lunedì, Settembre 14, 2026

i C’Astronauti

Gli spregiudicati spacciatori di castronerie, meno poeticamente noti come: i Cazzari!

Conclusi gli ormai antichi fasti della cultura dell’essere, viviamo da diversi decenni nella società dell’apparire. Un’epoca che include sempre più seguaci di una dittatura minchiocratica, che esclude l’importanza di essere qualcosa poiché è sufficiente sembrarlo solamente. 

Un processo involutivo iniziato circa negli anni ’80, quando abbiamo cominciato a tradire la cucina tradizionale genuina, inseguendo il nutrimento colorato e veloce proposto dai grossi gruppi di distribuzione alimentare, proseguendo poi con l’acquisto di capi d’abbigliamento di pessima fattura che sembravano però sartoriali, e continuando inesorabilmente verso il baratro, sino al punto di arrivare oggi agli enormi scatoloni di plastica con le ruote, alimentati a batterie (altamente inquinanti) abbandonando la sicurezza dell’acciaio, e dei motori termici. Nei rapporti sociali, sia di lavoro sia di svago, abbiamo quasi tutti abdicato alla dittatura del comunicare attraverso asettici monitor di tablet e smartphone. 

Le famigerate “app” ci fanno sembrare più giovani, anche se non lo siamo più, sempre solari, anche se non lo siamo ecc.

I social network fotografano un mondo felice, fatto di persone molto acculturate che citano frequentemente nomi illustri della letteratura, della storia e della scienza. Un mondo di persone belle, colte e vincenti, spesso in viaggio di vacanza. Persone profonde in grado di comunicare via internet con tutto il mondo, anche se magari non si salutano nemmeno con il tizio che abita nello stesso pianerottolo.

A tutto questo dovremo ormai farci l’abitudine. Le celebri maschere pirandelliane hanno il dominio di questa società che ride e sorride sui social network, mentre nel frattempo si sta avvicinando anche il baratro di una terza guerra mondiale.

Bene, terminato questo sunto a tinte semi apocalittiche, io pur di vivere in pace, potrei anche essere disposto ad accettare la sgradevolezza di tali regole del gioco, tranne che per un aspetto che proprio non riesco a digerire e probabilmente non digerirò mai, ovvero quella importante quota di umana specie nota come “i cazzari”, mentre qui io li chiamerò con più eleganza: “i C’Astronauti”.

Il C’Astronauta è un esemplare che, trasversalmente ai sessi, incentra la propria comunicazione sulle narrazioni fasulle, altresì note come balle, menzogne, fandonie, bugie, puttanate, frottole, panzane, ecc.

Lo stile di vita del C’Astronauta lo vede impegnarsi molto nella promozione del proprio brand, ovvero della propria immagine, attraverso un compulsivo presenzialismo presso ristoranti lussuosi, dove lui/lei normalmente si è intrufolato/a in realtà a titolo gratuito, oppure è solo ospite di altri avventori pagatori. 

Altrove poi, lo ritroviamo ancora, a spacciare immagini di sé che lo ritraggono alla guida di autovetture prestigiose, ovviamente mai di sua proprietà, oltre che presso località balneari e montane alla moda, in cui nella mezza giornata di sua permanenza il C’Astronauta scatta millemila foto, orbitando intorno a vip, eccetera. 

Normalmente il reddito personale del C’Astronauta è estremamente modesto, ma il suo istinto di sopravvivenza lo rende prolifico di argomenti che giustificano sempre le sue scelte (“vivo in affitto perché così non sono schiavo del fisco”, “ho venduto l’auto sportiva di grossa cilindrata ed acquistato la city car di seconda mano, perché così posso parcheggiarla ovunque in centro città e senza temerne il furto”, “evito in alta stagione gli inviti nei posti alla moda perché c’è troppa confusione” ecc.).

Altro mistero del C’Astronauta è comprendere la sua abilità di direzione e coordinamento delle sue millantate attività lavorative, pur trovandosi quasi tutti i giorni seduto nei bar più modaioli, sia a pranzo che a cena, oltre che durante l’orario di aperitivo.

Il C’Astronauta conosce tutti ed è amico di tutti, saluta le donne con uno strategico ”ciao bellissima“, e gli uomini con un intramontabile e sempre vincente ”ciao grande”, o con la variante dedicata a quelli economicamente più in vista “ciao numero uno” (ovviamente accompagnata da pollice in alto e occhiolino di complicità).

Non provate ad allontanare dalla vostra vita i C’Astronauti, poiché loro saranno fantozzianamente abilissimi nel privarvi delle motivazioni per farlo. Loro stanno in simbiosi agli eventi, alla pari del muschio al lichene, e questo li renderà sempre invincibilmente forti. Nel prossimo futuro, con il progresso cambieranno le mode e le modalità di vita, ma se anche venissimo un giorno invasi dagli alieni ricordatevi che, mentre noi saremo nascosti nei boschi per non essere sterminati, i C’Astronauti saranno sempre lì, al bar di Guerre Stellari, a bersi uno spritz all’uranio impoverito, in compagnia dell’alieno proprietario dell’astronave più costosa di tutte, raccontandogli che in gioventù fu un grande amico di E.T.

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