lunedì, Aprile 15, 2024

Henri de Toulouse-Lautrec in mostra a Rovigo

Immaginare una mostra accattivante e inedita su un artista che è stato raccontato in innumerevoli retrospettive non è cosa semplice. Henri de Toulouse-Lautrec è considerato come uno degli artisti che meglio ha saputo rappresentare la modernità e i nuovi miti del suo tempo.

La mostra Henri de Toulouse-Lautrec. Parigi 1881-1901, visitabile al Palazzo Roverella di Rovigo fino al 30 Giugno 2024, si avvicina a questo artista da una prospettiva meno conosciuta per restituirlo alla storia dell’arte al di fuori della reputazione di “artista maledetto”.

Mi ha molto colpito, infatti, la dichiarazione rilasciata da Fanny Girard, direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi e co-curatrice della mostra:

«Noi veniamo contattati da diversi enti e fondazioni che normalmente presentano la figura di Toulouse-Lautrec come una figura tradizionale, questa mostra è differente. Proprio per questo motivo e per la diversità con cui Lautrec viene messo in luce abbiamo deciso di partecipare a questa avventura. Questa mostra finalmente inserisce Lautrec nel suo contesto di artista ed intellettuale».

Evitare i luoghi comuni e trovare nuove chiavi interpretative per rileggere la storia di artisti di questo calibro, credo siano gli ingredienti vincenti per realizzare una valida mostra.

Michael Biasi

A Rovigo, nello storico palazzo rinascimentale Roverella, è in corso la mostra dedicata a Henri de Toulouse-Lautrec, uno dei più grandi maestri dello straordinario periodo della Belle Époque.

L’esposizione, a cura di Jean-David Jumeau-Lafond, Francesco Parisi, Fanny Girard (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e con la collaborazione di Nicholas Zmelty, ci invita a conoscere la complessità di questo artista, che con il suo sguardo acuto e ironico ha saputo restituirci l’atmosfera della Parigi di fine Ottocento.

Il vivace ambiente parigino di questi iconici anni viene raccontato attraverso 200 opere, di cui 60 di Lautrec e le restanti di artisti del calibro di Boldini, Degas, De Nittis, Bonnard e Picasso, provenienti da prestiti di importanti musei europei e americani.

Dipinti, pastelli, disegni, manifesti celebrano la contraddittorietà della società parigina, offrendoci un’occasione inedita e imperdibile per immergerci tra le strade di Montmartre con i caratteristici bistrot, cabaret e café chantant: un mondo bohémienne apparentemente gioioso e spensierato ma in realtà difficile e spesso spietato in cui Toulouse-Lautrec ha trascorso gli anni più intensi della sua breve vita.

Nato il 24 Novembre 1864 ad Albi, in una delle famiglie più prestigiose di Francia, Toulouse-Lautrec trascorre una prima fanciullezza serena fin quando ha la tragica sventura di subire due tremendi traumi che ne compromettono l’organismo già fragile; l’infermità e l’essere rimasto storpio non intaccano, tuttavia, il suo sottile e arguto spirito critico, il suo talento per la pittura e la voglia di libertà. Frequentatore di cabaret, circhi e case di tolleranza, muore giovanissimo nel 1901 divorato dalla sifilide e dall’alcool.

Henri de Toulouse-Lautrec è convenzionalmente conosciuto solo in superficie, per lo più nel ruolo di creatore di manifesti, ma questa mostra vuole restituire all’artista la dignità della sua attività di pittore.

Per Toulouse-Lautrec «solo la pittura esiste… il paesaggio non è che un accessorio». 

Oltre ai celebri Affiches, nelle sale di Palazzo Roverella si possono infatti ammirare molti dipinti, pastelli e disegni che raccontano il suo interesse per il mondo della notte. 

Mettendo in relazione le opere di Toulouse-Lautrec con il vivace milieu di artisti di una Parigi che proprio in quegli anni si affacciava a diventare la capitale mondiale dell’arte, la mostra intreccia un dialogo interessante tra realisti, simbolisti e impressionisti. Sullo sfondo, il fermento della Ville Lumière tra innovazioni artistiche e nuovi stili di vita viene raccontato dalle sezioni espositive, come Parigi 1885-1900, Le Chat Noir, Toulouse-Lautrec e gli amici artisti o Il rinnovamento della grafica

Inedito è il capitolo dedicato al movimento di Les Arts Incohérents, anticipatore di tecniche che sarebbero state adottate dalle avanguardie del Novecento, come il Dadaismo. Qui sono presenti opere ritenute disperse per oltre un secolo e ritrovate solo nel 2018.

Quel che affascina di questa poliedrica personalità è la sua capacità di interpretare la realtà e i personaggi che popolano quel mondo magico e al contempo disincantato, catturando le segrete personalità dei suoi soggetti, che siano una ballerina di cabaret, un fisarmonicista dei quartieri latini o un pittore seduto al bistrot.

A rendere immediatamente riconoscibile l’atmosfera della Parigi Fin de Siècle celebrata da Lautrec sono i teatri e i caffè-concerto di Montmartre come Le Chat Noir e Le Moulin Rouge.

Il sobborgo di Montmartre, al tempo di Toulouse-Lautrec, era ancora una zona campestre, gremita di mulini a vento, gineprai, giardini e casolari dove albergavano i ceti meno abbienti e che veniva scelta proprio per il costo abbordabile degli affitti. Nella parte a ridosso del boulevard de Clichy vi era invece un fulgido proliferare di cabaret, trattorie, sale da ballo, circhi e altri locali che attraevano un pubblico eterogeneo, tra poeti, scrittori, attori e, ovviamente, artisti.

Henri de Toulouse-Lautrec. Parigi 1881-1901

Dipinti, pastelli, disegni e manifesti

a cura di Jean-David Jumeau-Lafond, Francesco Parisi, Fanny Girard e con la collaborazione di Nicholas Zmelty

Dal 23 Febbraio al 30 Giugno 2024

Rovigo – Palazzo Roverella 

Marta Previti

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