L’ “Occhio del Secolo” in mostra a Rovigo
All’inizio del 2023 ho visitato una splendida mostra al Museo di Palazzo Grimani, a Venezia, dedicata alla fotografa Inge Morath (Graz 1923 – New York 2002). Sono rimasto profondamente colpito dalla sua abilità nel catturare momenti e situazioni della vita quotidiana nella città lagunare, a cui era profondamente legata. Sulle pagine di VPOCKET abbiamo parlato di fotografi del calibro di Ugo Mulas, Robert Capa, Lee Miller, Man Ray e Inge Morath, ora torniamo ad approfondire la fotografia attraverso la figura del suo maestro e mentore: Henri Cartier-Bresson.
Palazzo Roverella a Rovigo ospita fino al 26 Gennaio la mostra Henri Cartier-Bresson e l’Italia, che ripercorre, attraverso circa 200 fotografie e documenti, le fasi del rapporto instaurato dagli anni Trenta tra il fotografo e l’Italia, e continuato fino al momento in cui Cartier-Bresson ha smesso di dedicarsi alla fotografia, negli anni Settanta.
Il primo viaggio di Cartier-Bresson in Italia risale agli anni Trenta, poco dopo che l’artista aveva abbandonato definitivamente la pittura per dedicarsi alla fotografia. Accompagnato dall’amico André Pieyre de Mandiargues, giovane poeta e scrittore, e dalla pittrice Leonor Fini, compagna di Mandiargues, Cartier-Bresson realizzò in questo viaggio di piacere alcune delle sue fotografie più iconiche, tutte esposte nella sezione introduttiva della mostra.
Michael Biasi
«Quello che un buon fotografo deve cercare di fare è mettere sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l’occhio»
Henri Cartier-Bresson
Henri Cartier-Bresson è considerato uno dei fotografi più influenti del Novecento, al punto da essere soprannominato “l’Occhio del Secolo”, per l’enorme impatto delle sue fotografie in bianco e nero e della sua estetica del “momento decisivo”.
Palazzo Roverella celebra il legame tra Cartier-Bresson e l’Italia, con una grande mostra monografica che accoglie gli scatti più celebri del fotografo francese.

Attraverso le fotografie presenti nell’esposizione, possiamo conoscere l’Italia di quegli anni, come ad esempio i territori dell’Abruzzo e della Lucania, che egli visitò negli anni Cinquanta. Questi luoghi, di grande interesse culturale e sociologico, rappresentano perfettamente i cambiamenti sociali che stavano avvenendo, in un intreccio di tradizione e modernità.
Una figura chiave nella rappresentazione del Sud è Carlo Levi, scrittore e pittore, la cui opera ha ispirato molti fotografi, italiani e stranieri, che hanno visitato non solo Matera ma anche i paesi circostanti, come Scanno, vicino L’Aquila, reso celebre proprio dagli scatti di Cartier-Bresson e, successivamente, del noto fotografo Mario Giacomelli.

Tra gli anni Cinquanta e Sessanta le fotografie di Cartier-Bresson sono note in tutto il mondo. La realizzazione di servizi per le grandi riviste illustrate dell’epoca lo portano a viaggiare in Italia e soprattutto a Roma, Napoli, Venezia, le grandi città amate dagli stranieri. Importanti sono poi i viaggi a Ischia e in Sardegna, che offrono al fotografo l’opportunità di catturare gli usi e i costumi del Paese e della sua gente.
La mostra si conclude con le immagini dei primi anni Settanta, quando il fotografo ritorna a Matera, uno dei luoghi visitati vent’anni prima. Questi scatti permettono di osservare il contrasto tra il progresso della modernità e la persistenza delle identità locali.
L’ultima sezione dell’esposizione propone una serie di fotografie dedicate al mondo del lavoro industriale, in particolare agli stabilimenti Olivetti e Alfa Romeo, che spostano l’attenzione sulle nuove modalità di vita e lavoro emerse in quel periodo.
Focus su Henri Cartier-Bresson
Nasce nel 1908 a Chanteloup-en-Brie, un piccolo comune situato a pochi chilometri da Parigi, in una famiglia dell’alta borghesia francese. Fin da giovane dimostra una forte propensione per l’arte, e per questo motivo abbandona il liceo per dedicarsi alla pittura. Durante questo periodo, frequenta il circolo dei surrealisti, che influenzano profondamente la sua visione artistica e la sua successiva carriera.

A 22 anni scopre la fotografia, che lo affascina al punto da fargli abbandonare definitivamente la pittura. Trova nella macchina fotografica un mezzo per cogliere la realtà in maniera spontanea e immediata, quello che in seguito sarebbe stato chiamato il “momento decisivo”, un concetto che diventerà il segno distintivo della sua produzione fotografica.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Cartier-Bresson si unisce alla Resistenza francese, continuando a esercitare la sua professione di fotografo.
Nel 1940, viene catturato e imprigionato dai nazisti, ma riesce a fuggire e tornare così a Parigi, dove assiste e documenta fotograficamente la Liberazione della città nel 1944.

Dopo la guerra, durante un viaggio negli Stati Uniti, fonda (nel 1947) con altri celebri fotografi — tra cui Robert Capa — l’agenzia Magnum Photos. Questa agenzia diventa uno dei punti di riferimento più importanti per il fotogiornalismo mondiale. Negli anni seguenti viaggia in tutto il mondo, realizzando reportage in vari paesi; tra i suoi lavori più noti in Italia, ricordiamo gli scatti realizzati a Scanno. Qui, immortala le donne del luogo con i tipici costumi tradizionali, contribuendo, insieme a Mario Giacomelli e il suo celebre scatto Il bambino di Scanno (1957), a far conoscere al grande pubblico questa zona poco nota del sud Italia.
Dopo una carriera ricca di successi e collaborazioni con le più importanti riviste del XX secolo, intorno agli anni Settanta, Cartier-Bresson decide di abbandonare la fotografia per tornare alla sua prima passione: la pittura.
Nel 2000, insieme alla moglie Martine e alla figlia Mélanie, istituisce la Fondazione Henri Cartier-Bresson, dedicata non solo a preservare e diffondere la sua opera, ma anche a promuovere altri artisti contemporanei, offrendo loro uno spazio espositivo.
Muore il 3 Agosto 2004 a Montjustin, un piccolo comune dell’Alta Provenza, all’età di 96 anni, dopo una vita intensa, vissuta all’insegna dell’arte e della fotografia, lasciando un segno indelebile nella storia della fotografia e del fotogiornalismo mondiale.
Henri Cartier-Bresson e l’Italia
A cura di Clément Chéroux e Walter Guadagnini
Rovigo, Palazzo Roverella
Fino al 26 Gennaio 2025
Marta Previti
