giovedì, Febbraio 29, 2024

Heisenberg o l’evoluzione dell’antieroe

Il 2023 ci ha appena lasciato. E l’ha fatto, dal punto di vista cinematografico, con una grande eredità: una decade dalla realizzazione dell’ultimo episodio di Breaking Bad, intitolato Felina, e l’antologia essenziale per la progenie di un antieroe. Walter White, alias Heisenberg.

Parliamo di un’antologia poiché vi è una strutturazione articolata, degradante — ovviamente dal punto di vista dell’abbruttimento morale — progressiva e ricca di sfaccettature nell’evoluzione del personaggio di Walter White. 

Non è sempre stato un antieroe. Difatti, all’inizio della serie, il nostro protagonista è un professore di chimica tutt’altro che realizzato, con un figlio autistico, un lavoro che non rende giustizia alle sue capacità e un tumore maligno appena diagnosticato che necessita di spese esose come Spada di Damocle. Ma ben presto l’incontro con Jesse Pinkman, un vecchio studente ora diventato tossico e spacciatore, gli svolterà la vita. Ormai alla deriva, sarà Walter stesso a proporre all’ex studente l’impensabile, ossia una collaborazione per sfidare i cartelli della droga al mercato della metanfetamina: Walter creerà la meta più pura mai vista; Jesse userà le proprie conoscenze nei rapporti per diffonderla. Una mossa disperata, ma che non sradica ancora Walter dalla lista dei protagonisti eroici. Anzi, rischia di essere tra i most wanted della DEA e dell’FBI per un bene superiore: un’ottima eredità per il figlio e una possibilità contro il tumore per se stesso. Certo, non la mossa più sana, ma comprensibilmente disperata. 

Dal momento in cui produce la metanfetamina desiderata, ovviamente purissima, e dagli attestati di apprezzamento dei primi compratori, qualcosa in Walt scatta. Un lento e inesorabile processo di deterioramento morale, che si insinua nella sua vacua autostima, senza freno alcuno. Qui si ha qualcosa di unico: il passaggio da eroe ad antieroe. Preciso quanto didascalico.

Walt detesta l’idea della violenza quando entra per la prima volta nel business della metanfetamina e spera sempre di trovare una soluzione alternativa rispetto all’omicidio. Ma ben presto un pezzo dopo l’altro della sua anima si stacca a ogni reato commesso. Ogni blocco di sceneggiatura porta a un next level: in primis è la distribuzione della droga, poi Walt arriverà a trovare necessario l’omicidio. Inizialmente per autodifesa, come nella scena del camper dove ha creato una reazione gassosa e velenosa ai danni degli spacciatori conoscenti di Jesse; poi passa a omicidi premeditati, come nel caso di Jane, compagna di Jesse, lasciata morire per overdose poiché, secondo Walt, lo aveva distratto dall’attività. Qui però Walt mostra ancora del pentimento, una presa di coscienza degli atti compiuti. 

Walt e Jesse si sono ormai fatti un nome. Tanto onore, tanti nemici. Dunque i narcotrafficanti bussano alla loro porta. Come diceva Niccolò Machiavelli: «Il fine giustifica i mezzi». Così Walt, dinanzi a degli avversari così agguerriti, giustificherà l’omicidio. Ecco che i pezzi dell’anima di Walt si staccano sempre più grossi e la sua salita al trono del narcotraffico diverrà realtà. Gus Fringman, il più grande boss a detenere il trono, viene eliminato. La moralità di Jesse riceve una brusca scossa e si ferma con l’attività. Quella di Walter, no. Stagione dopo stagione, Walter White diviene presto il nemico pubblico numero uno negli Stati Uniti. Non è più una questione di soldi per salvaguardare il futuro della famiglia o per la sua salute. Come sottolinea lui stesso: «L’ho fatto per me. Mi piaceva, ero bravo a farlo. Mi son sentito vivo». Emblematico anche un altro discorso, ormai al tramonto della serie, fatto sempre alla moglie preoccupata una volta scoperta la sua vita parallela: «Io non sono in pericolo, io sono il pericolo. Un ragazzo apre la porta e si fa sparare, e tu pensi questo di me? No! Io sono quello che bussa!». La bramosia di potere, di controllo degli eventi, la sensazione di importanza che ne deriva ha ormai pervaso la mente di Walt.

 Una volta finita la serie è impressionante l’accostamento con lo stesso personaggio iniziale. Alla fine abbiamo praticamente un antagonista. La serie perfetta, per un’evoluzione perfetta. Ormai dieci anni son passati. Ma sarà sempre un dieci e lode per Walter White alias Heisenberg.

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