alla base del nome è tanto semplice quanto potente: i preservativi dovrebbero essere onnipresenti e facili da trovare come i cavoli, una verdura comune in ogni negozio thailandese. 

Tutti i proventi generati dal ristorante vengono reinvestiti nei programmi di sviluppo della comunità rurale, nell’educazione sessuale e nelle iniziative sanitarie dell’Ong, trasformando ogni pasto in un atto di beneficenza. 

Situato in un giardino lussureggiante, il ristorante accoglie i clienti in un mondo dove l’oggetto utilitario diventa arte. Statue a grandezza naturale e lampadari sono tutti realizzati interamente con preservativi colorati. L’arredamento eccentrico ha un obiettivo preciso: rompere il ghiaccio e promuovere una discussione aperta sulla salute sessuale.

Il menù, a dispetto del nome provocatorio, offre autentica e gustosa cucina thailandese. Alla fine del pasto, in un tocco di geniale coerenza, al posto delle solite mentine, i clienti ricevono un cestino di preservativi gratuiti. 

Insomma, se vogliamo stupirci, possiamo ancora farlo senza stare seduti a guardare uno schermo e i video che altri realizzano. Una valigia, uno zaino e via. A vivere personalmente l’esperienza e diventare parte della storia. Per quanto strana sia!

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